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Terni non gioca più

La nostra amata città attraversa un momento delicatissimo, non possiamo negarlo né far finta di niente. Non sono una Cassandra né una delle tante Sibille, men che meno un menagramo: basta passeggiare un poco per verificare come molti negozi siano da tempo serrati, basta uscir di casa per percepire immobilità. Qualcosa di giocoso per gran parte della popolazione, però, esiste; fortunatamente, c’è. Fioriscono infatti, in città, spettacoli circensi, manifestazioni musicali e sagre enogastronomiche, che tanto sanno di crustula pueris. Anche se tutto ciò risulta piacevolissimo per molti, altrettanto non lo è per me. Perché io, cane sciolto e scapigliato come sono, non riesco ad apprezzare feste animate solo da musichette né rimango affascinato da baracche che mischiano, da dove vengano vengano, dolci e salati, caciotta e capocollo. A volte me ne dispiaccio, ma che grave colpa ho se non riesco a digerire la pompa magna con cui in città si incoraggiano manifestazioni che potrebbero svolgersi, indifferentemente, a Rocca San Zenone come a Timbuctù, a Poggio Lavarino come a Indianapolis? So solo riferirmi, forse ossessivamente, lo ammetto, a eventi e a manifestazioni culturali di vasta eco, ma che appartengano totalmente alle tradizioni delle nostre terre e ritengo che occorra proporre solo l’enogastronomia locale, che è super, eccellente, proveniente tutta, magicamente, dalle nostre acque benedette. In ciò è gran parte della nostra storia, qui è l’alveo della nostra identità. Tale patrimonio, noi dell’Associazione Culturale La Pagina, ci impegniamo a proteggere e potenziare, ad esempio con il progetto Terni Pasticciona. Così è stato per Terni, città di San Valentino, capitale dei diritti umani che, nel febbraio 2017 vedrà, nella speranza di non essere di nuovo considerati una sorta di eretici, la sua seconda edizione. E così è per I Giochi della Valnerina e per altri nostri progetti. Per Terni città di San Valentino: “Professore, per lei non c’è un euro”, nonostante io abbia ospitato (di necessità a mie spese – mi piace impegnarmi di persona e non cianciare a vuoto o fare il bello con i soldi degli altri, dei cittadini in particolare!) nella nostra città, per ufficializzare Terni come capitale dei diritti umani, molti professori universitari provenienti da sette grandi nazioni estere, abbia intessuto fecondi rapporti di amicizia e di collaborazione con il Centro Internazionale per la Pace fra i Popoli di Assisi, in particolare con Gianfranco Costa, suo fondatore e Presidente, e intensi rapporti di studio con pregiatissimi esponenti del Centro Studi per l’Alto Medioevo di Spoleto, uno dei più prestigiosi centri culturali mondiali. Questi ultimi hanno scoperto, nei documenti originali, la vera vita di San Valentino, una figura accostabile, per alcuni altissimi lineamenti, addirittura al santo dei santi, Francesco, e, comunque, uno dei primi ad immolarsi per i diritti umani. Saremo costretti, di nuovo, a realizzare eventi importantissimi per la nostra città, nell’ombra, come se dovessimo vergognarci di dare speranza e concretezza ad una Terni che ha bisogno di grandi eventi, non di canzonette, birra e porchetta?
Il 30 settembre, l’1 e il 2 ottobre saremo in molti a giocare.
Il 30 a Piediluco, per la cerimonia di apertura, l’1 ad Arrone e a Ferentillo, il 2 solo a Ferentillo ove, nel pomeriggio, celebreremo la cerimonia di chiusura. Il programma è nelle pagine interne e, tra non molto, sarà distribuito, in Terni e lungo la Valnerina, il depliant definitivo. Inauguriamo, con l’edizionepuntozero, I Giochi della Valnerina che intendiamo svolgere, ogni anno, da aprile a luglio.
Vivo ancora con incredulità unita a grande soddisfazione il fatto che un numero strepitoso di persone, istituzioni, gruppi, società abbia accettato di collaborare o, più semplicemente, di partecipare. C’è dunque un’altra Terni, quella al servizio della città, una Terni semplice, scapigliata, ma dannatamente seria e competente. Questa Terni lavora senza soldi, né in testa né in tasca, aggiunge passione e cultura (speriamo che la parola non sia presa come una bestemmia) e paga di tasca propria. C’è un’altra terra promessa dunque: abbiamo incontrato persone di cui s’era cancellata la memoria: il Sindaco del Comune di Ferentillo, Paolo Silveri, efficiente, attivo, capacissimo, e tutti gli altri Sindaci (Sant’Anatolia di Narco, Scheggino, Arrone, Polino, Montefranco) che abbiamo conosciuto nel nostro primo, felicissimo incontro. Un primo gruppo di lavoro per gettare le basi di una organizzazione che sappia progettare e realizzare al solo scopo del bene del nostro territorio e, oggi soprattutto, per mostrare sempre più vigorosamente che la Valnerina, la perla del mondo, non sarà mai abbandonata, ma sempre più amata e visitata. Li ringrazio di cuore, insieme ai tanti amici e collaboratori, persone vere, che si impegnano nei fatti, non nelle vuote promesse, che agiscono correttamente e con passione per il bene della città, disinteressatamente, senza percepire stipendi, mensilità, prebende.

Giampiero Raspetti

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