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Chi CONOSCE VALENTINO?

Il cristianesimo ha donato all’umanità, anche grazie al Vescovo Valentino di Terni, opere fondamentali per la nascita e lo sviluppo dei Diritti Umani giacché, fin dalle sue origini, è stato portatore di diritti universali, per la libertà e per l’uguaglianza, solo episodicamente apparsi in precedenza nel mondo classico, greco e latino. La straordinaria dottrina cristiana presenta invece l’uguaglianza come un diritto fondamentale: gli uomini sono uguali perché tutti fratelli in quanto figli dello stesso Padre.

Valentino Interamnensis, decapitato nel IV secolo (anno 347 dC) è stato un personaggio potentemente diverso da quello trasmesso dalla tradizione. Il suo culto risale al 496 quando Papa Gelasio I, per porre fine ai Lupercalia (rituale pagano molto licenzioso, celebrativo della fertilità e dell’accoppiamento, che si svolgeva tra il 13 e il 15 febbraio), formalizzò nel 14 febbraio la festa del martire vedendo in lui la figura di riconciliatore di vicende amorose. La tradizione di Valentino protettore degli innamorati si svilupperà poi nel mondo anglosassone, a partire dall’alto Medioevo, dietro impulsi poetici di Geoffrey Chaucer e William Shakespeare in particolare. E così la vita di Valentino, caricata di forti valori simbolici, ha subìto uno snaturamento rispetto alla sua autentica, profonda e consapevole identità di pastore di anime, impegnato, in epoca imperiale romana, in prima linea nella lotta per la affermazione del diritto alla libertà religiosa e del dialogo tra gli esseri umani, a qualsivoglia religione essi appartengano. Valentino di Terni è stato un prelato ed un uomo che ha sacrificato la propria vita per alti ideali di libertà: libertà di religione, ma soprattutto libertà di cultura e di impegno sociale verso i più sfortunati. In altri termini, un campione dei diritti umani ante litteram, ed è così che vorremmo farlo conoscere, liberandolo dalla patina di una culturalizzazione popolare e/o commerciale. Valentino ha espresso in realtà, nel corso della sua vita, il concetto stesso di amore in tutta la sua pienezza: amore ecumenico, amore né solo cristiano, né solo pagano, amore di tutti e per tutti, risultando, per molte ragioni, un cristiano accostabile a San Francesco, il Santo dei Santi. Il nuovo Valentino, dopo gli studi e le ricerche effettuate da illustri latinisti, agiografi e medievalisti tra i più noti al mondo, appare dunque una figura molto diversa da quella comunicata dalla tradizione. San Valentino non è soltanto il Saint Valentine of world, ma, soprattutto, il VALENTINO DI TERNI (proprio come Francesco d’Assisi, Chiara d’Assisi, Benedetto di Norcia, Rita di Cascia…).

Il collegamento della vicenda biografica del Patrono di Terni con la struttura valoriale definibile complessivamente dei diritti umani può essere impostata nel modo seguente: accoglienza, solidarietà, salute, libertà d’istruzione e di cultura, libertà religiosa, giustizia.

  • ACCOGLIENZA: in Terni, cristiani e pagani vivono in maniera perfettamente integrata, tanto che il magistrato romano Fonteio chiede tranquillamente e senza conseguenze l’intervento del vescovo Valentino per la guarigione di suo figlio;
  • SOLIDARIETÀ: Valentino si reca volentieri e gratuitamente ad applicare le sue straordinarie capacità taumaturgiche;
  • SALUTE: Valentino opera guarigioni da malattie neurologiche (sclerosi, etc.) molto gravi;
  • LIBERTÀ D’ISTRUZIONE E DI CULTURA: Valentino converte il filosofo Cratone e tutta la sua casa e i suoi allievi: ed è solo a questo punto che il Senato di Roma interviene, decretandone l’arresto;
  • LIBERTÀ RELIGIOSA: Valentino lotta contro la repressione del cristianesimo operata dallo Stato Romano;
  • GIUSTIZIA: Valentino viene arrestato e condannato a morte in maniera del tutto illegale. Si è infatti nell’anno 347, dopo l’Editto di Tolleranza di Costantino e Galerio del 313 che rende il cristianesimo tollerato. Ed i magistrati romani (sottoposti ancora alle forze più reazionarie del Senato), dopo l’esecuzione, scappano dal loro ufficio (sanno di aver compiuto un atto ufficialmente illegale)! In questo senso, la figura biografica e storica di Valentino di Terni può perfettamente rappresentare il simbolo della ricerca e della rivendicazione, fino al sacrificio personale, dei diritti umani, portando la vis culturale dell’Europa a contatto con Roma, la patria europea indiscussa del diritto.

Noi cittadini ternani, studiosi della vita di Valentino e suoi ferventi cultori, non vorremmo più vedere il nostro Patrono usato solo per la volgare commercializzazione della festa degli innamorati del 14 febbraio, ma sentiamo di doverlo valorizzare alla luce di ben altri valori. Da qui la speranza di mettere in relazione San Valentino con i Diritti Umani fino a pensare di proporre, Interamna et orbi, la città di Terni come Capitale dei Diritti Umani.
Pertanto, poiché non esiste ufficialmente, nell’elenco agiografico della religione cattolica alcun Santo protettore dei Diritti Umani e poiché la figura biografica e storica di Valentino rappresenta perfettamente il simbolo della ricerca e della rivendicazione, fino al sacrificio personale, dei diritti umani, noi vorremmo che si ponga la dovuta importanza al Valentino di Terni, riportando le conoscenze di tutti, credenti o non, verso la città di nascita e di apostolato di Valentino, con particolare riferimento alla Basilica dove fu sepolto.

Preghiamo dunque affinché una attenzione particolare in merito alla vita vera del santo sia dedicata e rivelata da chi sa donare le buone novelle, facendo sì, così, che Valentino sia riconosciuto come il Santo protettore dei Diritti Umani e contribuendo al contempo a far conoscere Terni come la Città dell’amore per i Diritti Umani. Grazie.
Quanto scritto nella precedente pagina è stato comunicato o inviato, da me e da Don Claudio Bosi, Direttore dell’Ufficio dei Beni Culturali della Diocesi di Terni-Narni-Amelia e del Museo Diocesano, a più persone, all’interno e al di fuori di Terni. Non siamo mai stati degnati di una risposta tranne, da parte di qualche desso, un bofonchiare ridicolo e sbuffante. Tutto ciò mi è sembrato, in un primo momento, stranissimo, al limite del non credibile, ma poi, ampliando, con domande e con osservazioni, la visuale, ho dovuto prendere atto di una realtà tristissima: in città, in particolare, di Valentino e di Terni non interessa niente! Tutto quello che si va chiacchierando in giro è coperto da ipocrisia o è copertura di volgare ignoranza. Attualmente la nostra città è formata da persone senza alcun trasporto storico per l’operaismo, vocazione che non hanno mai avuto, ma che è stata loro imposta. Terni rassomiglia oggi ad un arcipelago in cui gli abitanti stanno perdendo le proprie antiche caratteristiche di: contadino, artigiano, commerciante, ma, soprattutto, di educate e tranquille persone che sanno ospitare gente e popoli stranieri. Stesso discorso per quanto riguarda il legame con il suo santo protettore, un legame, ho potuto verificare, assolutamente di facciata. Ho chiesto infatti a centinaia di cittadini cosa sapessero del loro Vescovo Valentino.

Il risultato è stato assurdo, deprimente: solo un sacerdote sapeva molto perché, mi confessò, aveva da poco studiato. Tutti gli altri rispondono: “So quello che sanno gli altri!” e l’intervista si ferma di blocco, dopo il mio: “Cioè?”.

Il resto della nostra beneamata città dunque sa niente di niente, dice di onorare il Santo Patrono, ma fa festa, con cioccolatini e mosciarelle, in onore del santo della leggenda anglosassone che, se si studia anche solo un poco, si vedrà come con il vero Valentino di Terni c’entra, in pratica, poco meno di niente.

Il nostro Valentino Interamnensis è una figura superba, eccelsa, di gran lunga superiore a quella di riconciliatore di vicende amorose, concesso dalla chiesa nel 496 per opera di Gelasio I.

Ho anche chiesto a decine e decine di organizzazioni sedicenti morali, sociali, culturali, di ospitarci per poter diffondere la Valentino novella o, almeno, di confrontare le loro conoscenze con quelle mie e di Don Claudio. Nessuno ha mai accettato. In pratica trattano San Valentino come uno scialbo figuro delle tante pseudo chiese rappresentate ancora all’angolo della città da alcuni porettacci che ripetono sciocchezze senza sapere dimostrare neanche una riga di quello che profferiscono.

Ma così è sempre stato, almeno da 2500 anni!
Ed è così anche per la cultura, per quell’ansia cioè di sapere, ricercare i fatti, ristabilire la verità, cercare di dire cose sensate e dimostrabili, cercare di impegnarsi per il bene dei propri figli e della città in cui vivono. Solo chiacchiere, ipocrisia, chiacchiere e patacche che ognuno si appiccica da solo.

Una persona però si è ribellata a questa incuria di conoscenza. Nel marzo 2012 usciva, a cura di Massimiliano Bassetti ed Enrico Menestò, il libro San Valentino e il suo culto tra medioevo ed età contemporanea: uno status quaestionis (Fondazione Centro Italiano di Studi sull’alto medioevo, Spoleto) che contiene gli Atti delle Giornate di studio tenute in Terni il 9-11 dicembre 2010, giornate volute da S.E. Mons. Vincenzo Paglia che, nella premessa al libro, scrive: “Il progetto di un convegno su San Valentino e il suo culto tra Medioevo ed età contemporanea… era nato, allo stato di progetto, con la scoperta ambizione non solo di fare ordine circa la figura storica del santo e le tradizioni agiografico-cultuali ad esso collegate ab antiquo, ma anche di rileggere in questa luce il significato che la festa di San Valentino detiene ancora oggi in ogni parte del mondo. Con gli atti delle relazioni ora riuniti in volume, si può dire a ragion veduta che il Convegno ha molto efficacemente raggiunto lo scopo di partenza”. I migliori latinisti, medievalisti ed agiografi del momento erano stati dunque riuniti dall’allora Vescovo di Terni e, attraverso le loro coltissime relazioni, si scoprì e prese forma una figura eccelsa, quella di Valentino di Terni e si venne a conoscere, attestata da pareri unanimi, la sua vita vera.

Poi, nonostante il libro (2015) che ha completamente sciolto ogni dubbio, quello dell’esimio Prof. Edoardo D’Angelo, Terni Medievale, La città, I Santi, L’agiografia e quello (2019) di Giampiero Raspetti, I Diritti Umani nascono a Terni per opera di San Valentino, che presenta gli studi di un qualificato numero di studiosi ternani, insieme allo stesso D’Angelo, da allora solo deserto e silenzio! Se Terni non cambierà totalmente la propria maniera caprina di pensare, se, al posto delle critiche rozze e sceme, non si organizza per studiare, per confrontarsi, per affrontare il drammatico futuro che sta per scatenarsi, allora Terni, la città che proprio per i valori addotti dal santo potrebbe essere una delle città più felici e sorridenti al mondo, cadrebbe in rovina totale. Basta dunque con le ipocrisie: se del Santo non si sa niente, del Santo non interessa niente. Poche sono le persone che si impegnano per offrire questo conoscenza storica e scientifica alla nostra città. Hanno scritto molto nei due libri Terni, la città dell’oro, e lo stanno facendo elaborando un terzo libro che presenterà la Terra Promossa, promossa dall’azione culturale di chi ama davvero Terni e il suo Patrono, Valentino di Terni.

Giampiero Raspetti

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