Dietro ogni paziente con obesità c’è una biologia complessa.
Genetica, neuroscienze, metabolismo.
Capisci il meccanismo, cambia la cura.
Non è un vizio, non è una mancanza di attività fisica, non è un’alimentazione sbagliata.
Si tratta di una patologia in rapidissima ascesa a livello mondiale (WORLD HEALTH ORGANIZATION. Obesità and overweight. 2022).
Oltre a ridurre la qualità della vita, l’obesità riduce significativamente l’aspettativa di vita che diminuisce proporzionalmente all’aumento del BMI.
Alimentazione e attività fisica sono solo la punta visibile dell’iceberg.
La GENETICA gioca un ruolo determinante, influenzando il peso per il 45-70%.
L’AMBIENTE, fattori socio-economici e difficoltà economiche sono fondamentali.
Molti FARMACI possono influenzare il peso corporeo con contributi variabili.
La BIOLOGIA dell’appetito, del tessuto adiposo e alterazioni del microbiota sono concause.
L’obesità non si ferma qui.
Trascina con sé una moltitudine di altre patologie che impattano drasticamente la vita del paziente.
L’obesità richiede oggi approcci terapeutici innovativi, capaci di agire su più meccanismi fisiopatologici.
L’obesità è una malattia dalla testa ai piedi.
Ad essa si associano: MALATTIE METABOLICHE (diabete di tipo 2 e prediabete, steatosi epatica comunemente detto fegato grasso, dislipidemie, ipertensione, tumori infertilità, malattia cardiovascolare-ictus, malattia coronarica, infarto);
MALATTIE MECCANICHE: (osas, apnee notturne, osteoartrite del ginocchio, lombalgia cronica, reflusso gastroesofageo);
MALATTIE MENTALI: depressione, ansia, isolamento sociale.
Per affrontare il problema bisogna partire dalla radice cioè si tratta la patologia a monte, non le conseguenze a valle.
Agire sull’obesità riduce in modo significativo l’incidenza di patologia cardiovascolare, iperglicemia, diabete di tipo 2 e di alcune neoplasie.
Intervenire sull’obesità prima dell’insorgenza delle comorbidità ne riduce drasticamente l’incidenza (Prevenzione Primaria).
In presenza di comorbidità conclamate, il trattamento dell’obesità ne favorisce la remissione e semplifica il controllo.
Ebbene per realizzare tutto questo la scienza, da poco più di un anno, ci permette di utilizzare un nuovo farmaco, la TIRZEPATIDE, primo ed unico, altamente selettivo, a lunga durata di azione e sicuro, che associato ad una dieta povera di calorie e all’attività fisica moderata, in casi selezionati e adulti, ci permette di gestire la riduzione ed il mantenimento del peso corporeo.
Questo farmaco aumenta la sensazione di sazietà e pienezza riducendo la sensazione di fame.
Stiamo parlando di un FARMACO e non di “punturine per dimagrire” o di un “trattamento estetico ambulatoriale” o di una “moda del momento”.
In quanto tale va conosciuto bene e deve essere prescritto dal Medico “formato” per il suo utilizzo onde evitare effetti collaterali (nausea e vomito) o dimagrimenti sbagliati in cui si distrugge la massa magra anziché la massa grassa (sarcopenia).
La TIRZEPATIDE ha portato ad una perdita di peso sostanziale e mantenuta dopo 72 settimane di utilizzo. È dimostrato il -16% di perdita di peso media, -14,6 cm di riduzione della circonferenza vita, 1 paziente su 3 ha avuto una perdita di peso di circa il 20%.
Per tutto questo, e non solo, la TIRZEPATIDE risulta essere superiore ai suoi predecessori nella perdita del peso (studio SURMOUNT 1).
Lo studio SURMOUNT 5, invece, ne evidenzia il profilo di sicurezza riducendo davvero al minimo i disturbi gastrointestinali.
Il SURMOUNT 5 dimostra che la TIRZEPATIDE coniuga una maggiore efficacia ponderale con un tasso di interruzione per effetti gastrointestinali circa dimezzato rispetto ad altri farmaci in uso perché esercita il suo effetto attraverso un duplice meccanismo recettoriale.
Concludendo, si tratta di una terapia medica efficace e non di una “Moda” e che può cambiare totalmente la vita dei pazienti in sovrappeso ed obesi con comorbidità.
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Dr.ssa Alessandra Crescenzi
Medico estetico
Servizi Sanitari Via C. Battisti 36/C – Terni
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