
L’architetto Mario Ridolfi è stato, indubbiamente, un geniale e coltissimo professionista. La nostra città, nella quale molte sue opere sono state realizzate, è particolarmente fortunata.
L’amore di Ridolfi per l’architettura e la sua preparazione hanno stimolato arte, qualità e cultura – quella vera – che è in totale sintonia col territorio.
Senza allargare troppo l’indagine propongo alcune considerazioni che derivano dall’analisi di Palazzo Chitarrini a Largo Villa Glori. Vorrei porre l’attenzione sulle grandi scelte operate nella progettazione di questo edificio.
Innanzitutto la diversificazione dei piani con linguaggi diversi fra il terreno: le attività commerciali al primo piano, gli uffici al secondo, gli appartamenti destinati alla residenza per gli altri tre piani.
Il coltissimo recupero dell’uso della pietra sponga faccia a vista, materiale storico e tipico di Terni, visibile ad esempio, nelle case torri. La struttura in cemento armato faccia a vista.
L’equilibratissimo utilizzo del colore col recupero di uno storico decoro delle mattonelle bianche e blu, derivato anche questo dalla storia e dalla memoria.
Inoltre, come non considerare la “strana” forma della piazza? Casuale o voluta nel suo mancato parallelismo tra gli edifici secondo il classico orientamento Est-Ovest.
Un motivo, sempre culturale, esiste, e ve lo sveleremo insieme a quello delle mattonelle bianche e blu nel prossimo numero.
Paolo Leonelli






































