Perché si dice?

Abbacchjiatu: mogio, abbattuto (da bacchio bastone per battere le noci o altro)

Abbioccatu: che per la febbre, una pena, è sfinito (da chioccia) biocca)

Accucchjà’: mettere a divedere, voler far credere

Allaccasse: fermarsi per la stanchezza

Ammarvatu: risentire i postumi della malattia, sentirsi le ossa rotte

Attufatu: posto umido, dove non c’è aria

Beccaccione: marito tradito dalla moglie, (da becco il maschio della capra)

Crécchjià: cigolare, stridere, da scricchiolare

Frignittu: tutto ciò che è piccolo

Loppa: da Lòppio o lòppo, sbornia, (pianta usata frequentemente a sostegno dei filari di vite)

Marcatutu: storpiamento del nome mal caduco,

Mucciulusu: bambino che si dà arie ma ha ancora il móccio sul naso

Micragnusu: avaro, spilorcio, (che non magna per non cacà)

‘nfrocià: cadere, infilarsi in un intrigo, garbuglio e sbattere le froge

Nocchjia: può significare: La nocca del dito, frutto del nocciolo, escrescenza di un osso, avere fortuna (se che nocchjia!?)

Sbarzotto: né duro, né mollo con riferimento al membro

Strina: freddo intenso di tramontana

Struciu: torsolo di mela. Persona sussiegosa, altezzosa, piena di sé

Strusciu: passeggiata lungo la via (ji’ a fà’ lu strusciu)

Slumà’: dare uno sguardo, vedere e non vedere, guardare senza farsi accorgere

Spartecchjia: quarto di mela essiccata, ma anche vagina, per la somiglianza

Svanziche: moneta d’argento austriaca, denaro in genere

‘ncennore: sensazione che si prova, per un’offesa che brucia come una ferita

Vassallu: birbante, monello, essere indipendente come un vassallo

Ivano Grifoni