Valnerina di Resurrezione e la Cascata delle Marmore

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zeus fulmini

In prima di copertina di Aprile pubblichiamo: La Cascata delle Marmore ha 200.000 anni. L’asserzione può destare compiacimento, curiosità, incredulità, ironia, perfino sarcasmo. In realtà, una nutrita bibliografia scientifica multidisciplinare presenta, da almeno venti anni, sulla base di analisi condotte soprattutto nell’ambito del bacino di Rieti, questa verità relativa. Una verità che non ha fatto clamore, non ha seguito, come del resto tante altre sicure conquiste della scienza, poiché ci hanno pasciuti, ab initio, con il fideismo nei confronti di suggestioni speciose.

Numeri: al 200.000 aggiungo il 18 milioni. Si tratta degli anni fa in cui inizia la genesi dei monti Appennini, formatisi per gli assestamenti del terreno, in continuo e vitale fermento (leggere l’articolo di Enrico Squazzini). Analoghe modalità per le montagne delle Alpi che, vecchie solo di 30 milioni di anni, sono giovincelle rugose rispetto a quelle degli Appennini. Giovincelle rispetto ai 4,5 e ai 15 miliardi di anni che oggi il mondo scientifico dimostra inconfutabilmente costituire l’età della Terra e dell’Universo, chiamato Ouranos (stellato) da Esiodo, Cosmos (ornato) da Pitagora, Mundus (puro) dai Latini.

Sarebbe bello se fossimo tutti in grado di riflettere su senso e significato di 18 milioni di anni, “diversissima” dimensione rispetto a 18 milioni di lire o 18 milioni di euro o 18 milioni di cucuzze. Queste tre quantità riusciamo a sentirle e ad afferrarle, ma quella relativa agli anni, giammai, abituati come siamo a credere che la vita sia iniziata all’incirca una manciata di anni fa, come alcuni, facendosi rappresentare solo dalla loro fede, professano, totalmente incapaci però di dare la più minuta spiegazione scientifica o logica degli imponenti fenomeni naturali e biologici avvenuti in precedenza, in tempi rispetto ai quali l’era volgare e qualche millennio prima rappresentano solo un battito di ciglia. E sarebbe bello, per non riversare malvagità contro i nostri figli e per non avvezzarli a fanfaluche e superstizioni, che tali riflessioni si facessero correntemente anche a scuola affinché possano, i nostri figli, crescere con maggior consapevolezza della storia dell’uomo, della natura e dei suoi misteri e conoscano meglio, in particolare, cause ed effetti dei terremoti.

Anche in relazione a questa cultura da diffondere e nell’ambito della propria attività, Terni Progetta sta impegnando i propri esperti, finalizzando tutto alla conoscenza del territorio non solo per saperne di più e meglio conoscerlo ed amarlo, ma anche perché questo rimane l’unico modo per creare, al fine di raggiungere un futuro favorevole e felice, eventi correttamente intonati alla sua storia, alle sue dovizie, alla sua versatilità. Altrimenti si genererebbero solo sciocchezze ad usum birrocchi, ancora e sempre di moda. Chi non studia, non riflette, non conosce, può solo tentare di imporre agli altri i propri tarli mentali o solo cercare di copiare quello che altri fanno, ma per altre occasioni e per altri orizzonti territoriali. Oppure si affanna per quelle festicciole paesane il cui corto respiro coinvolge, al massimo, qualcuno de ju lu puzzu.

Se studiare il fenomeno della evoluzione ci fa meglio conoscere l’Universo, la vita e noi stessi, sapere che le nostre montagne per nascere e crescere, per effetto di sommovimenti del terreno, hanno impiegato milioni di anni -e lo faranno ancora per miliardi di anni- ci dà, tranquillizzandoci un poco, il senso dell’intensità usuale dei singoli terremoti a cui, negli anni, siamo soggetti e meglio chiarisce l’affermazione ormai generale dei geologi per cui tra 50 milioni di anni l’Italia si dividerà in due lungo la dorsale appenninica e una delle due parti, quella orientale, prenderà il posto del mare Adriatico. Se riuscissimo a capire senso e significato di 50 milioni di anni da vivere, ci daremmo ragione della porzione di terremoti che ineluttabilmente, ma lentamente, si verificheranno nel corso degli anni.

Se ci fossero infatti spostamenti anche di un solo centimetro per ogni anno (in Valnerina, ce ne sono stati, recentemente, ben più imponenti!), in un secolo la trasformazione sarebbe di un metro, in un millennio di 10 metri, in un milione di anni di 10 chilometri, in 50 milioni di anni di ben 500 chilometri… e l’Adriatico… c’era una volta, or non c’è più! La normale accettazione della verità sarebbe salvifica per l’uomo  perché interromperebbe finalmente gli scompensi mentali legati alla concezione ormai penosa di un Giove che scaglia fulmini su poveri disgraziati o appesta i non credenti o ordina di uccidere gli infedeli. Ma quel che conta ancor più è che si saprebbe dove costruire e come costruire. E si metterebbe tutto in sicurezza con opere che prevengano lutti e miserie.

La cultura, non le fanfaluche inventate contro la scienza, potrà salvare l’uomo e donargli la vita civile che merita. Proprio a questo fine Terni Progetta sta organizzando eventi culturali legati alla conoscenza del territorio. Lo fa anche relativamente agli eventi sportivi, perché ritiene che lo sport, essendo regola, disciplina ed educazione e dovendo corrispondere alla felice intuizione greca del kalos kai agatos (bello e buono, curato nel fisico cioè per far risplendere la propria mente) sia soprattutto pratica che educa ai più alti valori: dignità, integrità morale, spirito di sana competizione. E questa è cultura, la cultura che, come tale, unisce e non divide (chi divide è, al più, un erudito, non un colto!).

La cultura dunque che noi cerchiamo di assumere, promuovere,  provocare e diffondere farà in maniera che la nostra splendida Valnerina possa risorgere, non per incanto né per magia, non per concessione astrale né per miracolo. Saper mettere insieme ed unificare scienza, conoscenza, storia, arte, filosofia, religioni, tradizioni e vocazioni di popoli diversi: questo è il nostro presuntuoso e temerario compito. Ma, con il conforto di coloro -moltissimi quelli che hanno saputo cogliere fruttuose opportunità e che sarebbero poi proprio i primi beneficiari di una rinnovata e felice stagione del territorio- che potrebbero sostenere finanziariamente molte manifestazioni, con il concorso delle vostre idee, delle vostre conoscenze, della vostra cultura, vinceremo la scommessa culturale così che, anche mediante i nostri comuni progetti, la Valnerina risorgerà!

Giampiero Raspetti

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