LA SICUREZZA COME BASE PER UNA VITA LIBERA

Il primo giorno di questo nuovo anno ha segnato per tutti noi un terribile momento, fatto di ingiustizia e dolore. La tragica morte dei ragazzi avvenuta a Crans – Montana, in Svizzera, è stata il risultato di un insieme di negligenze da parte di coloro che avrebbero dovuto tutelare la sicurezza del locale e quindi dei ragazzi che vi erano all’interno.

Ciò che più mi ha turbata è aver visto le immagini delle fiamme e della folla che cercava di fuggire ma, purtroppo, per molti di loro non c’è stato nulla da fare. Il locale, troppo affollato, è diventato una trappola mortale e non c’erano addetti alla sicurezza specializzati a far fronte a situazioni del genere, in cui il fuoco è divampato in maniera repentina.

Successivamente dalle indagini è emerso che i proprietari del locale non avevano rispettato tutte le normative, anche a seguito di ristrutturazioni non idonee, al fine di ridurre i costi e massimizzare i guadagni. Attualmente la giustizia sta facendo il suo corso e spero che tutte le persone coinvolte paghino con il carcere per i loro gravissimi errori e mancanze.

La responsabilità degli adulti e l’impotenza dei giovani

Come spesso accade dopo ogni tragedia o strage di innocenti, ci troviamo a chiederci perché è successo e se potevamo evitarlo. Questo evento in particolare si poteva evitare, bastava far rispettare le norme sulla sicurezza; invece, la vita dei ragazzi è stata messa in pericolo per la negligenza e l’avidità dei proprietari, nonché di coloro che hanno rilasciato le licenze in modo superficiale.

Questa storia mi ha fatto capire che molto spesso noi giovani ci troviamo a vivere situazioni più grandi di noi, che non sappiamo gestire e, soprattutto, che non abbiamo né cercato né voluto. Mi suscita molta rabbia pensare che il destino di molti di noi sia legato a decisioni sbagliate prese da adulti incoscienti, che inevitabilmente ci coinvolgono e non ci proteggono.

Sicurezza e libertà: un legame imprescindibile

Per parlare di libertà, bisogna necessariamente parlare di sicurezza, poiché l’una è strettamente conseguenziale all’altra. Ciò non riguarda solo la vicenda di Crans – Montana ma coinvolge anche molte città del nostro Paese, che negli ultimi anni stanno vivendo nella morsa della violenza di strada.

Questa esplosione di delinquenza, nonché una scarsa sicurezza da parte delle forze dell’ordine, ha generato specialmente in noi donne, un vero e proprio timore nell’uscire da sole, la sera in particolar modo. La libertà in questo caso viene a mancare ogni qual volta in cui una donna deve rinunciare al diritto alla propria autonomia e tranquillità personale, a causa di problematiche legate anche a questioni di genere.

Violenza sulle persone fragili e bisogno di protezione

La piaga della violenza non riguarda solo le donne, ma anche le persone con disabilità ne sono vittime: molti ragazzi e ragazze ogni giorno, in strada ma non solo, vengono letteralmente presi di mira da bande di altri giovani con l’intenzione di offenderli e fargli del male.

Non si riesce a capire, o almeno io non lo capisco, il perché di tanta cattiveria gratuita, se non che alla base di tutto ci sia un profondo malessere interiore che molti non riescono ad individuare o gestire e che quindi sfogano sugli altri, apparentemente più deboli. Non sono abituata a credere che esistano persone cattive, sono più portata a credere che esistano persone che fanno cose cattive, questo sì.

Conclusione: la sicurezza come fondamento

L’idea di fondo del mio discorso si basa perciò sull’importanza di porci in sicurezza in merito ad ogni ambito della nostra vita: nelle scuole, nel lavoro, in strada, nei locali e, perché no, anche nelle nostre case, poiché vivere in sicurezza rappresenta le fondamenta per una vita libera.

Elisa Romanelli