
Una Rivoluzione tra Organizzazione e Alta Tecnologia
L’Umbria sta vivendo una fase di profonda trasformazione nel settore delle neuroscienze, un cambiamento che non riguarda solo l’acquisto di nuovi macchinari, ma una vera e propria ridefinizione dell’assetto sanitario regionale. Il punto di svolta fondamentale è rappresentato dalla nascita e dal consolidamento della Struttura Complessa Interaziendale di Terni-Perugia. Sotto la guida del Dr. Carlo Conti, questa realtà ha superato la storica frammentazione dei servizi per dare vita a un unico polo d’eccellenza che unisce le forze delle due principali aziende ospedaliere della regione.
Numeri da vertice nazionale
Questa sinergia interaziendale ha permesso di raggiungere numeri che pongono la neurochirurgia umbra ai vertici nazionali: ogni anno, la struttura gestisce circa ottomila visite ambulatoriali e oltre millesettecento interventi chirurgici. Un volume di attività così imponente è sostenuto da un team multidisciplinare d’eccellenza, composto da quattordici neurochirurghi affiancati da specialisti in formazione.
Questa “massa critica” non è solo un dato quantitativo, ma la condizione necessaria per garantire l’iperspecializzazione in ambiti complessi come la neuro-oncologia, la chirurgia complessa della colonna vertebrale, la chirurgia dell’epilessia e il trattamento della malattia di Parkinson.
Sostenibilità e innovazione
Il risultato economico di questa organizzazione è un fatturato annuo che sfiora i 14 milioni di euro, a fronte di spese operative che, seppur ingenti, permettono un margine di efficienza tale da garantire la sostenibilità dell’intero sistema.
In questo solido contesto organizzativo si innesta l’innovazione tecnologica più significativa degli ultimi anni: l’introduzione della TC intraoperatoria presso l’azienda ospedaliera “S. Maria” di Terni.
Il contributo della Fondazione Carit
Il ruolo della Fondazione Carit è stato determinante; il suo contributo economico di circa ottocentomila euro non rappresenta solo un gesto di generosità, ma un investimento strutturale nel futuro della salute dei cittadini. Grazie a questa donazione, la sanità pubblica umbra ha potuto dotarsi di un’apparecchiatura che oggi è considerata il “Gold Standard” mondiale per la chirurgia del sistema nervoso centrale.
Una rivoluzione tecnologica
La neurochirurgia è, per sua natura, la specialità a più alto impatto tecnologico, e la possibilità di vedere “dentro” il paziente durante l’atto operatorio cambia radicalmente le regole del gioco. Fino a poco tempo fa, il neurochirurgo operava basandosi su immagini radiologiche statiche acquisite prima dell’intervento.
Il cervello è un organo dinamico che subisce spostamenti (il cosiddetto brain shift) non appena la scatola cranica viene aperta. La TC intraoperatoria, integrata con sistemi di neuronavigazione avanzata, permette di eseguire scansioni tomografiche mentre il paziente è ancora sul tavolo operatorio.
Precisione e risultati clinici
Questo consente di aggiornare le mappe chirurgiche in tempo reale, verificando con assoluta certezza se un tumore è stato asportato completamente o se un elettrodo per la stimolazione cerebrale profonda è stato posizionato esattamente nel bersaglio millimetrico prestabilito. Permette inoltre di eseguire interventi di altissima complessità a carico della colonna vertebrale, riducendo quasi a zero il rischio di complicanze intraoperatorie.
La TC intraoperatoria rappresenta un fattore determinante per l’ottimizzazione dell’intero percorso di cura. La letteratura scientifica e i dati gestionali della struttura umbra concordano nel definirla il nuovo “Gold Standard” per la chirurgia di alta complessità.
Impatti sulla sanità pubblica
L’impatto sull’outcome per il paziente è drastico: la precisione garantita riduce significativamente il rischio di complicanze post-operatorie e, soprattutto, la necessità di riportare il paziente in sala operatoria per interventi correttivi. Meno re-interventi significano degenze più brevi, minor stress per il malato e un risparmio sostanziale per il sistema sanitario.
L’Umbria come polo di attrazione neuroscientifica
Il modello umbro della neurochirurgia evidenzia come il successo in sanità dipenda dall’unione di due fattori: una grande visione organizzativa (la struttura interaziendale) e l’audacia dell’investimento tecnologico (la TC intraoperatoria). Questa integrazione permette di offrire cure sicure, eque e all’avanguardia, trasformando l’Umbria in un polo d’attrazione capace di gestire non solo i cittadini residenti, ma anche un flusso costante di pazienti extra-regione in cerca dell’eccellenza nelle neuroscienze.
Verso il futuro: IA e personalizzazione
L’inaugurazione della TC intraoperatoria in Umbria non è un traguardo, ma un punto di partenza. La sfida futura sarà l’integrazione con l’intelligenza artificiale e il machine learning per prevedere gli outcome e personalizzare ancora di più il percorso di cura.
















































