
L’estate 2026 è stata particolarmente impegnativa per il Consorzio di bonifica Tevere Nera, alle prese con gli interventi di manutenzione sui corsi d’acqua in città e sul territorio e con una stagione segnata da temperature elevate e forte pressione sulle risorse idriche.
Nonostante le condizioni climatiche, il Consorzio ha garantito per tutta l’estate l’acqua agli agricoltori. Un risultato legato anche agli interventi realizzati negli ultimi anni sulle infrastrutture irrigue, con l’ampliamento dei laghetti e l’ammodernamento di alcuni tratti della rete.
Le maggiori quantità d’acqua immagazzinate hanno consentito di affrontare la stagione con riserve più consistenti, mentre la pressione nelle condotte è stata mantenuta senza interruzioni. Un tema destinato a diventare sempre più centrale con l’evoluzione del clima e con periodi di siccità che possono mettere sotto pressione il sistema irriguo.
Proprio in questa direzione si inseriscono i prossimi lavori programmati dal Consorzio. Dal 1° ottobre partiranno gli interventi per l’ampliamento del terzo laghetto di San Gemini e altri due stralci di ammodernamento della rete irrigua.
Il 26 ottobre, invece, è prevista l’inaugurazione della nuova vasca di accumulo realizzata in zona Podere San Giacomo, nel territorio comunale di Orvieto, al confine con Castiglione in Teverina. L’appuntamento è fissato per le 10.30 e vedrà la presenza delle autorità del territorio e del settore della bonifica.
L’opera ha richiesto un investimento complessivo di 2,8 milioni di euro, finanziato interamente dal ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.
La nuova infrastruttura fa parte del sistema di irrigazione a pioggia posto sulle due sponde del Tevere. La vasca, indicata come vasca A, è stata realizzata in un’area pianeggiante nei pressi del Podere San Giacomo, su uno dei terrazzi alluvionali del fiume.
La sua funzione è quella di accumulare acqua e distribuirla sulla destra del Tevere, a servizio di un’area di circa 2.200 ettari. La rete di distribuzione a servizio di questa superficie verrà realizzata in seguito e interesserà i territori di Attigliano, Lugnano in Teverina, Bomarzo e Graffignano.
L’invaso ha una capacità iniziale di 16 mila metri cubi e può arrivare, con un futuro ampliamento, a 32 mila metri cubi. È profondo fino a 4 metri e misura 44 per 75 metri. È stato realizzato con arginature in terra e un rivestimento interno in materiale sintetico ad alta resistenza.
L’impianto sarà gestito attraverso sistemi automatici telecontrollati e sarà sorvegliato con telecamere.
Uno degli aspetti principali del progetto riguarda il modo in cui la vasca viene riempita. L’acqua può arrivare dalla diga di Corbara direttamente per gravità, senza l’utilizzo di pompe. Questo consente di contenere i costi di gestione dell’impianto.
La nuova infrastruttura è comunque predisposta anche per il riempimento meccanico: nel caso in cui il livello dell’acqua nella diga dovesse scendere abbastanza da non permettere più il riempimento a gravità, sarà possibile utilizzare le pompe.
La nuova vasca non servirà soltanto come riserva per la futura rete irrigua. L’impianto è collegato anche al sistema dei due invasi già in funzione, quello di Castiglione in Teverina e quello di Montecchio. Attraverso una condotta di by-pass sarà infatti possibile utilizzare l’acqua accumulata nella nuova vasca e ridistribuirla, quando necessario, agli altri due invasi.
Il sistema prevede una nuova tubazione del diametro nominale di un metro all’interno della centrale di sollevamento, collegata alla condotta che porta l’acqua dalla diga di Corbara alla vasca. Nella centrale sono state inoltre installate due valvole a farfalla e una valvola a fuso, sempre del diametro di un metro, per regolare i flussi.
L’obiettivo è quindi creare una maggiore capacità di accumulo e rendere più flessibile la gestione delle risorse disponibili: una caratteristica particolarmente importante nei periodi di siccità e di carenza d’acqua, quando la disponibilità degli invasi e la possibilità di conservare e redistribuire la risorsa possono diventare decisive per garantire continuità all’irrigazione.
Il bilancio dell’estate appena trascorsa e il programma dei prossimi mesi vanno dunque nella stessa direzione: aumentare le riserve, ammodernare la rete e intervenire sulle infrastrutture per affrontare una situazione climatica che rende sempre più importante la capacità di conservare e gestire l’acqua.







































