
AD USUM FABRICAE
Abbreviato in A.U.F., si imprimeva sui marmi esenti da gabella che dovevano servire per la costruzione dei beni di ogni genere, di enti pubblici, aziende pubbliche come ad esempio il Duomo di Milano, di Firenze o della chiesa di San Pietro a Roma.
Proprio per questa sigla abbreviata con A.U.F., tutto ciò che non si pagava veniva detto “a uffa”.
ANDARE A TUTTA BIRRA
Questo modo di dire è avvenuto per un errore di pronuncia di una parola francese “bride” (briglia).
Si diceva andare a briglia sciolta a forte velocità con i cavalli. La parola pronunciata male e ripetuta male, da “bride” a “birra”, fece un passaggio molto breve, come spesso succede.
Fu così che da “bride” diventò “birra” e il modo di dire divenne “andare a tutta birra”.
A STECCHETTO
Secondo alcuni studiosi, la locuzione significa con poco cibo.
La parola deriverebbe dall’arte venatoria: quando i piccoli uccelli che venivano presi dai loro nidi ancora implumi erano imbeccati con pezzetti di cibo infilzati sulla punta di piccoli stecchi.
ARRAPARE
Si dice che il filosofo Diogene di Sinope, partendo dal concetto socratico che l’unico bene è la virtù, visse secondo il principio che il saggio deve saper fare a meno di ogni agio.
Spesso mangiava solo rape crude. Si dice che queste facciano aumentare la voglia di fare l’amore e che abbiano proprietà eccitanti. È proprio da questo che nascerebbe la parola “arrapato”.
A TUTTO SPIANO
L’espressione “a tutto spiano” significa: il più possibile, fino al massimo.
Deriva dal mondo dei fornai.
Lo spiano era la quantità di pane da produrre, mentre quella ridotta era il mezzo spiano.
AVERE IL BERNOCCOLO
Secondo le teorie di Franz Joseph Gall (1758-1828), padre della frenologia, sarebbe possibile determinare inclinazioni e qualità di una persona attraverso la conformazione del cranio.
Un maggiore o minore sviluppo di alcune zone sarebbe indice di particolari qualità e predisposizioni.
CALMA E GESSO
Questo modo di dire ha origine dal gioco del biliardo.
I giocatori, infatti, prima di effettuare un tiro particolarmente complesso, osservano con attenzione la posizione delle biglie e valutano la strategia migliore.
Successivamente, prima di colpire, passano il gesso sul cuoio della stecca (il cosiddetto girello).
Da qui nasce l’invito a procedere con prudenza: “calma e gesso”.
CIARLATANO
L’espressione riconduce al termine “cerretano”, ovvero gli abitanti di Cerreto di Spoleto.
Da quel territorio provenivano spesso imbonitori, saltimbanchi, cavadenti e venditori di presunti rimedi miracolosi.
Per questo motivo il termine “cerretano” finì con l’assumere il significato di imbroglione e, nel tempo, si trasformò nell’attuale parola “ciarlatano”.
Ivano Grifoni














































