OSTEOPOROSI E MOC

La diagnosi di osteoporosi si basa in primo luogo sull’esecuzione della densitometria ossea (DEXA o MOC), un esame che permette di calcolare la densità minerale ossea. Le aree generalmente valutate sono la colonna lombare e il femore prossimale. È un esame che si svolge mediante la tecnica a doppio raggio X, semplice e a bassa esposizione radiante. Si tratta di un passo diagnostico fondamentale perché valuta la fragilità scheletrica del paziente consentendo una stima del rischio di frattura.
I dati ricavati vengono confrontati con quelli attesi, per poi esprimere un valore numerico chiamato “T-score” per i pazienti di età superiore ai 50 anni, che corrisponde alla differenza tra il valore di densità minerale dell’osso esaminato e il campione di riferimento rappresentato da soggetti sani di 30 anni al picco di massa ossea. Sulla base dei valori di T-score, i valori densitometrici vengono definiti normali (T-score > -1 SD), in osteopenia (T-score tra -1.0 SD e -2.5 SD) o in osteoporosi (T-score ≤ -2.5 SD). Nei soggetti giovani, i valori di densità ossea vengono espressi in “Z-score”, che misura la differenza tra il valore di densità minerale dell’osso esaminato ed il campione di riferimento rappresentato da soggetti di pari età.
Il rischio di frattura aumenta progressivamente con la riduzione del T-score (il paziente con osteoporosi ha un rischio di frattura maggiore rispetto al soggetto con osteopenia e ancor di più rispetto al soggetto con T-score normale). Tuttavia, esistono altri fattori che possono influenzare il rischio di frattura, indipendentemente dai valori di densità minerale ossea. Ecco perché è importante non solo eseguire l’esame DEXA ma anche individuare attraverso una attenta anamnesi, eventualmente con l’ausilio di un semplice questionario, la presenza di fattori di rischio per fragilità scheletrica e fratture.
La MOC viene ripetuta ogni 18-24 mesi per valutare eventuali peggioramenti della densità minerale ossea e prevenire eventuali fratture, nonché per valutare l’efficacia dei trattamenti anti-osteoporotici che il paziente sta seguendo.
Infine, semplici esami su sangue ed urine consentono di studiare il metabolismo calcio-fosforo e di escludere o confermare il sospetto clinico di forme secondarie di osteoporosi.

Quando eseguire per la prima volta l’esame MOC-DEXA?

La MOC è consigliata in particolare alle donne in post-menopausa e agli uomini di più di 60 anni con fattori di rischio per la patologia, oppure in caso di sospetto di osteoporosi secondaria. L’esame MOC-DEXA, infatti, va prescritto nei soggetti di qualsiasi età con almeno uno dei seguenti fattori di rischio “maggiori” per osteoporosi:

  • pregresse fratture da fragilità;
  • storia di malattie croniche o terapie note per essere cause di osteoporosi secondaria;
  • riscontro radiologico di “demineralizzazione ossea”.

Per le donne in post-menopausa altri criteri “maggiori” per l’esecuzione dell’esame MOC-DEXA sono:

  • – familiarità per frattura di femore o di vertebra;
  • menopausa < 45 anni;

magrezza (BMI ≤ 19 Kg/m2).

Esistono poi criteri cosiddetti “minori”, quale il ridotto introito di calcio con la dieta, il fumo e l’alcol che se coesistenti e combinati tra loro pongono indicazione a eseguire esame MOC-DEXA dopo i 60-65 anni di età.

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Direttore Sanitario
Dott.ssa Lorella Fioriti
Specialista in Radiodiagnostica, Ecografia, Mammografia e Tomosintesi Mammaria