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Quando le immagini non dicono tutto: “Ambigua” accende il dubbio al Caos

C’è un modo di guardare che richiede tempo, esitazione, disponibilità al dubbio. “Ambigua”, la mostra personale di Jacopo Natoli in corso al Caos – Centro Arti Opificio Siri, nella Project Room – Sala Ronchini, nasce proprio da questa esigenza: sottrarre l’immagine alla sua presunta immediatezza e restituirla a una dimensione instabile e aperta.

L’ampia partecipazione all’inaugurazione ha confermato l’interesse del pubblico per una proposta che sceglie consapevolmente di non semplificare. La mostra si inserisce nel progetto Post – Caos, collaborazione tra il centro ternano e lo spazio indipendente romano Post Ex, pensata come un percorso pluriennale capace di mettere in dialogo scene artistiche diverse. In questo secondo capitolo, il confronto prende forma attraverso una ricerca che rifiuta la linearità e interroga il senso stesso del vedere.

Il titolo “Ambigua” non è una chiave interpretativa, ma una condizione. Le opere abitano una zona di incertezza in cui l’immagine smette di chiarire e inizia a destabilizzare. Il percorso espositivo riunisce 21 lavori distribuiti lungo una traiettoria temporale volutamente discontinua: dal 1885, data associata a un disegno ritrovato e attribuito a un antenato omonimo dell’artista, fino a opere collocate in un futuro indefinito.

Il tempo, come il significato, si frantuma e si ricompone senza mai stabilizzarsi. Pittura, disegno, fotografia, stampa, materiali d’archivio, testi e oggetti convivono senza gerarchie, dando vita a un ambiente in cui ogni interpretazione resta provvisoria. Alcuni lavori sono stati realizzati appositamente per il Caos, rafforzando il dialogo con lo spazio e sottolineando il carattere site-specific del progetto.

Al centro della ricerca di Natoli c’è il fraintendimento, inteso non come errore ma come possibilità critica. Le opere mettono alla prova il bisogno di ordine dello spettatore, interrogando il ruolo dell’arte come luogo di sospensione più che di comunicazione. In Ambigua l’immagine non spiega, non rassicura, non conclude: rimane aperta, disponibile a nuove letture.

Nato a Roma nel 1985, Jacopo Natoli è artista e docente. La sua pratica transdisciplinare attraversa dimensioni relazionali e performative, muovendosi sul confine tra arte e vita quotidiana. Parallelamente all’attività espositiva, scrive testi critici e poetici, cura pubblicazioni indipendenti e insegna Arte e Immagine nella scuola secondaria di primo grado.

Elena Cecconelli

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