L’INNOVAZIONE NEL TRASPORTO PUBBLICO

Il modello lussemburghese

L’Associazione mondiale dei Parchi Scientifici e Tecnologici (IASP) mi ha invitata a metà settembre a tenere un intervento alla conferenza annuale organizzata nel Granducato del Lussemburgo, piccola nazione europea incastonata tra Belgio, Francia e Germania che ospita la sede di diverse istituzioni europee. Anche se oggi fa parte dei Paesi nella cosiddetta “white list”, e quindi formalmente non è considerato un vero e proprio paradiso fiscale, storicamente non si allontana molto da questa definizione. C’ero già stata in anni passati ma in quest’ultima occasione ho avuto modo di testare con mano un fatto nuovo: il trasposto pubblico in Lussemburgo è completamente gratuito, e non parliamo di mezzi vecchi e sporchi, ma di mezzi nuovi, gradevoli, moderni ed efficienti. 

Sappiamo bene quanto il trasporto pubblico sia una componente fondamentale dell’infrastrutturazione di qualsiasi nazione e di come svolga un ruolo cruciale nella mobilità urbana e nella riduzione dell’inquinamento. Era il 1° marzo del 2020 quando il Lussemburgo è diventato il primo Paese al mondo ad offrire il trasporto pubblico gratuito a tutti i suoi residenti, ed anche ai visitatori! Questa audace iniziativa è stata implementata con l’obiettivo di ridurre il traffico stradale, migliorare la qualità dell’aria e promuovere la sostenibilità ambientale e ha richiesto investimenti enormi nell’espansione delle reti del trasporto pubblico e nella sostituzione dei mezzi (treni, tram e autobus). I risultati ci sono stati: il traffico stradale privato è diminuito in 2 anni del 14% stando ai dati del 2022, inoltre, l’accessibilità al trasporto pubblico ha aumentato la mobilità dei cittadini, riducendo l’isolamento sociale e migliorando la qualità della vita. 

L’approccio innovativo lussemburghese ha chiaramente attirato l’attenzione globale e stimolato molte discussioni sulla sua sostenibilità in Paesi meno “ricchi” e più “complessi” da gestire, una cosa sono 640.000 abitanti (i residenti accreditati in Lussemburgo nel 2021) ben altra sono i 60 milioni e rotti dell’Italia, o l’estensione territoriale del Lussemburgo comparata a quella della Francia, ma rimane chiaramente un caso interessante a stimolare riflessioni e azioni in altre aree geografiche.

In realtà ci sono nel mondo altri esempi virtuosi: l’Estonia offre trasporto gratuito in alcune città, altre in Francia l’hanno introdotto durante il fine settimana, Atene ha un programma di trasporto pubblico gratuito per i disoccupati, i giovani e i pensionati, in Cina, numerose città stanno investendo massicciamente in sistemi di trasporto pubblico ad alta velocità, per migliorare la mobilità urbana e ridurre la congestione stradale, e Tokyo è famosa per il suo sistema ferroviario altamente efficiente e puntualissimo, che svolge un ruolo cruciale nel movimento di milioni di persone ogni giorno. In questa carrellata di buone pratiche è possibile citare anche Genova, la prima grande città italiana dove, il trasporto pubblico è stato reso gratuito per cinque anni a chi rottama la propria auto privata, che rientri in alcune categorie specifiche, nella forma di un abbonamento integrato treno-bus. Perché se è vero che il trasporto è la fonte di inquinamento principale in Italia (secondo il rapporto dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale precede la produzione di energia, i consumi residenziali e l’industria) per migliorare la situazione bisogna in primo luogo garantire di poter andare dove si vuole e quando si vuole senza necessariamente usare una vettura privata.

Sebbene gli esempi citati siano promettenti, il miglioramento del trasporto pubblico rimane tutt’ora una sfida non da poco. Il modello del Lussemburgo e altri esempi di trasporto pubblico gratuito dimostrano che è possibile migliorare la mobilità urbana e ridurre l’impatto ambientale attraverso politiche innovative, tuttavia, è importante tenere presente che le soluzioni non sono universali e devono variare in base alle dimensioni, alle esigenze e alle risorse a disposizione. In ogni caso, l’obiettivo di rendere il trasporto pubblico più accessibile ed efficiente rimane cruciale per affrontare le sfide legate all’urbanizzazione e all’ambiente nei decenni a venire.

Alessia Melasecche