
Era la fine di agosto, un agosto di un anno fra i più caldi di sempre da quando misuriamo le temperature. Lo avevi passato alzandoti molto presto al mattino e alle sei per il fresco eri già in cammino per raggiungere la chiesa della Madonna di Loreto sulla strada per Lugnola, illuminata dai primi raggi del sole.
Breve sosta sul sagrato della chiesa per ammirare il panorama, fare qualche foto e poi fare il percorso inverso verso casa da raggiungere prima che il calore riuscisse a diventare insopportabile. Camminando di buon passo in un’ora e mezza circa ci riuscivi e potevi salutare i vicini che stavano facendo colazione dopo aver spalancato porte e finestre per far rinfrescare gli ambienti.
I primi segnali
Mentre aprivi il cancello elettrico ti rendesti conto che sbandavi leggermente verso sinistra ma ti riprendevi subito, attribuendo lo sbandamento al cerume nelle orecchie che probabilmente si era accumulato, in quanto da diverso tempo non era stato più asportato.
Gli sbandamenti ti fecero ricordare di prenotare quanto prima una visita dal tuo medico per fare un controllo della quantità di cerume accumulato e se era necessaria anche una visita otorino per eliminare l’eccesso. Quando a un evento dai poca importanza ti dimentichi anche ciò che avevi programmato di fare.
La decisione delle figlie
Passa così il tempo finché le figlie non vengono a farti visita e tu programmi di portarle a camminare sulla nuova strada che costeggia il paese, fabbricata con i fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) che è lo strumento italiano del programma europeo Next Generation EU, un piano di investimenti e riforme per ripartire dopo la pandemia da Covid-19, finanziato dalla UE.
La strada è bella e panoramica ma gli sbandamenti continuano e le figlie si chiedono il perché. Dopo pranzo e il breve pisolino di riposo, le figlie sostengono di essere preoccupate per gli sbandamenti e di aver prenotato una risonanza magnetico nucleare (RMN)* a pagamento per cercare di capire meglio la causa.
Ti sembrò una esagerazione ma per non metterti in contrasto con le ragazze accettasti senza entusiasmo di seguire il loro consiglio.
La diagnosi e l’intervento
Dopo aver fatto la RMN il medico si mise al computer a controllare le immagini registrate e dopo un bel po’ di tempo si rivolse alle ragazze dicendo che era necessario un ricovero per un intervento urgente di neurochirurgia.
Allora di corsa al Pronto Soccorso col referto della RMN, una TAC che rileva una minore gravità e il ricovero al reparto di Neurochirurgia. I neurochirurghi vista la TAC comunicano che l’intervento verrà fatto il mattino successivo.
Il giorno dopo l’intervento, nello scendere dal letto cadesti senza accorgertene e battesti la testa sulla porta della camera. Una infermiera udì il botto e ti soccorse subito ma tu non ricordavi nemmeno di essere caduto.
Riabilitazione e gratitudine
Quando fu possibile fosti spostato dall’eccellente reparto di Neurochirurgia alla Domus Gratiae per iniziare la riabilitazione motoria e continuasti a stupirti per l’efficienza e l’efficacia che continuavi a trovare davanti e intorno a te, nonostante i tagli fatti da tutti i governi nazionali ai fondi per la Sanità.
Non ti aspettavi così tanta eccellenza nel personale addetto alla tua salute: medici, infermiere/i, fisioterapiste/i, logopediste, OOSS e nell’organizzazione di tutti quelli che si facevano in quattro per farti passare notte e giorno nelle migliori condizioni possibili.
Uno zac che cambia tutto
Dalle grandi camminate d’agosto al deambulatore è stato un attimo, uno zac. Ma stai benissimo e ti rendi conto che vivi per caso, per una virgola, per uno zac o perché tutte e tutti quelli che ti hanno curato ci hanno messo, anche con affetto, tutto quello che avevano della loro cultura per farti avvicinare il più possibile a com’eri quando andavi libero a funghi o a cercare gli asparagi.
Nota sulla Risonanza Magnetica
Storia che non tutti conoscono. Quando il Servizio Sanitario Nazionale rese mutuabile la Risonanza Magnetico Nucleare, i medici furono felici di avere a disposizione un esame in più per fare una corretta diagnosi. All’arrivo del primo paziente con disturbi che potevano essere indagati con la Risonanza Magnetico nucleare, il medico diceva al paziente: “Adesso che è diventato mutuabile ti segnerò un nuovo esame, la Risonanza Magnetico Nucleare”. “No, no, dottò,” rispondeva il paziente, “segnami li raggi soliti, quelli di una volta, che con queste cose nuove non ci voglio avere niente a che fare.” Adesso tutti la chiamano semplicemente Risonanza e basta, così suona molto bene e nessuno si rifiuta di farla. Potenza delle parole: evitando di pronunciare Magnetico Nucleare, l’esame piace e tutti lo vogliono fare. che non tutti conoscono. Quando il Servizio Sanitario Nazionale rese mutuabile la Risonanza Magnetico Nucleare
Vittorio Grechi















































