Terni-Tokyo andata e ritorno

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L’esperienza dei ternani alle Olimpiadi

“Quando siamo arrivati per la prima volta a Casa Italia, il quartier generale della spedizione azzurra, ho sentito da lontano qualcuno urlare: ‘Daje’, con accento tipicamente ternano. Ho sentito un brivido lungo la schiena”. La “ternanità” arriva fino a Tokyo, grazie agli atleti e ai tecnici che hanno partecipato alle ultime Olimpiadi. “Grazie per aver portato Terni sul palcoscenico più importante del mondo sportivo”. Così l’assessore allo Sport del Comune di Terni, Elena Proietti, ha reso omaggio alla delegazione olimpica in una cerimonia organizzata a Palazzo Spada. Riconoscimento in particolare andato a Riccardo Menciotti, medaglia di bronzo nella staffetta 4×100 nel nuoto paralimpico, al maestro Claudio Guazzaroni, allenatore della medaglia d’oro di karate Luigi Busà, ad Alessio Foconi, nazionale italiano di scherma, già campione del mondo nel 2018 specialità fioretto, al maestro Filippo Romagnoli, allenatore di Foconi, ad Alessandra Favoriti, medico della nazionale italiana femminile di volley, a Riccardo Giubilei, presidente della Federazione italiana Triathlon e al fotografo Luca Pagliaricci. Presenti anche il consigliere della Lega Federico Brizi e la consigliera di Forza Italia Lucia Dominici.

“è giusto -ha spiegato l’assessore Proietti- che tutti voi atleti e addetti ai lavori siate accolti come si deve, con tutti gli onori del caso, come quando gli atleti tornavano a casa nell’antica Grecia. Il nostro è un ringraziamento per aver portato lo sport ai massimi livelli e soprattutto lo sport ternano in grande evidenza. E come amministrazione fa piacere che sia ancora lo sport a rappresentare un momento di ripartenza rispetto al momento difficile che tutti noi abbiamo vissuto e continuiamo a vivere”.

“è stata un’esperienza molto particolare -ha spiegato Alessio Foconi- perché non convenzionale per via del Covid. Un’esperienza molto bella, emozionante, trovarsi dentro il villaggio olimpico con tutte le altre nazioni è stato fantastico. Noi abbiamo condiviso la palazzina con la nazionale argentina. Emozioni fortissime anche in gara, e devo dire che è difficile gestirle. Ora cercherò di trasmettere questa passione ai più piccoli”. A raccontare un piccolo aneddoto in chiave ternana è Riccardo Giubilei: “Il primo giorno che siamo arrivati a Casa Italia ho sentito da lontano qualcuno urlare ‘Daje’. Ho sentito un brivido lungo la schiena e mi sono voltato: era il fotografo Pagliaricci. Ci siamo messi a ridere e sentire quella parola risuonare a Casa Italia in Giappone, mi ha reso orgoglioso. Poi ho dovuto spiegare a Massimiliano Rosolino il significato più profondo di questa espressione ternana”. “Da medico -spiega la dottoressa Favoriti- è stata una esperienza diversa perché si ha una responsabilità diversa rispetto agli atleti. La sera sotto la palazzina è stato bello conoscere colleghi e atleti di altre specialità, molto arricchente anche a livello professionale, non solo umano”.

Al tavolo presente anche Riccardo Strinati, delegato provinciale del Comitato Italiano Paralimpico: “Questi ragazzi -ha spiegato- sono un esempio per tutti gli atleti che verranno e spero possano dare il proprio contributo venendo anche nelle scuole per promuovere l’attività sportiva”. “Sport e scuola -ha detto Fabio Moscatelli, delegato provinciale del Coni- devono procedere sempre in simbiosi. Lo sport è una grande emozione e le emozioni non si possono raccontare, ma soltanto vivere. I nostri atleti hanno gareggiato, vinto e perso, portando addosso i colori di Terni, e questo vi fa onore”.

Massimo Colonna

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