
Il PalaTerni: una struttura che cambia il panorama culturale
In attesa del rinnovato Teatro Verdi, e speriamo della lirica in città, abbiamo il PalaTerni. Ci sono stato la prima volta a vedere A Christmas Carol, a Natale di due anni fa, e la struttura, che da fuori definivo come “modem”, un modem verde, perché, abitandovi vicino, e consentitemi di dire “per fortuna”, l’ho vista crescere, sia dal lato del fiume che da quello della città.
Trovo che sia una bellissima struttura multifunzionale, malgrado alcune criticità, come i gradini delle tribune troppo alti, che mi creano difficoltà nella salita e, soprattutto, nella discesa. Bisogna accedere alla scalinata, ma anche questo non è banale quando si siede in fondo alla fila. Con un signore due anni fa, dopo lo spettacolo, zoppicanti ambedue (io ero da poco caduto dal treno a Castelraimondo, con uno stiramento del ginocchio che si è risolto molto lentamente) e provenienti da direzioni opposte, ci siamo guardati e ci siamo capiti. Ma sono piccole cose, in fondo, basta qualche secondo di pazienza da parte di chi ti segue.
La platea dà un colpo d’occhio bellissimo, e gli spazi sul palco sono assai generosi, tali da ospitare un’orchestra, con lo spazio sufficiente per gli strumentisti.
Il concerto di Gianni Morandi: emozione senza tempo
Ci sono tornato il 28 aprile a vedere il concerto di Gianni Morandi, che seguo ed ammiro da quand’ero bambino. Appena ho avuto la notizia che il tour “C’era un ragazzo” sarebbe passato anche da noi, ho mandato la foto del manifesto a mia figlia, che quando aveva tre-quattro anni, cantava “Ma se il mio cuore spera, non sarà solo una chimera” per poi chiedermi: “Ma la chimera cos’è?”. Eh già, cos’è?
Insomma, sotto la foto le ho scritto: “Si va?”, e lei mi ha risposto: “Certo che si va”. Qualche minuto dopo, avevo prenotato.
Dopo decenni, alcune sue canzoni mi danno ancora i brividi e mi commuovono, come “Occhi di ragazza”, per esempio. Per non parlare della persona che è, ed è venuto qui a Terni.
Uno spettacolo coinvolgente e partecipato
Due ore e mezza di spettacolo senza pause, mantenendo sempre la sua proverbiale simpatia, con un’orchestra e tre cantanti di supporto, entrambi assolutamente perfetti: nessuna sbavatura, una scaletta costruita alla perfezione e ben rodata.
E come al solito, quando si fornisce (Grammarly mi suggerisce “organizza”, ma fornire mi piace di più, dà l’idea di apparecchiare, di mettere in tavola) un evento di qualità, la città risponde, ed a cantare quella sera eravamo in tanti, in platea qualcuno ballava anche nel largo corridoio tra i posti centrali e quelli laterali, dava gioia solo a vederli.
Ed ancora una volta il colpo d’occhio, le centinaia di telefonini che come lucciole un po’ squadrate, riprendevano le immagini, per rubare ancora qualche secondo alle emozioni che ci ha generosamente offerto l’eterno ragazzo.
Una città che torna nel circuito degli eventi
Questo lo dobbiamo indubbiamente al PalaTerni, una struttura che, pur con le sue limitazioni, ci ha reinseriti nel circuito nazionale degli spettacoli.
Ho già detto che aspetto il rinnovato Teatro Verdi? Mi sa di sì, ma repetita juvant, come sempre (insegno, e so che la frase proverbiale, per una volta, dice la verità).
Carlo Santulli












































