
Una nuova attenzione al verde cittadino
Si è riaperta nella nostra città una riflessione pubblica, accompagnata da una significativa iniziativa dal basso, sul tema del verde urbano. Questo percorso nasce grazie all’impegno di un ampio gruppo di associazioni di volontariato ambientalista costituitesi in Rete.
Il primo obiettivo della rete associativa è stato quello di monitorare l’abbattimento degli alberi presenti nel perimetro urbano, spesso alberi di alto fusto e di valore ornamentale.
Le misure di abbattimento, motivate da esigenze di sicurezza e dalla necessità di prevenire cadute improvvise degli alberi, non sempre sono apparse supportate da accertate condizioni di ammaloramento del patrimonio arboreo. È il caso della distruzione della storica Pineta Centurioni.
Molti interventi sono stati inoltre realizzati senza un adeguato livello di trasparenza, sia riguardo alle perizie tecniche sia rispetto al coinvolgimento delle organizzazioni sociali portatrici degli interessi della cittadinanza.
Le richieste delle associazioni
Per questo motivo la Rete ha elaborato un proprio manifesto di analisi e proposte, chiedendo al Comune di predisporre un vero “Piano regolatore del verde” e di istituire un Tavolo permanente di consultazione, monitoraggio e partecipazione alle scelte.
La richiesta è quella di considerare il verde una priorità strategica per il futuro della città.
Verde urbano e transizione ecologica
La questione del verde assume infatti un significato ancora più importante se inserita nel quadro delle misure di transizione ecologica.
La crisi climatica, ormai evidente, con l’aumento delle temperature medie annuali e degli eventi meteorologici estremi, assegna alla riforestazione urbana ed extraurbana un ruolo fondamentale.
L’aumento delle superfici verdi contribuisce all’assorbimento della CO2 e alla depurazione dell’atmosfera urbana dalle polveri sottili e dagli agenti inquinanti.
Anche la tutela della biodiversità urbana necessita del verde come base fondamentale per il recupero dei cicli naturali e per la salvaguardia delle specie animali e vegetali a rischio.
La situazione di Terni
Qual è, dunque, la situazione ambientale di Terni rispetto agli altri capoluoghi italiani?
Secondo le classifiche di Ecosistema Urbano elaborate da Legambiente e dal Sole 24 Ore, Terni occupa il 60° posto su 106 città capoluogo, sulla base di cinque indicatori principali:
- Qualità dell’aria
- Consumi e perdite di acqua potabile
- Raccolta differenziata
- Mobilità dolce
- Dotazione di verde urbano
Nell’ultimo anno la città avrebbe perso ben 15 posizioni, evidenziando una gestione ambientale non adeguata alle esigenze attuali.
Per quanto riguarda il verde, Terni si colloca al 43° posto, con circa 21.000 alberi urbani ogni 100.000 abitanti.
Le città più virtuose superano invece i 100.000 alberi ogni 100.000 abitanti, come Trento, Modena, Trieste e Cremona.
Quest’ultima, pur essendo sede di importanti attività industriali, riesce a collocarsi ai vertici delle classifiche ambientali anche grazie alla forte presenza di verde alberato.
Perché servono più alberi
I dati dimostrano quanto Terni debba investire sul verde per migliorare vivibilità, salute pubblica e attrattività urbana.
La città continua infatti a perdere popolazione e ruolo economico-sociale.
La storia industriale della Conca ternana, caratterizzata dalla presenza di industrie altamente emissive, insieme alla conformazione geografica della valle chiusa dai monti, dovrebbe spingere istituzioni e imprese verso un impegno straordinario:
- Nella riduzione delle emissioni industriali e civili
- Nell’aumento del verde urbano e territoriale
- Nella compensazione delle emissioni non eliminabili
Il verde svolge una doppia funzione: contrasta il cambiamento climatico e migliora la qualità dell’aria che respiriamo.
Questo aspetto sarà ancora più importante con l’entrata in vigore della nuova normativa europea che prevede un significativo abbattimento dei principali inquinanti atmosferici.
Una sfida per il futuro
In un territorio come quello ternano-narnese, il verde urbano rappresenta inoltre uno strumento essenziale per contrastare le “isole di calore”, in una delle città più calde d’Italia durante il periodo estivo.
Per la cattura della CO2, tuttavia, l’intervento deve necessariamente avere una scala territoriale. Una realtà altamente emissiva di gas serra come la nostra richiede infatti spazi extraurbani e quantità di alberi molto superiori a quelle compatibili con il solo contesto cittadino.
Per raggiungere il livello delle città più virtuose sarebbe necessario avviare un vasto programma di piantumazione e riforestazione, oggi non ancora previsto in modo strutturato nella programmazione locale.
Esiste certamente un problema di reperimento delle risorse economiche, ma anche una questione di volontà politica nel rendere il verde una vera priorità.
Le risorse possibili
Per reperire le risorse necessarie occorre guardare:
- Ai fondi europei, nazionali e regionali destinati alla riforestazione
- Ai canoni idrici in fase di rinnovo
- Ai proventi dei sistemi di compensazione delle emissioni industriali
Combinando queste fonti finanziarie potrebbero rendersi disponibili risorse importanti per un grande Piano pluriennale del verde urbano e territoriale.
Un piano capace di segnare una svolta storica per Terni e di rendere la città protagonista della decarbonizzazione e della transizione ecologica, ormai indispensabili per il futuro del territorio.
Giacomo Porrazzini















































