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Battiti d’ALI

Mentre l’Emilia Romagna, con le Marche, è preda di una inedita e spaventosa inondazione dei giorni scorsi, si guarda con timore all’area di tempesta che si sta preparando a sud della Sicilia, probabile nuovo scenario di eventi meteorologici devastanti.

Il susseguirsi, sempre più intenso di questi eventi catastrofici dovrebbe rendere chiaro, a tutti, che, ormai, le condizioni del tempo meterologico, sono sempre più influenzate dal cambiamento climatico in atto a livello globale, più accentuato nell’area geografica mediterranea cui apparteniamo. La ragione del cambiamento la conosciamo: è il riscaldamento del pianeta provocato “dall’effetto serra”, a sua volta causato dall’eccesso di gas climalteranti, come l’anidride carbonica ed il metano, emessi in atmosfera. Non è più un problema di casuale maltempo. Quando in 24 ore cade la pioggia che, di norma, cade in sei mesi, si può ben comprendere cosa sia un evento meteo estremo. Certo, vi sono stati fatti catastrofici simili anche nel passato ed anche in altri luoghi: a Genova, in Campania, in Sicilia e in Sardegna e altrove.

Ma la scienza chiama, adesso, eventi estremi, queste catastrofi metereologiche, dalle siccità prolungate alle tempeste di vento, alle bombe d’acqua, alle vastissime alluvioni, non solo per l’intensità che mostrano e per i danni che infliggono alle comunità locali colpite ed alla economia, ma, anche, per la frequenza con cui accadono.

Negli ultimi 20 anni vi sono state 9 gravi siccità, mentre prima ve n’era una ogni 15 anni. Intensità record e frequenza nettamente superiori al passato fanno comprendere che, alla base del fenomeno, non ci sono i capricci del “maltempo”, ma, i cambiamenti in atto, e già irreversibili, del clima sul pianeta. Stiamo perdendo la sfida volta a contenere, entro 1,5 gradi; stiamo viaggiando verso i 2 gradi centigradi.

V’è da considerare che un aumento di temperatura di un grado provoca uno sconvolgimento sempre maggiore, man mano che la temperatura aumenta. Insomma passare da zero ad uno non è lo stesso, per gli effetti prodotti, che passare da uno a due. L’andamento, come ci dice la matematica è esponenziale, con quel che segue. Le alluvioni di questi giorni, come le precedenti siccità storiche del bacino del Po, ci dicono che il tempo è scaduto e che occorre correre ai ripari con assoluta urgenza. Ne va della sicurezza delle persone, come si vede dalle numerose vittime che cadono, e della tenuta dell’economia. I piani di mitigazione delle emissioni di gas serra ed i piani di adattamento e difesa dalle modifiche climatiche già consolidate, stentano a partire e viaggiano con lentezza, mentre il mutamento climatico corre sempre più veloce.

Lo sconvolgimento del clima causato dall’uomo e dal modello di produzione e consumo affermatosi negli ultimi 150 anni, non si limita a causare situazioni critiche eclatanti, come le siccità prolungate e le alluvioni improvvise, lo scioglimento dei ghiacci perenni e l’innalzamento e l’acificazione dei mari, ma anche modificazioni più nascoste ma non meno insidiose per l’umanità; si pensi alle pandemie o ai profughi climatici, alla strisciante e progressiva desertificazione di immense aree agricole. Da ultimo, l’allarme delle Autorità mondiali che si occupano di ambiente, clima, salute ed alimentazione si è concentrato sulla forte riduzione delle popolazioni di insetti impollinatori, come le api, le vespe, le farfalle, i bombì, le coccinelle, ecc…Dagli insetti impollinatori dipende infatti non meno del 75% delle materie prime alimentari, ma anche la tutela della biodiversità che sorregge, da millenni, la nostra vita e la stessa economia.

Le cause della loro rarefazione sono l’inquinamento e l’alterazione degli ecosistemi, il cambiamento climatico che produce anche spostamento di specie aliene aggressive, nuovi parassiti ed agenti patogeni che aggrediscono i fragili e preziosi impollinatori. Sono state fatte proposte dalla scienza per salvare, con gli impollinatori il nostro cibo e la nostra salute. Frutta e verdura contenenti tanti nutrienti utili per la salute e non solo per l’alimentazione, dipendono dal “lavoro” degli impollinatori che trasferiscono polline generativo da un fiore ad un altro. La loro carenza, nella produzione mondiale, avrebbe già causato 500.000 vittime per malanutrizione e aumenti dù malattie in molti paesi poveri del mondo.

È ben noto il detto secondo cui il battito d’ali di una farfalla, in un emisfero, può scatenare una tempesta, nell’altro. In questo caso, la tempesta silenziosa è causata da un battito che non c’è stato, moltiplicato in milardi di piccoli esseri che da sempre sono stati i nostri aiutanti silenziosi.

Non c’è altro tempo da perdere, servono piani ed interventi, nazionali e locali, sia, per tagliare le emissioni di gas serra, sia per adattare la nostra vita al cambiamento del clima già in atto e che per almeno un secolo saranno irreversibili.

Quei battiti d’ali che non sentiamo attorno a noi, interrogano i battiti del nostro cuore e la responsabilità della nostra mente.

Giacomo Porrazzini

Francesco:
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