Novembre accompagna la terra verso il riposo: la natura si ritira, gli alberi si spogliano e il paesaggio invita al raccoglimento.
È il tempo del silenzio e dell’interiorità, uno spazio che spesso fatichiamo ad abitare perché la nostra cultura tende a considerarlo improduttivo.
La mitologia greca ci invita a incontrare Persefone, la giovane dea il cui mito racconta il mistero della perdita e della trasformazione.
Per gli antichi Greci, Persefone, Proserpina per i Romani, era la regina degli Inferi. Ma prima di diventare sovrana del mondo sotterraneo, la incontriamo come Kore, «la fanciulla», figlia di Demetra e Zeus.
Protetta dall’amore materno, Kore viveva in un’eterna primavera, al riparo da conflitti e dolori. Un giorno, mentre raccoglieva fiori in un prato, la terra si spalancò e dalle profondità emerse Ade, signore del mondo sotterraneo, che la rapì sul suo carro d’oro per farne la propria sposa.
Nel regno degli Inferi, la giovane mangiò alcuni chicchi di melograno, il frutto che la legò per sempre al mondo sotterraneo. Fu stabilito allora che avrebbe trascorso una parte dell’anno con la madre e l’altra negli Inferi, di cui sarebbe diventata regina.
Il rapimento segna la drammatica rottura dell’innocenza e l’inizio di una discesa nelle profondità della psiche, attraverso la quale Kore scopre come attraversare tanto la luce quanto le tenebre.
Nella prospettiva della psicologia archetipica, il mondo sotterraneo simboleggia le profondità della psiche, dove dimorano paure e aspetti sconosciuti di noi stessi, ma anche possibilità creative di trasformazione.
Kore rappresenta la parte di noi passiva e compiacente che, per timore di deludere, lascia alla madre, al partner o alla famiglia il potere di scegliere, confondendo i propri desideri con le aspettative altrui.
Il passaggio da Kore, la fanciulla protetta, a Persefone, la regina degli Inferi, simboleggia il cammino dalla dipendenza all’autonomia: la crisi può spezzare l’illusione di una protezione eterna, aprendo alla scoperta di risorse inattese e alla possibilità di trovare la propria strada.
In chiave psicosomatica, la discesa di Persefone nel mondo sotterraneo rispecchia simbolicamente la malinconia e la tristezza profonda, che talvolta affiorano in autunno, accompagnate da rallentamento, perdita di energia e alterazioni del sonno e dell’appetito.
Il corpo sembra smarrire il proprio slancio vitale, come la terra che in inverno tace. Queste manifestazioni non sono soltanto disturbi da alleviare, ma possono anche diventare segnali che invitano al raccoglimento, al riconoscimento del bisogno di riposo e alla possibilità di ritrovare le proprie energie.
La nostra crescita richiede di accogliere il ritmo tra luce e ombra, gioia e malinconia, incontro e separazione, sciogliendo quell’illusione di fusione che nelle relazioni può generare sofferenza. Come Persefone, siamo chiamati a scendere nelle nostre profondità e ritrovare fiducia nei ritmi della vita.
Novembre ci insegna che il ritiro e il silenzio non sono necessariamente perdite, ma possono diventare occasioni di trasformazione interiore.
Proviamo allora a chiederci: quale parte di noi attende ancora che qualcuno le indichi la strada, e quale è pronta a trovare la propria?
Daniela Orientale