Parte VI
Terni nel Medioevo – Capitolo 3
Le origini dell’attività industriale cittadina
Una trattazione della Terni medievale, seppure succinta per quanto consentono gli spazi di questa rubrica, non sarebbe esaustiva se non delineasse adeguatamente le condizioni economiche della città all’epoca.
Ebbene, possiamo dire senza tema di smentita che le origini dell’attività industriale di Terni si delineano già ai tempi della prima costituzione del Comune, avvenuta attorno al 1180.
Il duca Corrado di Spoleto, indirizzandosi ai Ternani nel 1191, si rivolge tra gli altri anche ai “Sagittarii et Negotiatores”: il che fa supporre che, nel governo cittadino, i rappresentanti del ceto mercantile — ovvero mercanti e artigiani — avessero già un peso rilevante.
Ciò è confermato da un documento del 1218 (l’atto relativo all’istituzione della sede diocesana), che attesta chiaramente l’esistenza a Terni di numerose attività artigiane.
Artigianato e manifatture
Mentre alcune di queste (mugnai, macellai, calzolai, maestri di legname e pietra, fabbri ferrai) erano limitate alle sole necessità cittadine, altre — quali la tessitura della lana e la concia delle pelli — sembrano più sviluppate e contribuivano probabilmente all’esportazione.
La lana, in particolare, era favorita dai numerosi corsi d’acqua che potevano azionare le gualchiere (macchinari utilizzati per il trattamento dei tessuti; uno dei primi esempi di automazione applicata alla manifattura).
Il documento del 1218 cita anche l’industria della canapa e prevede che a queste attività possano lavorare più persone della stessa famiglia; dove, “udite udite”, le donne sono considerate lavoranti indipendenti al pari degli uomini.
Certamente l’abbondanza di acqua favorì la coltivazione della canapa e la fabbricazione delle corde, che diedero grande fama alla città di Terni per tutto il Medioevo.
Agricoltura e coltivazioni
Per quanto riguarda l’agricoltura, essa era sviluppata soprattutto nelle colture di grano, viti e alberi da frutto; nei documenti dell’epoca non è menzionato l’ulivo, il che però non significa che non fosse già coltivato.
Le Riformanze del Comune di Terni
Dal 1218 al 1387 le notizie sulla vita economica sono scarse, ma dal 1387 una fonte di grande interesse sono le “Riformanze del Comune di Terni”: gli atti del Consiglio Minore (detto anche di Credenza o di Cerna, e dal 1564 Consiglio dei Pacifici) e le deliberazioni del Consiglio Maggiore.
Questi atti, conservati alla BCT, la Biblioteca Comunale di Terni, costituiscono un complesso di oltre cento volumi manoscritti che accompagnano la vita della città dal 1387 fino al 1816.
Il commercio dell’olio
È nel 1397 che il Comune, prima proprietario di tutti i mulini a olio (tranne quelli di conventi e abbazie), ne permette ai privati l’esercizio e la costruzione.
Questa attività divenne subito fondamentale — l’olio serviva per l’alimentazione, l’illuminazione, scopi religiosi ed anche medici — tanto che nel 1403, su 7.231 fiorini di entrate comunali, ben 958 derivavano dalla gabella del Mesale (misura di capacità per l’olio) e 2.501 dalle tasse sulle esportazioni di olio.
Se ne deduce che circa un terzo delle entrate totali del Comune dipendesse da questo prodotto.
Lo sviluppo economico del Quattrocento
Intorno al 1400, mentre in gran parte d’Italia la fioritura economica declinava, a Terni si assisteva a una controtendenza: nonostante un’evoluzione politica più lenta rispetto ad altre città dell’Italia Centrale, l’attività economica era in tale espansione che nel 1455 si procedette all’allargamento del canale Forma Nuova, il corso d’acqua più sfruttato dall’industria locale.
Le migliorate condizioni sono testimoniate dal fatto che nel 1447 il Comune fece addirittura dei prestiti al governo di Roma (nel 1453 prestò ben 3.000 ducati d’oro).
Tali prestiti non furono mai restituiti: che sia il caso di reclamarli ora?
Carlo Barbanera