X

L’ECCELLENZA NEUROCHIRURGICA IN UMBRIA: TERNI CRESCE COME PUNTO DI RIFERIMENTO NEL MODELLO INTERAZIENDALE  

L’organizzazione dell’assistenza neurochirurgica rappresenta una delle sfide più complesse per qualsiasi sistema sanitario regionale. Trattandosi di una disciplina ad altissima complessità clinica e tecnologica, la neurochirurgia necessita di un equilibrio perfetto tra l’alta specializzazione delle équipe, la pronta disponibilità nelle urgenze, la presenza di tecnologie di imaging avanzate, sale operatorie dedicate e percorsi multidisciplinari. Nelle regioni geograficamente e demograficamente contenute, come l’Umbria, la scelta fondamentale si gioca storicamente tra la concentrazione di tutte le risorse in un unico polo centrale o la loro frammentazione sul territorio.

L’Umbria propone un’alternativa strategica: il modello neurochirurgico interaziendale. Non un classico sistema “hub-and-spoke” piramidale, bensì una rete regionale integrata a due poli (Dual-Site Integrated Network), che vede l’Azienda Ospedaliera di Perugia e l’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni operare sotto una direzione clinica unificata. Questo assetto garantisce equità di accesso ai cittadini, ottimizzazione delle risorse e un costante innalzamento dei livelli qualitativi delle cure.

Un modello integrato per la Sanità Umbra

La genesi del modello interaziendale risponde alla necessità di superare la storica competizione tra ospedali per costruire una sinergia reale. Sotto un’unica regia dipartimentale e strategica, Terni e Perugia non lavorano più come entità separate, ma come componenti complementari di un unico grande polo neurochirurgico regionale.

La gestione unificata consente una pianificazione condivisa delle sale operatorie, la standardizzazione dei protocolli clinici, lo scambio di competenze e una centralizzazione intelligente delle urgenze. Le richieste di consulenza provenienti dai presidi periferici vengono valutate in un’ottica di rete, indirizzando ogni paziente nel centro più idoneo in base a vicinanza geografica, tempestività d’intervento, complessità del caso e dotazioni tecnologiche.

I dati confermano l’efficacia della scelta: dall’avvio della direzione interaziendale si è registrato un incremento significativo dell’attività chirurgica complessiva (+16% nel 2024 e +20% nel 2025), accompagnato da una maggiore efficienza nelle sedute operatorie e da un’ottimale gestione dei traumi complessi su scala regionale.

Modello Interaziendale d’eccellenza: mobilità attiva, oltre 8.000 visite e zero liste d’attesa

In questo scenario, l’Ospedale Santa Maria di Terni si afferma con forza come un pilastro fondamentale e un centro di eccellenza. L’integrazione interaziendale ne ha esaltato la vocazione all’alta specializzazione e alla risposta diretta ai bisogni della cittadinanza.

Un risultato di straordinario impatto riguarda l’attività ambulatoriale di rete: il volume complessivo delle prestazioni ha superato le 8.000 visite specialistiche effettuate tra i poli di Perugia e Terni. Questo imponente sforzo organizzativo ha consentito di fatto di azzerare le liste d’attesa ambulatoriali, garantendo risposte immediate ed evitando lunghi tempi d’attesa per le valutazioni cliniche.

Accanto all’abbattimento dei tempi d’attesa, la Neurochirurgia si attesta come un punto di riferimento fondamentale anche oltre i confini regionali. Il nuovo modello ha infatti incrementato in modo sensibile l’attrattività extraregionale (mobilità attiva), richiamando un numero sempre maggiore di pazienti da fuori regione che scelgono l’Umbria e l’Ospedale di Terni per affidarsi a cure chirurgiche e assistenziali di elevata specializzazione.

Sul fronte tecnologico, un elemento di primissimo piano che proietta la Neurochirurgia di Terni ai vertici della disciplina è la dotazione della nuova TAC intraoperatoria. Questo avanzato sistema consente di eseguire controlli radiologici in tempo reale durante l’intervento chirurgico, aumentando la precisione della navigazione, la sicurezza nella resezione delle lesioni cerebrali e l’accuratezza nelle stabilizzazioni vertebrali complesse.

L’offerta clinica del Santa Maria copre l’intero spettro della neurochirurgia moderna:

  • Neuro-oncologia: trattamento dei tumori cerebrali e spinali con tecniche guidate dalle immagini, monitoraggio neurofisiologico e discussione multidisciplinare nei Gruppi Oncologici Multidisciplinari (GOM).
  • Chirurgia vertebrale e spinale: gestione della patologia degenerativa, traumatica e oncologica, con tecniche mininvasive per velocizzare il recupero.
  • Neurochirurgia vascolare ed endovascolare: approccio integrato con la neuroradiologia d’intervento per la cura di aneurismi ed emorragie cerebrali.
  • Neurochirurgia funzionale e stereotassica: percorsi dedicati al trattamento dei disturbi del movimento, dell’epilessia e del dolore cronico.

Impatti positivi per la comunità regionale

I benefici per la comunità dell’Umbria sono tangibili:

  1. Riduzione della mobilità passiva e crescita della mobilità attiva: Si trattengono i pazienti umbri sul territorio e si attraggono risorse e pazienti da altre regioni.
  2. Prossimità e risposta immediata: Le oltre 8.000 visite che hanno azzerato le liste d’attesa garantiscono a tutti risposte rapide ed eque.
  3. Attrazione di talenti: La condivisione delle attività tra Terni e Perugia crea un ambiente stimolante per medici e sanitari, favorendo il confronto clinico e l’attrazione di professionalità di alto profilo.

Un ruolo determinante nello sviluppo e nel consolidamento del progetto è stato svolto dal Direttore della Struttura Complessa di Neurochirurgia, dott. Carlo Conti, che ha guidato il percorso di integrazione clinica e organizzativa tra i due poli ospedalieri, contribuendo alla definizione di protocolli condivisi, all’armonizzazione dei percorsi assistenziali e alla crescita dell’offerta specialistica regionale. Grazie alla sua direzione, il modello interaziendale si è affermato come una realtà capace di coniugare innovazione organizzativa, eccellenza professionale e centralità del paziente.

Il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Dr Andrea Casciari evidenzia che “il modello interaziendale costituisce una scelta strategica fondata sulla valorizzazione delle competenze professionali e sulla condivisione delle risorse. I risultati raggiunti in termini di incremento dell’attività chirurgica, riduzione delle liste di attesa e crescita della mobilità attiva confermano la validità del percorso intrapreso”.

Il modello interaziendale dimostra che la riorganizzazione sanitaria può coniugare sostenibilità economica, alta innovazione, crescita dell’attrattività extraregionale e azzeramento dei tempi d’attesa.

Redazione:
Related Post