Supporto nutrizionale ai pazienti Covid

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dottoressa Marialaura Scarcella

lo studio della dottoressa Marialaura Scarcella sulla prestigiosa rivista medica “Nutrients”

Il nuovo virus SARS-CoV-2 ha portato a una grave pandemia, a partire dall’inizio del 2020. La gestione in terapia intensiva (ICU) della malattia COVID-19 presenta tutt’oggi morbilità e mortalità elevate a livello nazionale. Il supporto nutrizionale precoce del paziente critico sembra essere cruciale soprattutto per il paziente affetto da SARS Cov2. La dottoressa Marialaura Scarcella ha ideato e studiato un protocollo di trattamento nutrizionale del paziente critico, pubblicato anche dalla prestigiosa rivista medica internazionale “Nutrients”, utilizzando miscele per nutrizione artificiale a bassa osmolarità, arricchite di sostanze antinfiammatorie facilmente assorbibili e soprattutto di sieroproteine del latte. I pazienti sono stati inoltre monitorati con sofisticati strumenti calorimetrici, specifici del paziente in terapia intensiva, che valutano il fabbisogno calorico/proteico giorno per giorno. Il protocollo, attuato su 32 pazienti, ha evidenziato una netta riduzione dei tempi di ventilazione, della degenza in terapia intensiva, e della mortalità dei pazienti affetti da COVID-19 in condizioni critiche (CICP). 

Metodo – Il metodo utilizzato ha previsto uno studio osservazionale esplorativo, prospettico e monocentrico, condotto su 32 CICP ricoverati in Terapia Intensiva dell’Ospedale Santa Maria di Terni, e trattati con formula arricchita con sieroproteine del latte. Sono stati registrati i dati demografici dei pazienti, lo stato nutrizionale con calorimetria indiretta, gli indici di infiammazione, i livelli sierici giornalieri di pre-albumina, la durata della ventilazione meccanica e la mortalità. 

Risultati – Sono stati arruolati trentadue pazienti. Il 95% di loro ha mostrato una graduale riduzione dei valori di proteina C-reattiva (CRP) e un aumento dei livelli di pre-albumina dopo la formula arricchita con proteine del siero di latte e sostanze antinfiammatorie. I livelli di prealbumina non erano correlati con un migliore stato nutrizionale, ma al tempo di estubazione più breve e ad una migliore sopravvivenza. 

Conclusioni – Un’adeguata terapia nutrizionale durante la degenza in terapia intensiva dei pazienti COVID-19 determina una riduzione della durata della ventilazione meccanica, migliora lo stato infiammatorio e riduce sensibilmente la sopravvivenza in terapia intensiva. Allo studio promosso dalla dottoressa Marialaura Scarcella ha collaborato il team formato dai medici della Rianimazione dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni e dai dottori Emidio Scarpellini, Alessandra Ascani, Rita Commissari, Claudia Scorcella, Michela Zanetti, Amilcare Parisi, Riccardo Monti, Natasa Milic, Abele Donati, Francesco Luzza, Edoardo De Robertis, Ludovico Abenavoli.

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