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TERNI, INAUGURATO IL NUOVO REPARTO DI ORTOPEDIA

L’eccellenza che abbatte la mobilità passiva

L’apertura del nuovo reparto di Ortopedia dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni rappresenta un passaggio decisivo nel percorso di modernizzazione dell’Ospedale e nella capacità della struttura di rispondere ai bisogni di una popolazione sempre più anziana, fragile e portatrice di comorbidità.

L’intervento, atteso da molti anni, ha interessato la semiala nord est del quarto piano del monoblocco, un’area di circa 630 metri quadrati completamente ripensata grazie a un investimento superiore a 1.000.000 di euro, finanziato attraverso fondi ex articolo 20.

La ristrutturazione ha permesso di ridefinire i percorsi interni, rinnovare gli impianti tecnologici e adeguare l’intera area ai requisiti di sicurezza e comfort alberghiero oggi indispensabili.

Il precedente reparto, mai ristrutturato dalla costruzione dell’Ospedale, presentava limiti strutturali che rendevano sempre più urgente un intervento radicale.

Oggi gli ambienti sono luminosi, accoglienti e progettati per garantire privacy, sicurezza e un’assistenza più efficace. La nuova configurazione consente una gestione più fluida dei ricoveri e un monitoraggio clinico più puntuale, elementi fondamentali per pazienti che affrontano interventi complessi e percorsi post operatori delicati.

Anche il lavoro dei professionisti beneficia di spazi più razionali, che riducono le interferenze tra attività assistenziali e logistiche e favoriscono una collaborazione multidisciplinare più efficiente.

La ristrutturazione arriva in un momento di forte crescita del reparto, come dimostrano i dati degli ultimi anni.

Tra il 2021 e il 2025 i ricoveri sono aumentati del 9,6%, un indicatore che riflette la vitalità clinica e organizzativa dell’unità.

Nello stesso periodo l’Ortopedia ternana ha registrato un incremento del 95,6% nelle attività di alta specialità rivolte ai cittadini umbri, contribuendo in modo significativo alla riduzione della mobilità passiva.

Parallelamente, l’attrattività extra regionale è cresciuta del 37,5%, confermando la capacità del reparto di competere con strutture di riferimento fuori regione e di generare valore economico aggiuntivo per l’Azienda e per l’Umbria.

Anche le attività di medio bassa specialità hanno mantenuto un andamento positivo, con un incremento dello 0,8%, segno che la crescita nella complessità non ha penalizzato la risposta alle esigenze più diffuse del territorio.

Particolarmente significativo è l’aumento degli interventi protesici, che tra il 2023 e il 2025 hanno registrato una crescita del 22,4%.

Nel 2023 il totale degli interventi di anca, ginocchio e spalla era pari a 246; nel 2024 è salito a 267; nel 2025 ha raggiunto quota 327.

Questo andamento riflette l’evoluzione delle competenze interne, l’ammodernamento delle sale operatorie e l’introduzione di metodiche chirurgiche avanzate, tra cui la chirurgia robotica e gli impianti mini-invasivi, che rappresentano oggi uno dei punti di forza del reparto.

Le attività avviate dal settembre 2024 hanno infatti introdotto tecniche più precise e meno traumatiche, percorsi di gestione integrata del paziente e protocolli dedicati alla prevenzione e al trattamento delle complicanze, sia asettiche sia settiche.

La documentazione del professor Michele Antinolfi evidenzia come l’artroprotesi di anca per via mini-invasiva e la chirurgia robotica abbiano già migliorato gli esiti clinici e ridotto i tempi di recupero, rafforzando il ruolo dell’Ortopedia ternana come riferimento regionale di secondo livello.

A conferma del livello di specializzazione raggiunto, l’Azienda Ospedaliera Santa Maria ha recentemente eseguito un intervento di particolare rilevanza clinica e scientifica: un’artroprotesi totale bilaterale d’anca in un unico tempo chirurgico mediante approccio anteriore mini-invasivo, tecnica considerata tra le più moderne e avanzate in ambito protesico.

Si tratta del primo intervento di questo tipo in Umbria eseguito con tecnica anteriore mini-invasiva in un’unica seduta operatoria.

L’intervento è stato effettuato dal professor Antinolfi insieme all’équipe ortopedica da lui diretta su una paziente di 65 anni affetta da coxartrosi bilaterale severa, condizione che comprometteva in modo significativo autonomia e qualità di vita.

La scelta di procedere con la sostituzione protesica di entrambe le anche in un’unica seduta rappresenta un approccio altamente specialistico, riservato a pazienti accuratamente selezionati, e consente di ridurre i tempi complessivi di trattamento evitando un secondo ricovero, una seconda anestesia e un ulteriore percorso riabilitativo, oltre a ridurre i tempi di degenza.

Il professor Antinolfi ha sottolineato come questo risultato rappresenti un traguardo importante per l’ortopedia umbra, dimostrando la capacità del reparto di coniugare innovazione tecnica, sicurezza e rapido recupero funzionale.

L’intervento ha avuto un decorso post operatorio regolare: la paziente è stata mobilizzata precocemente ed è stata dimessa pochi giorni dopo, con rientro al proprio domicilio in buone condizioni cliniche.

Il nuovo reparto non è soltanto un investimento strutturale, ma un tassello fondamentale di una strategia più ampia che punta a un ospedale capace di coniugare innovazione, sicurezza e attenzione alla persona.

Gli ambienti rinnovati offrono maggiore comfort ai pazienti, soprattutto a quelli anziani o con mobilità ridotta, e rendono il percorso di cura più sereno e dignitoso.

La maggiore efficienza organizzativa contribuisce a ridurre i tempi di attesa e a migliorare la continuità assistenziale, con un impatto diretto sulla qualità della vita dei cittadini.

La nuova area di degenza è pensata per sostenere percorsi personalizzati e multidisciplinari, offrendo al tempo stesso un sostegno concreto al lavoro dei professionisti.

L’apertura della nuova sede del reparto diventa così il simbolo di un impegno concreto verso una sanità pubblica che investe, innova e si prepara alle sfide future.

Il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria dichiara: «L’Ortopedia rinnovata e potenziata rappresenta un patrimonio per l’intera comunità e un passo avanti nella costruzione di un ospedale che vuole essere sempre più vicino ai bisogni delle persone, capace di attrarre competenze, ridurre la mobilità passiva e garantire un’assistenza di qualità in un contesto moderno e tecnologicamente avanzato».

Redazione:
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