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LA MAGIA DEL NATALE

È Natale, forse la festa più attesa da piccoli e grandi per quell’atmosfera diffusa di gioia, di allegria, di speranza che coinvolge tutti.

La città è addobbata con luminarie, le vetrine dei negozi sono piene di capi di abbigliamento rigorosamente rossi, di palle luccicanti e di pacchetti infiocchettati
con enormi nastri vivaci. Ovunque si sente il profumo di panettoni, pandori, torroni e dolciumi e, soprattutto, del panpepato.

I mercatini con i soliti gingilli variopinti affollano piazze e strade; qua e là panciuti Babbi Natale fanno sgranare gli occhi ai bimbi e aprire la bocca a un sorriso. A volte risuona la musica degli zampognari. La grande stella di Miranda domina incontrastata sulla valle ternana.

È Natale dunque. Una festa religiosa prima di tutto, perché celebra la nascita di Gesù. Con il tempo è divenuta festa laica e, soprattutto nell’ultimo secolo, con la sua diffusione nel mondo anche in aree non cristiane, ha assunto una connotazione fortemente consumistica legata alla tradizione dello scambio dei doni. In generale è divenuta la festa della famiglia, della solidarietà, delle strenne.

È comunque la festa della tradizione per eccellenza, una festa che ha forti legami con il passato e che, nella ripetizione di usanze, rituali e simboli (babbo Natale, l’albero, il presepe, i doni, le luci, gli auguri) rivela il suo potere straordinario di creare attese,
speranze, sogni.

Abbiamo detto che il Natale celebra la nascita di Gesù (il termine “natale” viene dal latino natalis derivato da natus, cioè nato). La data del 25 Dicembre è convenzionale in quanto non si ha alcun riscontro nei Vangeli del giorno della sua venuta al mondo.

In realtà la festa ha origini precristiane: infatti nella stessa data le antiche civiltà ricordavano la nascita dei loro dei e tra questi il più grande, il sole che, legato al ciclo della natura, era considerato il principio della vita sulla terra. Ricordiamo che la data è legata al solstizio d’inverno -dal latino sol, sole, e sistere (stare fermo)- vale a dire il periodo in cui il sole, dopo aver raggiunto il punto più basso sull’orizzonte, ricominciava a crescere e dunque, per gli antichi popoli, rappresentava la rinascita della vita. Era così anche nell’antica Roma che celebrava il dies natalis Solis invicti (il giorno della rinascita del Sole Invitto). Nello stesso periodo si tenevano i Saturnali, festa popolare durante la quale ci si scambiavano doni, si allestivano sontuosi banchetti e si ribaltavano i ruoli sociali.

Non è improbabile pertanto che la data convenzionale del 25 Dicembre fissata per la nascita di Gesù sia riconducibile ai fenomeni di cristianizzazione dei riti pagani operati dalla Chiesa.

Ricordiamo altre divinità la cui nascita si fa risalire alla stessa data o allo stesso periodo: il dio Mitra ebbe molti punti in comune con il Cristianesimo con il quale convisse nell’impero per almeno tre secoli; Horus, il sole degli Egiziani. A Babilonia si onorava Tammuz, a Petra il dio sole Dusares, in Messico Huitzilopochtli, in Oriente Buddha, in India Krishna.

Origini precristiane hanno anche altri simboli del Natale.

L’albero si rifà ad antichi riti agrari: l’abete, poiché sempreverde, ha simboleggiato la continuità dell’esistenza e fu considerato l’albero della vita; per gli Ezigiani fu l’albero della Natività.

Lo scambio di doni o strenna (strena in latino) era per i Romani il regalo di buon augurio che i cittadini donavano all’imperatore in occasione di una solennità.
Consisteva inizialmente in un fascio di ramoscelli recisi dal bosco sacro a Strenua, dea della forza (da cui la parola strenuamente), poi divenuto uno scambio di dolci e frutta.

Più recente è la figura di Babbo Natale, il rubicondo e barbuto vecchietto divenuto il più significativo simbolo del consumismo natalizio: sebbene immaginato in precedenza, fu reso famoso come marchio dalla Coca Cola. Esso trova le sue origini da una persona realmente esistita: si tratta di San Nicola di Myra, poi di Bari, tradotto nei paesi anglosassoni come Santa Claus e noto come portatore di doni. Il Natale, qualunque esso sia, religioso o laico, si veste sempre di magia.
A tutti un Buon Natale!

Loretta Santini

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