X

Il cielo notturno: un racconto del passato

Un raggio di Sole impiega poco più di 8 minuti per raggiungere la Terra, dopo aver percorso circa 150 milioni di chilometri. Se il Sole si spegnesse adesso, ce ne accorgeremmo soltanto tra 8 minuti, quando gli ultimi fotoni emessi avrebbero portato a termine il loro viaggio fino a noi.

Il fatto che la velocità della luce non sia infinita, sebbene elevatissima, rende l’Universo intero uno sconfinato racconto del passato. Ogni fenomeno che i nostri occhi percepiscono è infatti già accaduto, in un passato più o meno remoto a seconda della distanza dalla quale lo osserviamo.

La luce di Proxima Centauri, la stella a noi più vicina, impiega 4 anni per raggiungere i nostri occhi, dopo aver percorso circa 40.000 miliardi di chilometri.

Facciamo un altro esempio. Immaginiamo di sederci su un’estremità della nostra galassia a spirale, la Via Lattea, e di puntare un laser verso l’estremità opposta. La luce emessa impiegherebbe circa 100.000 anni per attraversare l’intera galassia.

I numeri crescono in maniera considerevole, e siamo ancora nel nostro vicinato cosmico, all’interno della Via Lattea. Per questo gli astronomi utilizzano un’unità di misura delle distanze che permette di risparmiare parecchia carta e inchiostro: l’anno luce.

Un anno luce è la distanza percorsa dalla luce in un anno. Con questo nuovo righello cosmico possiamo dire che Proxima Centauri dista 4 anni luce da noi, e che la Via Lattea è larga 100.000 anni luce.

Ma passiamo alle distanze intergalattiche: la galassia di Andromeda si trova a 2,5 milioni di anni luce di distanza. Volete andare a visitarla? Procuratevi una navicella capace di viaggiare alla velocità della luce, impostate il pilota automatico e tra circa 2,5 milioni di anni sarete arrivati a destinazione.

Ovviamente si tratta di un viaggio impossibile con le tecnologie di cui disponiamo, ma possiamo stupirci ugualmente osservando Andromeda attraverso un telescopio. L’immagine che raggiunge oggi i nostri occhi è partita da quella galassia 2,5 milioni di anni fa, e ci appare com’era in quel momento.

Viceversa, se oggi su Andromeda un omino verde disponesse di un super telescopio e lo puntasse verso la Terra, riceverebbe la luce partita dal nostro pianeta 2,5 milioni di anni fa. Vedrebbe una Terra preistorica, abitata dai nostri lontani antenati.

In conclusione, ci è impossibile guardare l’Universo com’è ora. Più qualcosa è lontano, più indietro nel tempo lo stiamo osservando.

Anche l’immagine della Terra così com’è in questo momento ha già intrapreso il proprio viaggio nel cosmo. Ogni istante lascia dietro di sé un’impronta luminosa che si allontana da noi alla velocità della luce.

Quando nacqui, 37 anni fa, i fotoni che lasciarono la Terra in quel momento iniziarono il loro viaggio nel cosmo. Oggi il fronte di quella luce si trova a circa 37 anni luce da qui e ha già oltrepassato Arturo. Quando compirò 50 anni, quella stessa informazione luminosa avrà raggiunto una distanza di 50 anni luce dalla Terra, arrivando fino ad Alderamin.

E anche dopo la mia morte, che conto prudentemente di collocare intorno ai 204 anni, quella luce continuerà il proprio viaggio investendo la stella TOI-1075, intorno alla quale orbita una super Terra.

Generalizzando, un osservatore sufficientemente lontano potrebbe ricevere oggi la luce della Terra appartenente a un’epoca che per noi è ormai passato remoto. Da qualche punto dello spazio si potrebbe ricevere oggi la luce della Terra di dieci anni fa. Da un altro quella di cento anni fa.

Questo non significa che sia realmente possibile distinguere persone, città o singoli eventi da simili distanze: la luce diventa estremamente debole e ricostruire immagini dettagliate della superficie terrestre sarebbe un’impresa fisicamente enorme. Ma il principio rimane.

Da quando la Terra esiste, fotone dopo fotone, continuiamo a lasciare nello spazio tracce del nostro passato. E mentre noi possiamo ricordare il passato, da qualche parte nell’Universo il passato della Terra deve ancora arrivare.

Stanno per ricominciare le attività dell’Associazione Ternana Astrofili! Rimanete aggiornati seguendoci su Facebook e Instagram, basta cercare “astrofili ternani”.

Cieli sereni!

Jacopo Diamanti, Associazione Ternana Astrofili

Redazione:
Related Post