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San Valentino di Terni

 Il San Valentino “del mondo” è infatti conosciuto non in virtù di un nostro operato, ma grazie alla tradizione anglosassone

San Valentino di Terni. Occorre sottolineare fortemente, direi anche veementemente, “di Terni”. Il San Valentino “del mondo” è infatti conosciuto non in virtù di un nostro operato, ma grazie alla tradizione anglosassone, tradizione di natura prevalentemente cortigiana e commerciale divenuta simbolo del romanticismo spicciolo e del consumismo sfrenato. Poche persone “nel mondo” pensano a San Valentino come Vescovo e Patrono di Terni e poche sanno che esiste Terni e dove si trova, forse in Umbria, forse in Italia. Tentare allora, da parte nostra, di imitare i grandiosi festeggiamenti che si celebrano nell’orbe terracqueo, fatti per lo più di regali, dolci, luci, miliardi di lettere e messaggini, sfarzose cadillac bianche ecc, è umano, ma da stolti. Abbiamo tentato di emulare, con scadenti filari di luminarie a cuoricino, con bancarelle di mosciarelle e dolcetti da luna park; abbiamo provato a festeggiare con canzoni d’amore rimanti con cuore, abbiamo finanche fatto sfilare delle procaci e sgambettanti ballerine brasiliane. Nella mondanità ternana poi Valentino diventa santo di tutto, dei trofei sportivi e dei mercatini, dei dolcetti e delle canzoni: si è trattato e si tratta di errori pacchiani. Riproporre ancora, puntigliosamente, quella linea sarebbe, adesso, diabolico. Sulla strada del Valentino della leggenda si potrà ancora intervenire, ma con manifestazioni eleganti, discrete, intelligenti: c’è chi saprebbe come fare. Occorre, comunque, dare atto alla Diocesi di Terni di essersi sempre e solo occupata, in maniera degna ed ortodossa, dell’aspetto religioso, spirituale, sacrale. Poca scena, ma molta sostanza.

Del Valentino “del mondo” avevamo solo il Martirologio Geronimiano: decimo septimo Kalendas Martias Interamnae natale sancti Valentini episcopi et martyris -diciassette giorni prima delle calende di marzo (14 febbraio) è il giorno natale (la nascita celeste cioè) del santo Valentino di Terni, vescovo e martire. Poi nulla, proprio nulla più! Tutto si è sviluppato in maniera leggendaria, bella quanto si voglia, ma leggendaria. Il web pullula, se volete effettuare ricerche, della corretta descrizione e della autentica nascita di tali leggende!

Anni fa il Prof. Edoardo D’Angelo ha tradotto e studiato la Passio s.Valentini episcopi (BHL8460) e, quindi, la Vita Vera di Valentino di Terni. Oggi conosciamo, finalmente, moltissimo in merito a questo nostro straordinario concittadino e quel che sappiamo leggendo la Passio è bellissimo! Valentino di Terni è stato un pastore di anime, impegnato in prima linea nella lotta per l’affermazione del diritto alla libertà religiosa e del dialogo tra gli esseri umani, a qualsivoglia religione essi appartenessero (precedendo in questo di circa 900 anni lo stesso Francesco d’Assisi). Valentino di Terni è stato un prelato ed un uomo che ha sacrificato la propria vita per alti ideali di libertà: libertà di religione, ma soprattutto libertà di cultura e di impegno sociale verso i più sfortunati. In altri termini, un campione ante litteram dei diritti umani, ed è così che occorre farlo conoscere.

La figura biografica e storica di Valentino di Terni può perfettamente rappresentare il simbolo della ricerca e della rivendicazione, fino al sacrificio personale, dei diritti umani, portando la vis culturale dell’Europa a contatto con Roma, la patria europea indiscussa del diritto. In più, egli porta con sé valori estranei alla cultura romana, come la solidarietà, l’accoglienza, il diritto alla salute e alla libertà culturale. Prima di Francesco d’Assisi e al suo fianco, Valentino lega il mondo antico, romano e pagano, a quello medioevale e moderno, cristiano ed europeo. La nostra Terni deve allora risultare prima al mondo nell’onorare il proprio Santo Patrono, diffondendone ovunque la vera vita, onorando così la verità storica, più preziosa di tutte le leggende. In questo e per questo saremo allora conosciuti come la città di San Valentino, in Umbria, Italia. Dobbiamo dunque essere tutti FIERI del Valentino di Terni ed esserne suoi alfieri o apostoli.

Chi vuol saperne di più non deve far altro che chiamarci. Siamo disponibili ad incontrarci, in particolare con tutte le associazioni o i gruppi o i club che da sempre pretendono, più o meno compostamente, qualcosa di decente dalla nostra città. Ci chiamino, misureremo così il loro reale interesse.

Nelle giornate in cui abbiamo celebrato, per il secondo anno di seguito, la manifestazione Terni, città di San Valentino, capitale dei diritti umani (di cui trovate abbondantissima documentazione fotografica all’interno di questo stesso numero), abbiamo ampliato le sue fondamenta europee con mattoni basilari: Il giardino di Valentino, Il giardino di Francesco e Valentino, l’inizio di studi comparativi tra Francesco e Valentino, concorsi europei sui diritti umani, Il Cammino di Francesco e Valentino. L’abbiamo potuto fare grazie alla collaborazione dei colleghi di università e centri culturali di moltissime nazioni europee e grazie a persone di buona volontà e ad amministratori della Valnerina. A tutti va un sentitissimo ringraziamento. Da adesso confidiamo sulla presenza fattiva delle tantissime persone interessate animatamente al futuro della nostra città: quasi tutti i cittadini, direi, a far conto delle tante critiche e delle tante lamentele!

E sarebbe anche ora. Già nel 1995, infatti, seguendo una mia idea diversa da quella corrente su San Valentino, come potete leggere nel mio libro “Germogli. Progetti per Terni”, ponevo la questione dell’unione dei due Santi realizzando una apposita manifestazione di grande risonanza cittadina (vedi foto). Così, a pagina 106, scrivevo: I Santi dell’amore Valentino e Francesco rappresentano uno straordinario esempio di amore totale ed incondizionato. L’unione tra i due Santi, enorme patrimonio spirituale ed esclusiva caratteristica del nostro territorio, costituisce un naturale primum movens per l’intero progetto e sarà sottolineata, seguendo i sentieri francescani, dal cammino Basilica di San Valentino-Santuario del Presepe di Greccio. Nel giugno 2002, con alcune classi del Liceo Tacito, molti genitori, l’amministrazione Comunale di Stroncone e sacerdoti francescani e domenicani, realizzai, pensando a Valentino e Francesco, non certo a fidanzati o a innamorati (come, di cosa… si può anche essere innamorati corrisposti della moglie del miglior amico e tutto ciò non sarebbe così casto e puro!), la manifestazione Passi d’Amore, i sensi cioè più autentici dell’amore: per il genere umano, per la natura, per la cultura, per le attività dell’uomo, per i grandi ideali di solidarietà tra popoli, per la pace, per i diritti umani e, a pagina 101, annotavo: Noi vorremmo che molti giovani, di diversa nazionalità e di religioni diverse, in febbraio e a Terni, si scambiassero messaggi culturali, sociali, di solidarietà, d’amore cioè. Per questo, e al fine dell’interscambio culturale ed educativo, abbiamo già intessuto contatti intensi e proficui con uomini di cultura, insegnanti, associazioni, scolaresche delle seguenti nazioni: Austria, Repubblica Ceca, Cipro, Germania, Inghilterra, Francia, Malta, Norvegia, Spagna, Turchia. Ci proponiamo infatti di realizzare, insieme ai nostri partner, gemellaggi per San Valentino, consistenti in: individuazione della tematica annuale, di carattere sociale, culturale, educativa, solidale; lavoro annuale attorno a tale tematica; incontro in Terni, durante il mese di febbraio, per permettere ai giovani di comunicare le proprie esperienze, illustrare cioè l’azione solidale svolta nel loro Paese e avere l’opportunità di identificare valori comuni con giovani provenienti da paesi diversi nonostante le rispettive differenze culturali. Pensai al Bosco d’Amore (pagina 108): Il bosco sarà formato da fiori e alberi, in particolare rose rosse (rose canine), simbolo valentiniano e lecci, faggi, castagni, tipici della tradizione francescana. I fiori e gli alberi saranno riprodotti con talee o con semi ricavati dagli alberi originali, presenti nei Conventi del centro Italia. Il bosco si amplierà con piante recate appositamente da delegazioni di paesi gemellati. E il Tempio di carpini (pagina 108): Il tempio sarà realizzato completamente con alberi, inserito in un giardino di piante autoctone e si ispirerà al verticalismo delle grandi cattedrali gotiche, a pilastri, volte a crociera e contrafforti. La struttura esalterà un ambiente preesistente e definirà uno spazio pseudo conchiuso di particolare suggestione spirituale. E le Olimpiadi valentiniane (pagina 108): Sui Piani di Ruschio si svolgerà parte delle Olimpiadi Valentiniane (altra parte in Valnerina). Lo sport va rivisto nella sua più genuina dimensione: la fratellanza, l’educazione, la purezza dello spirito. Incontri culturali tra tutti coloro che rispettano la vita, indipendentemente dalle religioni o dalle filosofie. Incontri dunque tra popoli.

Ho sempre avuto difficoltà a confrontarmi con le forze politiche o amministrative territoriali (che io sia un cane sciolto è l’unica, tra le tante, argomentazione detrattiva nei miei confronti sulla quale non mi sento di dar loro torto) o ad essere ritenuto affidabile (o ad essere compreso) da chi, nella nostra città, è così attento a versar vino negli otri già pieni o in quelli del vicino, nonostante io abbia donato alla città, anche insieme ad alcuni miei amici, momenti culturali e socializzanti a profusione e di altissimo valore, lasciatemelo dire! Nella prossima vita acquisterò due completi, uno smoking, possibilmente un frak, 12  camicie… come suggerisce J. P. Sartre nella scena terza del suo dramma Nekrassov o mi iscriverò a qualche club riservato o di mutuo soccorso, così, tanto per far finta di contare qualcosa.

L’Unione dei due Santi è un sentimento che trova oggi ancor più favorevoli alcuni personaggi di altissima caratura e gli studi e gli interventi che sapremo organizzare daranno buoni frutti. Passi d’Amore si accinge a chiamare giovani da tutto il mondo, avendo finora ospitato i loro insegnanti ed educatori, che costituiscono attualmente un gruppo sempre più qualificato e numeroso. Il Bosco d’Amore cresce, da due anni nel Giardino di San Valentino (a fianco della Basilica), primo suo inizio, per concludersi, superate alcune difficoltà logistiche, nel Tempio di Carpini. Le Olimpiadi Valentiniane hanno visto la luce, lo scorso anno, ne I Giochi della Valnerina e tra non molto incontrerò alcuni sindaci della Valnerina per proporre e realizzare la sua seconda edizione. La Piazza di Popoli (a pagina 44 de Germogli) sarà al centro del Cammino di Francesco e Valentino, un cammino unico al mondo dovuto soprattutto al fatto che gli studi dei nostri collaboratiori dimostrano, al di là del più piccolo dubbio, che il Valentino Patrono di Terni, il Valentino Patrono di Casteldilago, il Valentino di San Valentino di Scheggino, sono la stessa persona, lo stesso santo, lo stesso martire. Nessuno al mondo dispone di un cammino così bello, soprattutto così reale, nel senso che i nostri due santi non sono frutto di leggende come in altri casi, ma sono realissimi, intessuti di una storia ancor oggi tangibile e palpitante. Chi più di noi? Pensate, Terni è l’unica città caratterizzata da due luoghi di culto intestati ai due santi: la basilica di San Valentino e la chiesa di San Francesco. E il cammino che stiamo costruendo (che pubblicheremo nei prossimi numeri de La Pagina) è stupendo, degno della sacralità dei due santi più conosciuti ed amati nel mondo e della Valnerina stessa, cuore pulsante e giardino del mondo! Chi più di noi? Varrà la pena, statene certi, rinunciare alla esposizione birrocchia delle mosciarelle.

Se son fiori fioriranno, dice l’adagio. I miei germogli cominciano ad aprirsi ed a trasformarsi in splendidi fiori.

Vi deve pur essere gioco e innocenza e dovizia di fiori, altrimenti per noi sarebbe troppo piccolo il mondo.

Giampiero Raspetti

 

 

 

 

 

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