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Il piano ANBI contro il rischio idrogeologico

IL PRESIDENTE FRANCESCO VINCENZI:
AL MINISTRO GALLETTI PRESENTIAMO PROGETTI DEFINITIVI ED ESECUTIVI. 
SIAMO PRONTI AD APRIRE I CANTIERI!
L’ANBI (Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue), nel presentare a Roma, presso la Presidenza del Consiglio, il Rapporto per la Riduzione del Rischio Idrogeologico “Manutenzione Italia 2016 – Azioni per l’Italia sicura”, indica al Governo progetti concreti per la cura e la tutela del territorio. Questo contributo tende a realizzare un programma di manutenzione e prevenzione del dissesto idrogeologico sul territorio italiano ed è da considerarsi la più importante opera pubblica di cui il Paese ha bisogno. Nell’apprezzare il profondo cambiamento verificatosi con la scelta del Governo di privilegiare la prevenzione rispetto all’intervento in emergenza, l’ANBI sollecita ulteriori scelte, tenendo conto del contributo progettuale dei consorzi di bonifica e del ruolo da essi svolto per la riduzione del rischio idrogeologico.
Francesco Vincenzi, Presidente ANBI, su queste tematiche ha introdotto i lavori per la presentazione del report, presente il Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti e Massimo Gargano (Direttore Generale ANBI). Il ministro ha ribadito come, in materia di prevenzione idrogeologica, il problema non sia la disponibilità di risorse, quanto la capacità di spesa. Ha aggiunto inoltre che il Piano di progetti definitivi, redatto dall’ANBI, è non solo un esempio da imitare, ma soprattutto un patrimonio da cui attingere. “Dobbiamo aprire i cantieri!”- ha sottolineato Galletti. Sono 3.574 gli interventi, articolati per regione, previsti dal Piano ANBI per la Riduzione del Rischio Idrogeologico. Parliamo di progetti definitivi ed esecutivi (occorre solo il finanziamento) per un investimento complessivo di circa 8.006 milioni di euro, capaci di attivare oltre 50.000 posti di lavoro. L’ANBI auspica che di tali indicazioni si possa tener conto nella prossima Legge di Stabilità.

Stimare il valore della sicurezza non è possibile, ma il costo del dissesto idrogeologico certamente sì: 2,5 miliardi di euro all’anno. Il Piano ANBI prevede perlopiù manutenzioni straordinarie di opere idrauliche ed il ripristino di fenomeni di dissesto geologico nei comprensori di bonifica. Ad essi si affianca la costante azione di manutenzione ordinaria svolta dai Consorzi. Secondo i dati del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, il 9,8% del territorio nazionale è costituito da aree ad elevata criticità idrogeologica; si tratta dell’82% dei comuni, dove si stimano a rischio 6.250 scuole, 550 strutture sanitarie, circa 500.000 aziende (agricole comprese), 1.200.000 edifici residenziali e non. Il totale dei comuni italiani interessati da aree con pericolosità da frana e/o idraulica risultano pertanto 7.145, pari all’88,3%, mentre i comuni non interessati da tali aree risultano solamente 947. La popolazione italiana a rischio frane è 5.624.402 abitanti (1.224.000 abitanti nelle aree a maggiore pericolosità), le imprese a rischio sono 362.369 (79.530 nelle aree a maggiore pericolosità), 34.651 sono i beni culturali a rischio (10.335 nelle aree a maggiore pericolosità). La popolazione a rischio alluvioni è di 9.039.990 abitanti (di cui 5.922.922 a pericolosità media ed elevata), le imprese a rischio sono 879.364 (di cui 576.535 a pericolosità media ed elevata), i beni culturali a rischio sono 40.454. L’intensa urbanizzazione, sviluppatasi senza tenere in considerazione le aree fragili dal punto di vista idrogeologico (alluvioni, frane, dissesti), il contemporaneo abbandono delle aree collinari e montane da parte della popolazione e delle attività agricole, i cambiamenti climatici hanno acuito la fragilità del territorio.

Nonostante un importante rallentamento negli ultimi anni, il consumo di suolo in Italia continua a crescere: tra il 2013 e il 2015, sono stati cementificati altri 250 chilometri quadrati di territorio, ovvero, in media, circa 35 ettari al giorno.  I dati della rete di monitoraggio mostrano come, a livello nazionale, il suolo consumato sia passato dal 2,7% degli anni ’50 al 7% per il 2015: in termini assoluti, si stima che il consumo di suolo abbia intaccato ormai circa 2.110.000 ettari del nostro territorio. L’adeguamento delle opere di bonifica idraulica è quindi condizione fondamentale per la sicurezza territoriale, necessaria non solo all’esercizio dell’agricoltura, ma indispensabile per qualunque attività economica. Se non vi è stabilità del suolo non si realizzano investimenti per Infrastrutture. “Il nostro Piano – ha commentato  Francesco Vincenzi, Presidente dell’ Anbi, è la risposta concreta all’invito del Ministro dell’Ambiente, Galletti, ad aprire cantieri contro il dissesto idrogeologico”. In linea con questa impostazione il Consorzio di Bonifica Tevere Nera il cui Presidente Massimo Manni ne illustra l’attività riguardante le recenti manutenzioni eseguite:

Fossi di Gabelletta e Schiglie in loc. Gabelletta di Terni
E’ in itinere l’attività di manutenzione eseguita dal Consorzio Tevere Nera sul fosso di Gabelletta, nel tratto compreso tra la confluenza con il torrente Tarquinio e la loc. Fontana Vagoti, per complessivi 1,5 km. Verrà effettuato il taglio della vegetazione interna, la pulizia del fondo e la rimozione di tutte le alberature e ramaglia cadute all’interno della sezione di deflusso. A seguire verrà effettuata la pulizia del fosso Schiglie nel tratto compreso tra la confluenza con il Tarquinio e la ex ferrovia Centrale Umbra, per circa 1,8 km.

Fosso di Leonessa nel Comune di Terni, loc. Piediluco
Sono da poco terminati i lavori di pulizia del fosso di Leonessa in comune di Terni, loc. Ara Marina di Piediluco. Il tratto ripulito interessa il lago di Piediluco fino al confine regionale (circa 750 ml.). Gli interventi sono consistiti essenzialmente nel taglio della bassa vegetazione che ostruisce la sezione idraulica ed una leggera risagomatura in corrispondenza della confluenza sul lago stesso.

Fosso Sanguinaro nel Comune di Narni
Si sta effettuando la pulizia del fosso nel tratto sotto la loc. Collevaglione. Gli interventi riguardano: la rimozione di una notevole quantità di materiale vegetale, una leggera risagomatura della sezione e la realizzazione di un breve tratto di scogliera in alveo.

Fosso Pozzarighe nel Comune di Amelia
E’ da poco terminato l’intervento. I lavori sono consistiti nella rimozione delle alberature cadute all’interno, nel ripristino di erosioni spondali con grossi massi in pietra, nella pulizia dell’alveo e nel taglio della bassa e media vegetazione. Il tratto oggetto d’intervento è quello a monte della strada dell’Aquilano per circa 1,5 km.

Fosso La Para nel Comune di Lugnano in Teverina
L’intervento di manutenzione è stato eseguito nel mese di Agosto ed è consistito nel taglio e triturazione della vegetazione ostruente la sezione (spini, cannucciole, arbusti, ecc.) e nel ripurgo del fondo dai materiali trinciati. La lunghezza dell’intervento, eseguito sotto la loc. Mori, è pari a circa 1 km.

Fosso Carcarello nel Comune di Otricoli
La manutenzione del fosso Carcarello sotto la loc. Baucchelle in comune di Otricoli è la prosecuzione dell’intervento effettuato precedentemente dal Consorzio nel 2014. I lavori hanno riguardato la pulizia del fosso dalla fitta vegetazione infestante che impediva lo smaltimento delle acque, la leggera risagomatura della sezione e la rimozione di alcune alberature

Fosso di Chioano in comune di Todi
E’ terminato l’intervento sul fosso di Chioano in comune di Todi, affluente del torrente Rio posto in corrispondenza dello svincolo per Todi-S.Damiano. I lavori, eseguiti direttamente dal Consorzio in Amministrazione diretta, sono consistiti nel taglio e triturazione della bassa vegetazione cresciuta in alveo, nella leggera risagomatura della sezione idraulica e nella realizzazione di un breve tratto di scogliera in corrispondenza di un vivaio posto a margine. Il tratto oggetto d’intervento è stato di circa 1 km.

Strada vicinale delle Sore in comune di Stroncone
Nell’ambito dell’Accordo sottoscritto tra il Consorzio ed il Comune di Stroncone, si è proceduto alla sistemazione del fondo stradale di un tratto della strada vicinale delle Sore. In corrispondenza dei tratti più ripidi è stato effettuato un getto di calcestruzzo armato con rete elettrosaldata che, di fatto, ha migliorato il transito locale nella vasta zona agricola del luogo. La spesa dei lavori, eseguiti tramite appalto, verrà divisa equamente tra il Consorzio ed il Comune.

Consorzio Tevere Nera

Redazione :