La Cattedrale di Santa Maria Assunta è la Chiesa Madre della Diocesi di Terni Narni Amelia. Venne edificata in tre fasi: chiesa primitiva, medievale e barocca.
La prima fase è costituita dalla Cripta di Sant’Anastasio: edificata nel VI secolo assunse le odierne sembianze nel IX. Sorse sul sacello sepolcrale di Sant’Anastasio, Vescovo di Terni, vissuto tra il VI e il VII secolo.
La cripta è a tre navate, con capitelli cubici e a foglie; presenta una finestra strombata a testimonianza che in origine l’ambiente non era interrato. In una nicchia è l’urna con le ceneri di Sant’Anastasio mentre, sulla sinistra, il sarcofago romano del Santo decorato a motivi vegetali.
Alla struttura medievale appartengono la chiesa e la facciata romanica, anticipata da un portico sorretto da colonne di spoglio, delle quali ne rimangono due, ancora visibili, lisce con capitelli a foglie, successivamente inglobate nelle colonne del portico settecentesco. Nella controfacciata della chiesa sono ancora visibili due bifore che illuminavano il portico e l’antico rosone.
La facciata in pietre di spoglio ha tre portali con cornice a racemi e, sulla destra, il portale ogivale del 1439, con cornice costituita da un tralcio di vite che dalla mano di un vignaiolo confluisce, sotto forma di vino, in un’anfora posta sul lato opposto, oggi murato.
Tra le pietre di spoglio della facciata ve ne sono tre di particolare interesse: una con croce greca, costituente probabilmente la pietra di consacrazione della chiesa medioevale, portata a Roma per essere consacrata dal Papa e inglobata nella muratura della nuova costruzione; una con inciso un piede con al centro una linea di 8 cm, che probabilmente rappresenta una unità di misura ma che la tradizione popolare associa alla limitazione imposta dalle autorità ecclesiastiche sull’altezza dei tacchi delle donne; infine, un’altra con foro rettangolare strombato, racchiusa da una cornice romboidale, affacciata su quella che doveva essere l’antico altare di Sant’Anastasio, utilizzata come fenestrella confessionis, un’apertura di piccole dimensioni, presente nelle chiese paleocristiane e medioevali, che consentiva ai fedeli di avvicinarsi alle reliquie di un venerabile.
A partire dalla metà del Cinquecento iniziò un grande intervento di ammodernamento, restauro e abbellimento con dipinti, affreschi e arredi liturgici.
Dapprima fu costruita l’abside, abbellita nel Seicento dal dipinto murale, posto dietro l’altare, dedicato all’Assunzione della Vergine, opera anonima ma con richiami alla pittura di Andrea Polinori e, nel Settecento, dalla grande decorazione del catino absidale, raffigurante la Trinità in Gloria, eseguita nel 1782 da Liborio Coccetti.
Durante l’episcopato del Cardinale Angelo Rapaccioli i lavori di ammodernamento subirono un notevole impulso, con la realizzazione della nuova facciata e del nuovo porticato in stile barocco di ispirazione berniniana, sormontato da un loggiato superiore, munito di finestre ornamentali, che serviva da collegamento tra il Palazzo Vescovile e il Seminario: due edifici voluti dallo stesso porporato, che completano l’aspetto barocco della corte vescovile.
Durante tale periodo fu realizzato l’organo a opera di Luca Neri, famoso organaro romano, che lo terminò nel 1647. L’organo è intagliato e dorato, tipico del barocco romano: la tradizione, molto verosimile data l’amicizia tra il Cardinale Rapaccioli e il grande architetto, nonché per lo stile e l’originalità, ritiene che l’organo sia stato progettato da Gian Lorenzo Bernini.
L’altare maggiore in marmi policromi è del 1762, con medaglione dipinto con Busto della Madonna Orante del Sassoferrato, dai lineamenti giovani e veste azzurra, ove risalta l’incarnato, secondo lo stile di Guido Reni. Il coro ligneo del XVI secolo è di Domenico Corsi.
Il transetto destro ospita la Cappella Musicale, aperta nel 1747, testimone del legame che la città ha con la musica.
In Sagrestia si trova un mobilio ligneo intagliato con tela del XVII secolo di un pittore anonimo della Madonna con Bambino e Santa Lucia, in un ambiente buio, solcato da un lampo di luce radente e, nella volta, il Trionfo della Vergine in un turbinio di Angeli di Girolamo Troppa, ambientato in una scena paradisiaca e prospettica.
L’Antisagrestia presenta una volta affrescata, sempre del Troppa, con la Gloria dei Santi Procolo, Valentino e Anastasio, Patroni di Terni.
Nel 1937 fu conclusa la facciata con l’installazione, nella balconata, di statue dei Patroni di Terni di Corrado Vigni. Il campanile del 1744 ha cuspide a cipolla.
Nei primi anni duemila furono aggiunte numerose opere d’arte: le tre porte della facciata, il nuovo altare, la cattedra e l’ambone, la croce pensile, le decorazioni di alcune cappelle e il dipinto monumentale della controfacciata.
La Cattedrale di Santa Maria Assunta è un edificio ricco di storia, dove l’arte ha attraversato i secoli: un edificio che invitiamo a conoscere meglio.
Francesco Maria Carducci FMC Guida Turistica