
Una carriera nella moda tra Roma e Terni
In questo articolo ho il piacere di presentarvi la stilista ternana, Ambra Lucidi, che negli ultimi mesi ha avuto un ruolo molto importante all’interno dello scenario olimpico Milano-Cortina 2026.
La stilista Ambra Lucidi iniziò il suo percorso di studi presso l’Istituto d’Arte e in seguito frequentò un corso per figurinista/modellista e costumista a Roma, intorno agli anni ’70.
Ottenuto il diploma iniziò a lavorare nelle boutiques romane: per Gattinoni, Lancetti e Floranna.
Successivamente ritornò a Terni e aprì un negozio in cui vendeva le sue creazioni.
Collaborazioni e successi internazionali
Intorno al 2000 conobbe Stella Jean, un top model, grazie ad un amico in comune Tony Taras, e insieme realizzarono una importante linea di moda.
Tale collaborazione prosegue con successo da oltre vent’anni e insieme hanno realizzato numerose sfilate a Roma e Milano.
Le sue creazioni sono state esposte al Museo Ferragamo a Firenze e all’Expo di Dubai.
Da ragazza disegnò collezioni per molte ditte e lavorò per Alexander e Camomilla a Roma, in Piazza di Spagna e poi per Romeo Balestra, a cui deve molto, poiché da lui ha appreso il taglio francese.
Questa passione per la moda le è stata tramandata anche dalla mamma, la signora Nadia Valli, anch’essa inserita nell’ambiente cinematografico.
Creò gioielli per la Gardner, per il film “La Bibbia”.
Inoltre, lavorò con Carlo Rambaldi, Laura Biagiotti e le sorelle Fontana.
Il contributo alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026
Quindi possiamo dire che Ambra ha dedicato gran parte della sua vita alle creazioni di moda e l’evento delle Olimpiadi Invernali è stato, per lei, un ulteriore riconoscimento personale.
Nei primi giorni di gennaio è stata contattata dalla sua amica Stella Jean, in quanto la commissione dei giochi olimpici aveva riscontrato un problema con le sette divise di Haiti.
Una sfida tecnica e creativa
Nelle divise vi era raffigurato un cavaliere che nel 1800 portò il popolo di Haiti all’indipendenza dalla Francia, quindi, alla fine della schiavitù.
Esprimendo un messaggio politico, le divise avevano la necessità di essere modificate urgentemente e quindi Ambra dovette provvedere a trovare una soluzione alternativa e risolutiva, in un solo giorno.
La prima difficoltà fu riscontrata sul tessuto, poiché si è dovuto dipingere su di un materiale non naturale, in quanto i colori che solitamente vengono utilizzati sono adatti per fibre naturali.
Fortunatamente i colori hanno aderito al tessuto della divisa, quindi l’immagine del cavaliere è stata sostituita da un paesaggio appropriato.
Tutto il lavoro di rifacimento è stato eseguito in maniera brillante in meno di sette giorni.
Un riconoscimento internazionale
Una delle maggiori soddisfazioni ricevute, per Ambra, è stata quella del New York Times che ha eletto queste divise come le più belle delle Olimpiadi.
In seguito a questo evento le sono arrivati molteplici messaggi di congratulazioni dai concittadini ternani e non solo, che hanno reso questo straordinario lavoro ancor più emozionante.
Elisa Romanelli

















































