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Giù la maschera

Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare
e non in ciò che è capace di prendere.

Albert Einstein

Mi rallegro e mi indigno nel prendere atto del gran numero di persone che esprimono, soprattutto attraverso i social, rabbia e contrarietà nei confronti di chi è stato eletto per amministrare e governare.
Mi rallegro nel costatare come non tutti siano ridotti alla rassegnazione, non tutti siano vittime di astrologi o di ciarlatani.

Mi indigno però perché gli infuriati appaiono impantanati nel fango improduttivo delle lamentele per cui non azzardano qualcosa che li porti ad operare, a fare, ad agire concretamente in prima persona.
Costoro hanno, in genere, carattere, personalità, cultura, ma il loro limite è quello di agire solo nella critica di quello che altri fanno, sbagliato o esatto che sia.

Ma l’esatto e lo sbagliato chi li valuta, chi li pesa, chi se ne fa giudice imparziale?
Ognuno giudica pro domo sua, nella bolgia babelica del chiacchiericcio, fenomeno assente decenni fa quando le emittenti informative si contavano sulle dita di una mano.
Ma chi critica, cosa propone?
Abbiamo già visto, con evidenza solare, come l’essere capaci di criticare gli altri, solo alla luce di certezze granitiche, ma non dimostrabili, sia ben diverso dal saper poi amministrare.
Siamo sempre lì, in un circuito chiuso che vede da una parte chi fa, forse male, e, dall’altra, chi critica, forse bene.

Gli stessi partiti politici attuali si accatastano, nelle scadenze elettorali, non per la condivisione di un progetto o di grandi ideali, ma per far numero, per avere potere, portandosi dietro marachelle e buone azioni, ideologie e ideali, vizi e virtù.
Tutto questo, da tempo, non desta alcun interesse in me.
Credo infatti in una grande rivoluzione, quella che sappia rinnovare la lotta per sconfiggere l’orrido mostro, cioè la malaria generata dalla palude acquitrinosa rappresentata un tempo come Thyrus, che appesta e divora Città e Paese.

Il mostro di oggi è, come riportato da tutte le indagini settoriali della Comunità Mondiale, l’assenza di cultura, umanistica e scientifica e, conseguentemente, della politica, virata in una partitica vilmente di parte o, ancor peggio, a marchio e proprietà individuali.
E io di politica, non di partitica, desidero vivere, insieme a persone che si confrontino e che elaborino in sintonia.

Ho necessità di far parte di una base che dialoghi e dimostri gli assunti che propone per il futuro, proprio come si fa per un teorema matematico! E mi prodigo affinché tutte le belle anime che oggi sembra sappiano solo criticare, comincino a sentirsi responsabili della città e del territorio, sentano l’importanza della cultura, del produrre, del non cincischiare con le stupidaggini, subdole e populistiche ormai, del politichese. Sconfitto l’attuale Thyrus, quello costituito da una cultura marcia e stagnante, fiorirà la nuova Terni e sarà finalmente liberato il nostro Bel Paese! Siano quindi bandite le opinioni non suffragate da fatti dimostrabili, si impongano invece postulati politici da dimostrare o da confutare: questa maniera di confrontarsi, che occorre oggi introdurre e far prosperare, è semplicemente La Politica.

Se hai lana intellettiva e culturale fili, esprimi, dimostri e realizzi, altrimenti inventi fandonie per raggirare le menti più deboli.
Le progettazioni culturali si sottopongono alla discussione critica, per giungere alla loro falsificazione o alla loro verificazione.

Niente di simile alle falsità incancrenite, alle genericità o alle fandonie nuove che così tanto oggi imperversano nelle varie dichiarazioni partitiche e nelle comunicazioni mediatiche! Costruire e non criticare, Essere a favore e non contro, Dimostrare e non imporre fideisticamente, sono le parole d’ordine della politica che amo, quella che da molto tempo chiamo assiologica (da axios, valido, degno e logos, discorso) e che vede, da una parte, gli uomini liberi, quelli che operano solo in virtù di proprie forze e vivono per offrire solidarietà umana e, dall’altra, i cultori di privilegi, quelli che si assiepano alla continua ricerca di favori personali e brigano solo per togliere e prendere, per loro e per la loro conventicola.

Collaboro con persone che hanno la mia stessa vocazione e continuano, ostinatamente e gratuitamente, a sacrificarsi per il bene comune. Insieme offriremo incontri e progetti a tutti e per tutti, senza alcun discrimine per le varie sensibilità politiche, ma solo se animati da spirito altruistico e capaci di presentare progetti per la città, con particolarissimo riferimento al futuro lavorativo dei nostri figli. Qualsiasi collaborazione sarà piacevolmente accettata. Spero che anche persone inserite nella partitica corrente sappiano confrontarsi, esporre adeguatamente in virtù della loro competenza e saper dimostrare proprie ragioni e relativi piani progettuali.

Unica condizione: si smetta di lamentarsi o di far finta di fare o di fare senza sapere cosa e perché.
Vi aspetto.

Giampiero Raspetti

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