Medico e paziente in senologia

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Anteo Fioriti

La senologia è il tipico settore dell’imaging al quale gli aspetti caratterizzanti l’attuale comunicazione si adattano pressoché completamente. Riguarda, infatti, un limitato gruppo di donne sintomatiche, che sono quindi “pazienti” a tutti gli effetti, e un assai più numeroso gruppo di donne asintomatiche che, aderendo ai programmi di prevenzione mediante esami clinico-strumentali completi o mediante screening mammografico, possono essere definite “utenti”.

Si tratta, inoltre, di un settore estremamente ampio e articolato, basta riflettere su quanto affermato da Umberto Veronesi, secondo il quale il tumore del seno “riassume in sé aspetti sociali per la sua gran diffusione, scientifici per la sua complessità biologica, diagnostici per la necessità di una sua identificazione precoce, terapeutici per i vari metodi multidisciplinari di cura, psicologici per l’enorme impatto sulla popolazione femminile, riabilitativi per la necessità di recupero familiare e sociale delle pazienti”. Anche la comunicazione in senologia risente di tale complessità.

Nell’ambito del gruppo delle “utenti”, la distinzione tra chi effettua l’esame clinico-strumentale completo e chi la mammografia di screening è importante, poiché nel primo caso la comunicazione coinvolge il medico radiologo molto più che nel secondo, ove il più delle volte il radiologo stesso non è affatto coinvolto e la comunicazione è demandata al tecnico.

Potremmo definire questo filone comunicativo relativamente nuovo di tipo triangolare, poiché prevede tre attori: medico, donna e tecnico, tutti e tre comunicanti con rapporto bidirezionale.

La senologia è un tipico “laboratorio” dell’odierna comunicazione radiologica, verbale e scritta, ma anche un buon “allenamento” –soprattutto verbale– per il radiologo e, più in generale, per l’operatore sanitario. La donna che si sottopone ad indagini senologiche può rappresentare infatti, da un lato, il paradigma delle angosce, delle preoccupazioni, delle ansie e delle curiosità dell’utente e, dall’altro, lo specchio delle risposte che devono o dovrebbero esserle date. Inoltre, la mammografia è spesso fonte di dolore fisico e/o di disagio psicologico indipendentemente dalla provenienza etnica o dalle condizioni socioeconomiche.

Saper rispondere efficacemente alla donna in senologia può dunque facilitare la comprensione delle istanze e delle attese della popolazione, cioè dell’“utente”, anche nelle altre tipologie di esami diagnostici

In senologia le situazioni di comunicazione sono spesso ripetitive, sebbene con una gamma di domande piuttosto diversificata; ciò implica da parte del radiologo/operatore prontezza nella  capacità di identificare il quadro psicologico-sociale della paziente, compito non sempre facile.

Dall’altra parte compito dell’operatore è riuscire a trasmettere fiducia nell’istituzione. Le parole positive, il comportamento empatico e di vicinanza al paziente da parte di medici, tecnici ed  infermieri, attiva meccanismi benefici.

Numerose ricerche scientifiche hanno evidenziato come il benessere psico-emotivo influenzi il sistema immunitario riducendo il rischio di sviluppare neoplasie ma al tempo stesso favorendo una migliore risposta alle terapie, aumentando la probabilità di guarigione, quando il nostro corpo si ammala.

Tutto ciò è più importante nei pazienti oncologici nei quali il sostegno emotivo permette di raggiungere obiettivi nel percorso di cura, come la migliore aderenza ai trattamenti e una migliore gestione degli effetti collaterali.

Dott.ssa Lorella Fioriti
Specialista in Radiodiagnostica, Ecografia,
Mammografia e Tomosintesi Mammaria

www.lorellafioriti.com

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