
Settembre è il mese della ripartenza. Dopo la pausa rigenerante dell’estate, l’agenda torna a riempirsi di impegni, scadenze e nuovi progetti. In questo scenario ci accompagna Atena, Minerva per i Romani, dea della sapienza, della strategia, delle arti e dei mestieri.
Secondo il mito, la figlia prediletta di Zeus non nasce da un grembo materno, ma emerge direttamente dalla testa del padre, già adulta, rivestita di una splendente armatura, con l’elmo sul capo e la lancia in pugno. Il mito narra che Zeus avesse inghiottito Metis, divinità della saggezza e dell’intelligenza accorta, trasferendone i doni alla figlia. In lei si uniscono sapienza e determinazione, rendendola l’immagine di una mente capace di guidare l’azione senza lasciarsi dominare dall’impulso. Non a caso uno dei suoi appellativi è Pallade, dal greco pállō, “brandire” o “scagliare” la lancia, immagine di un’azione sempre lucida e mirata.
Atena incarna quella parte di noi che riflette prima di agire, pianifica, organizza e affronta le sfide con discernimento. Quando questa energia prevale, la persona orienta le proprie risorse verso lo studio, il lavoro e la realizzazione professionale. Competente, autorevole e determinata, affronta le difficoltà con equilibrio. La sua forza risiede soprattutto nell’autonomia e nella capacità di affrontare la realtà senza dipendere dal riconoscimento degli altri..
Nonostante le sue straordinarie qualità, Atena porta con sé anche un limite profondo. La lucidità può trasformarsi in rigidità, il senso del dovere in perfezionismo, il controllo in una corazza che impedisce di entrare in contatto con la propria vulnerabilità. Nel mito la dea nasce già adulta, pronta alla battaglia: non conosce l’infanzia, la spontaneità e la meraviglia. Così, anche in noi, emozioni, immaginazione e bisogno di riposo possono essere vissuti come debolezze o ostacoli sulla via del successo.
Dal punto di vista psicosomatico, la sua armatura diventa l’immagine simbolica di una vera e propria corazza muscolare. Cervicale rigida, spalle contratte, bruxismo e cefalee muscolo-tensive possono rappresentare lo sforzo continuo di “tenere duro”, controllare tutto e non concedersi mai di abbassare le difese.
La trasformazione di chi incarna l’energia di Atena non consiste nell’abbandonare la propria forza, ma nel permettersi, almeno per un momento, di deporre le armi. Solo quando trova il coraggio di ascoltare le proprie emozioni, chiedere aiuto e riscoprire quella parte di sé che sa ancora giocare e meravigliarsi, la sua saggezza diventa davvero completa.
Questo settembre, mentre rimettiamo ordine ai nostri progetti, proviamo a chiederci: a quale parte di te stai rinunciando pur di essere sempre efficiente?
Daniela Orientale
















































