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La terra degli umani

È impossibile essere giusti, se non si è umani.

Luc de Clapiers de Vauvenargues

I messaggi pubblicitari televisivi imperversano, anche all’interno di programmi in apparenza strettamente educativi o intrinsecamente socio-politici. Una marea, tra queste informazioni, riguarda oggetti inediti, robe nuove, marchi diversi, con nomi, italiani o non, di aziende sconosciute, provenienti, in buon numero, da luoghi i più disparati del mondo. Si assiste ad uno sconfinato mutamento, non solo delle modalità di vendita, ma anche della varietà e diversità degli oggetti stessi di cui si propone l’acquisto. Un bersagliamento di avvisi promozionali i più eterogenei: merci, consigli, oggetti, pane, pasta, broccoletti, opportunità, provocazioni, telefonie a bizzeffe, energia elettrica a iosa, sbriga faccende e factotum in aiuto… tutto, sempre, comunque, facente capo al reparto affari. Si assiste ad una moderna riapparizione dei ciarlatani (o cerretani, abitanti di Cerreto di Spoleto, città di provenienza, nel medioevo, dei primi venditori ambulanti) che smerciavano paccottiglie ed elisir di lunga vita. Le considerazioni in merito a quanto detto potrebbero essere molto articolate, ma dato saliente è il coinvolgimento diretto delle persone, prima cinque o sei alla volta davanti alla bancarella, adesso cinque o sei milioni alla volta, in TV o on line.

Ci si rende allora conto di come si stia allargando a dismisura il piccolo mondo antico, quello della corte, del paesino… fino ad arrivare, oggi, in un battibaleno, al mondo intero. Ora si fa conoscenza (ci si innamora finanche) di persone non si sa bene chi, non si sa bene da dove che, il più delle volte, nascondono tremendi inganni. Intratteniamo rapporti e relazioni in un villaggio che è sempre più globale (globo significa sfera, non superficie piana, come già scoprì, nel VI secolo dell’era non volgare, Pitagora, coniatore anche della parola cosmos (ordinato, pulito, da cui la parola cosmetica, essere in ordine), tradotta poi dai latini in mundus (pulito). E si corrono anche pericoli non lievi, come quelli di poter essere, in molti, per l’effetto dilagante della sostituzione del banco di vendita dei ciarlatani con la piattaforma mondiale delle comunicazioni, preda passiva di tantissimi cialtroni che colpiscono i citrulli e i meno protetti culturalmente ed intellettivamente.

Molti semianalfabeti cronici diventano oggi preda di maniaci ignoranti, servi fedeli del terrapiattismo o del negazionismo (non vi dice niente il negazionismo dell’olocausto?), queste nuovissime infettanti religioni. Gente priva infatti del conforto di studi e di cognizioni scientifiche, oggi sempre più numerosa, abbocca a tutto.

Le sciocchezze hanno, come mai prima, autostrade per contagiare con balordaggini che entrano direttamente nel ventre, organo strumentale per quello che loro chiamano pensiero. Fa finta di sapere qualcosa, gente che, alla lettura di una pagina scritta, fosse anche del Corriere dei Piccoli, rimane inebetita e preda istantanea di un fortissimo, esiziale, mal di testa. Le sciocchezze, invece, le digerisce subito, perché stazionano per un solo secondo nello stomaco, calamitate immediatamente dal vorace ventre.

Rimane così avvinta e convinta da questa sua pulsione ottentotta e, pur non sapendo spiegare mezza frase di quello che va cianciando, ne perpetua le affermazioni con brutalità animalesca. Si aggiunga la violenza di chi vorrebbe conservare tutto opponendosi con torva reazione alla evoluzione, alla modernità, alla scienza, all’umanità, alla vita stessa. Vieni poi a scoprire che questi supereroi combattono (in Italia e altrove) l’omofobia, ma sono nascostamente froci; si appellano alla famiglia tradizionale e ne hanno svariate, di famiglie; hanno lottato stressantemente e vilmente contro la possibilità di divorziare e ne hanno poi inanellati almeno una manciata, di divorzi. Io li ricordo i tempi dei referendum, quante infami zozzerie sono state vomitate!

Ma è sempre stato così! L’astrologo, analfabeta e ingannatore professionista, simula inventando storie senza senso, ferma ai Caldei l’orologio del mondo e riconduce nella notte dei tempi. L’astronomo invece studia, capisce, si sacrifica, rivela verità assolute, ci conduce inarrestabilmente verso il futuro. Gli idioti possono competere solo con violenza organizzata (quella testa non deve funzionare! vi ricorda qualcosa?), mentre gli scienziati competono tra di loro per il bene e il futuro dell’umanità.

Non posso non ricordare, allora, altra antica barbarie: l’efferato assassinio di Giordano Bruno, filosofo e frate domenicano che la santa inquisizione, come punizione al suo diabolico dire, caritatevolmente abbrugiò vivo. Ma solo dopo aver sistemato la sua lingua in giova (mordacchia, cioè chiodo ricurvo ficcato nella lingua per impedire di parlare) ed aver pontificato -con tutta l’ipocrisia che questa specie disumana di bipedi è solita usare- che di tale tortura la lingua trarrebbe giovamento. La colpa? Avere, nel suo libro De l’infinito, universo et Mondi affermato, anticipando così di molto le conoscenze per noi ormai usuali, che i mondi siano infiniti e che ogni mondo sia infinito e, in esso, ogni luogo sia centro di tutto, proprio perché infinito.

La mancanza di un unico centro, quello creato dall’unico dio, scardinava, questo era il motivo vero, tutto l’ordine di potere temporale imposto violentemente dalla chiesa cattolica e, quindi, minacciava il potere effettivo, unica sua finalità.
Sempre falsità, ancora ipocrisie!

Oggi molte sono le categorie, o forme del conoscere, dileguate o in procinto di sparire. Il recente eclissarsi di alcuni ordini commerciali, sociali e comunicativi scardina soltanto chi non possiede la capacità di capire e di reagire culturalmente.

Si ha una sola via di salvazione, quella del perfezionamento della teoria delle idee espressa da Platone: la classe al governo non sia quella concupiscibile (o ventrale, diremmo noi oggi) degli animali, ma quella razionale degli umani, quella cioè che sappia esprimere scienza e coscienza, cultura e umana solidarietà.
Auguri vivissimi.

Giampiero Raspetti

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