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Terni liberale: 1880-1900

Industria e movimenti operai

Gli anni ’80 del XIX secolo videro a Terni la definitiva consolidazione della centralità dell’industria pesante e del protagonismo dei movimenti operai, declinati sia in società di carattere mutualistico, sia in soggetti associativi di matrice eminentemente politica, spesso di ispirazione estremista, ovvero radical-democratica, anarchica o socialista.

La guida politica della città

In tale quadro, esauritosi il controllo delle istituzioni comunali da parte del partito costituzionale nel 1879, si inserirono i discontinui mandati di sindaco del medico radicale ternano Alessandro Fabri, il rinnovato attivismo nelle assemblee rappresentative del dott. Rinaldo Giannelli, antico mazziniano e deputato della Repubblica Romana del 1849, e la reggenza della sindacatura nel 1888-1890 del socialista Cesare Aroldi, insegnante e giornalista mantovano.

Scontri istituzionali e instabilità

Le forze repubblicane, radicali e socialiste nel 1890 riuscirono ad esprimere il democratico Ferrari quale deputato e vinsero le elezioni amministrative sia nel 1889, sia nel 1890, tuttavia, in entrambi i casi, i consigli comunali che ne risultarono furono sciolti dal governo.

Il primo dall’esecutivo di Crispi, che volle punire la commemorazione di Guglielmo Oberdan avvenuta in città, il secondo dal gabinetto del conservatore marchese di Rudinì.

Il ritorno dei moderati

Beneficiando della diffusa stanchezza per la situazione di precarietà istituzionale, nel 1892 Alceo Massarucci riuscì a prevalere nel voto amministrativo ed iniziò il proprio secondo mandato di sindaco, mentre l’imprenditore Centurini, anch’egli moderato, divenne deputato.

Massarucci rappresentava il vertice monarchico e conservatore-clericale del partito filo-governativo di Terni, nonostante il suo passato garibaldino e mazziniano.

La crisi politica

L’opaca gestione finanziaria dell’ente, le accuse di prevaricazione e il coinvolgimento nello scandalo della Banca Romana portarono nel 1894 alle dimissioni di Massarucci e al suo ritiro a Roma.

Si concludeva così l’epopea politica di una figura simbolo, passata da patriota a notabile divisivo.

L’anima repubblicana della città

Quello stesso anno fallì il tentativo di coordinamento tra forze repubblicane, radicali e socialiste promosso da Antonio Fratti.

Nonostante la sconfitta alle amministrative del 1895, nel 1896 i repubblicani riuscirono ad eleggere il deputato Pantano, confermando nelle tornate successive la loro presenza politica.

Terni, Manchester d’Italia

Si confermò così l’anima antimonarchica e moderna della città, ormai nota come la Manchester d’Italia.

Francesco Neri

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