
Un investimento strategico per la sanità ternana
Non è solo un ampliamento. È un cambio di paradigma. Il nuovo Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni nasce da un investimento complessivo di circa 1,9 milioni di euro – 1,5 milioni per le opere strutturali e oltre 374 mila euro per l’adeguamento tecnologico – finanziato con fondi PNRR, e rappresenta una risposta concreta a una pressione assistenziale in costante crescita.
Crescita degli accessi e necessità di riorganizzazione
I numeri spiegano bene il contesto: gli accessi sono passati da circa 31 mila nel 2020 a oltre 55 mila nel 2025, con un incremento progressivo che ha messo sotto pressione spazi e organizzazione.
È proprio da questa dinamica che nasce la necessità di intervenire in modo strutturale, non limitandosi ad aggiungere metri quadrati, ma ripensando l’intero sistema di gestione dei flussi e della presa in carico.
Più spazi e percorsi più efficienti
L’area del Pronto Soccorso passa da 1.390 a 2.205 metri quadrati, con un aumento del 58,6%. Un dato rilevante, ma ancora più significativo è il modo in cui questi spazi sono stati riprogettati.
L’obiettivo è duplice: migliorare l’accoglienza e rendere più efficienti i percorsi assistenziali, garantendo maggiore sicurezza per pazienti e operatori e riducendo i tempi di attesa.
Osservazione Breve Intensiva: il cuore della riorganizzazione
Il cuore della riorganizzazione è rappresentato dalla nuova Osservazione Breve Intensiva. Ricavata nel Modulo Poli, si sviluppa su 325 metri quadrati e dispone di 12 posti letto, contro i 9 precedenti.
Qui vengono gestiti i pazienti che necessitano di monitoraggio clinico prolungato, con un approccio multidisciplinare che consente di evitare ricoveri impropri e alleggerire la pressione sulle aree di trattamento.
È una scelta che incide direttamente sull’appropriatezza delle cure, già migliorata negli ultimi anni con una riduzione significativa del tasso di ricovero, passato dal 37,7% al 20,3%.
Gestione dei flussi e nuovi spazi funzionali
Accanto all’OBI, si amplia anche l’area di osservazione, che consente una gestione più fluida dei pazienti in attesa di diagnosi o stabilizzazione, riducendo i colli di bottiglia nei momenti di maggiore affluenza.
A questo si aggiunge la realizzazione di un nuovo locale bonifica, collocato in prossimità della camera calda, che rappresenta un elemento strategico per la sicurezza, soprattutto in scenari complessi che richiedono procedure di decontaminazione o isolamento.
Un hub centrale per l’efficienza
Un altro passaggio chiave è la riqualificazione dell’area di collegamento tra Modulo Poli e triage, circa 100 metri quadrati trasformati in uno snodo centrale per la distribuzione dei flussi.
Percorsi più chiari e organizzati significano tempi di presa in carico più rapidi, minori interferenze tra attività e un ambiente più leggibile anche per i pazienti più fragili.
Tecnologia al servizio della cura
L’intervento si completa con un importante investimento tecnologico. Nuovi letti articolati, monitor multiparametrici, telemetrie, defibrillatori, ventilatori portatili, elettrocardiografi ed ecografi portatili contribuiscono a rafforzare la capacità diagnostica e decisionale del personale sanitario.
Nuovi modelli organizzativi
Parallelamente, si consolida il modello organizzativo. Sono attivi percorsi fast track dedicati – dermatologia, ortopedia, oculistica, otorinolaringoiatria, ginecologia e chirurgia della mano – che consentono di indirizzare rapidamente i pazienti verso lo specialista.
A questo si affiancano figure chiave come l’infermiere flussista e l’infermiere di processo, centrali nella gestione dei percorsi e nella comunicazione con i familiari.
Integrazione con il territorio
Il Pronto Soccorso si integra inoltre con il territorio attraverso una rete consolidata: la collaborazione con i medici di medicina generale per la gestione dei codici minori, il supporto della Croce Rossa e i trasferimenti verso gli ospedali di Narni e Amelia contribuiscono a rendere il sistema più sostenibile ed efficiente.
Sicurezza e tutela degli operatori
Non meno rilevante è il tema della sicurezza. È previsto lo spostamento della postazione della Polizia di Stato in prossimità della sala d’attesa, con linea diretta con la Questura e percorsi formativi per la gestione delle aggressioni al personale sanitario.
Un modello sanitario evoluto
Il risultato è un Pronto Soccorso perfettamente in linea con gli standard di un DEA di secondo livello, rafforzando una funzione sempre più sovrazonale.
Si tratta di un modello che tiene insieme efficienza e umanizzazione: più spazio, più tecnologia, ma anche percorsi più chiari, ambienti più dignitosi e una gestione più ordinata dei pazienti.
Non un semplice ampliamento, ma una trasformazione strutturale che ridefinisce il ruolo dell’emergenza-urgenza nel sistema sanitario del territorio e rafforza la fiducia dei cittadini in un servizio essenziale.












































