UN POMERIGGIO A TODI

con il fondatore di Slow Food Carlo Petrini

Risalto è stato dato dalla stampa e dai siti di informazione alla visita di Carlo Petrini in occasione del Todi Festival lo scorso 27 agosto. Il fondatore di Slow Food, che è ormai universalmente considerato come uno dei maggiori esperti dei temi dell’alimentazione, è venuto a presentare il suo ultimo libro “Il gusto di cambiare” scritto a quattro mani con Gael Giraud, economista, matematico e teologo, inventore tra l’altro quasi 10 anni fa del termine “transizione ecologica”. 

L’occasione è stata ghiotta anche per noi attivisti di Slow Food, per fare il punto sulla situazione attuale con i dati e le conoscenze approfondite di Petrini, che si definisce “gastronomo”. In buona sostanza secondo gli autori del libro siamo ormai entrati in un periodo di transizione, che durerà forse centinaia di anni, tra quello che è il mondo come lo conosciamo e qualcosa di necessariamente diverso che verrà e che sta a ciascuno di noi indirizzare e cercare di ottenere, prima di tutto con la consapevolezza e poi con l’azione: l’insostenibilità del mondo attuale dal punto di vista delle risorse della terra (in primis dell’acqua) così come della giustizia sociale, solo per citare due esempi, è ormai un dato di fatto.

L’idea è quella che l’unica salvezza possibile per l’uomo sia una rivoluzione dal basso, e che sia la società civile (ovvero ciascuno di noi) a determinare in che direzione andare, senza aspettare la politica mondiale che in perenne rappresentanza di interessi contrapposti, tentenna vistosamente come dimostrano i non-risultati del contrasto al disastro climatico e alle migrazioni.

E poiché dati alla mano l’alimentazione è la principale responsabile dello sconquasso ambientale, riuscire a far comprendere alle persone che nei loro comportamenti abituali e in come si nutrono c’è una parte della soluzione del problema è fondamentale per imboccare la via della transizione ad un nuovo mondo. 

Secondo la comunità scientifica e i molteplici studi citati nel libro, l’inquinamento globale del pianeta è per quasi il 35% causato dall’alimentazione (considerando l’intera catena produttiva, allevamento, agricoltura, trasformazione, distribuzione).  A titolo di confronto tutta la mobilità in auto, treno ed aereo impatta “solo” per il 17%!  Se poi consideriamo che il 33% del cibo prodotto viene sprecato (tanto nel nord quanto nel sud del mondo anche se per ragioni differenti), ci vuole poco a capire quanti miliardi di litri di acqua potrebbero essere risparmiati e quanti ettari di terra fertile potrebbero essere meno sfruttati se la maggioranza della popolazione adottasse comportamenti responsabili.

Come sanno bene i nostri soci, in occasione delle serate che organizziamo con Slow Food Interamna Magna – Terni, questi temi vengono spesso trattati: dal contrasto allo spreco alla riduzione del consumo di carni, direttamente collegato al risparmio idrico: quello che ci ha impressionato sentire a Todi, sono le dimensioni di questo impatto: il consumo idrico per uso personale è pari al 9% del totale, quello legato all’industria è del 22%, quello relativo all’alimentazione è pari al 69%: come dice scherzando Petrini, anche se sono ovviamente cose buone, “avoglia a fare una doccia in meno e a chiudere il rubinetto mentre ci laviamo i denti!”  

E se in Italia negli anni 50 si consumavano circa 50kg di carne pro-capite all’anno, e nessuno moriva di fame, non si capisce perché oggi si debba essere a quasi 95kg, mentre negli USA si raggiungano addirittura i 130Kg. Allo stesso modo fondamentale è incentivare la sovranità alimentare e la stagionalità dei cibi: usare e difendere i prodotti locali non è autarchia, ma significa dare la priorità all’utilizzo di cibi e prodotti del proprio territorio e guardare più lontano essenzialmente per quello che non è disponibile. Anche per dare un segnale di attuazione concreta a questi principi, Slow Food Umbria ha organizzato nei locali attigui alla sala il mercato della Terra di Transameria, con alcuni dei produttori dei presidi umbri, 

Per ragioni di spazio non possiamo riportare molto del contributo al libro di Gael Giraud e dell’importanza della prefazione di Papa Francesco, che a detta di Petrini, laico da sempre, è una figura che può giocare un ruolo centrale su questi temi: la speranza come al solito, è però quella di aver suscitato almeno il vostro interesse e la vostra curiosità. 

https://www.slowfoodeditore.it/it/assaggi/il-gusto-di-cambiare-9788884998057-1045.html

Alberto Ratini