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Contro l’Earth OversHoot Day globale, le seedballs del Kenya

L’Earth Overshoot Day, ovvero il “Giorno del Superamento Terrestre”, in passato chiamato anche il “Giorno del Debito Ecologico”, è il giorno che segna l’esaurimento delle risorse rinnovabili che la Terra è in grado di rigenerare in un anno. Il calcolo si effettua dividendo la “biocapacità del pianeta” (stimata attraverso la quantificazione della superficie dei terreni ecologicamente produttivi che sono presenti all’interno dell’area in esame) in quell’anno, per “l’impronta ecologica dell’umanità” (ovvero la domanda dell’umanità per quell’anno) e moltiplicando per 365 giorni.

È il Global Footprint Network che effettua il calcolo dell’impronta ecologica a livello globale per ciascun Paese. L’Italia, nel 2021, ha esaurito il suo “budget” molto presto, ovvero il 13 maggio, e da allora è in debito con la Terra per l’alimentazione (frutta, verdura, carne, pesce, acqua, etc.), l’energia (legna, combustibili, etc.) e molto altro. A quanto pare, l’Italia avrebbe bisogno delle risorse di 2,7 Terre per arrivare alla fine dell’anno!

A livello globale non è che le cose vadano granché meglio, dato che ogni anno la data è sempre anticipata: nel 1971, per esempio, la giornata era stata individuata nel 22 dicembre, assumendo che nel 1969 e nel 1970 non vi fosse stato sforamento, e via via negli anni sempre prima. Dunque, il Pianeta, dal 29 luglio 2021 utilizza terreni, acqua, risorse minerarie, etc. dell’anno prossimo, sovra-sfruttandoli. Le stime prevedono che procedendo con questa velocità intorno al 2050 l’umanità consumerà ben il doppio di quanto la Terra sia in grado di produrre in un anno.

Fortunatamente c’è anche chi lavora in controtendenza. Tra questi, vale la pena citarli, due imprenditori hanno progettato delle rivoluzionarie palline di carbone con un cuore di semi e concime per “riforestare” l’arido territorio del Kenya. Si chiamano seedballs, ovvero “palle di semi”. Il progetto è nato per combattere la grave deforestazione che sta colpendo il Kenya e prevede un metodo, tanto semplice quanto innovativo, che permette di piantare un grandissimo numero di alberi in tutta sicurezza, basti pensare che sono sufficienti venti minuti per dar vita a ventimila nuove piante.

Il segreto delle seedballs risiede proprio nell’involucro di carbone, che impedisce a insetti, uccelli e altri animali di mangiare i semi prima che si trasformino in piantine. Il guscio è progettato per proteggerli sino all’arrivo della prima pioggia, dissolvendosi al momento opportuno e lasciando germogliare la pianta. Tra i fattori di successo delle seedballs vi è anche il costo estremamente ridotto: per ripristinare un ettaro di terreno arido in Kenya, infatti, con i metodi tradizionali sono necessari 160 dollari, mentre con le seedballs ne bastano solo 8. I due ideatori hanno già stipulato accordi con le compagnie che noleggiano elicotteri e simili, per lasciare sacchetti di palline sotto i sedili di tutti i velivoli, in questo modo turisti e viaggiatori possono divertirsi a riforestare il territorio kenyota lanciando le palline fuori dal finestrino durante i vari sorvoli. Anche le scuole sono state coinvolte, con moltissimi studenti che si divertono a lanciare le seedballs con le tipiche fionde locali, i manati in swahili. Naturalmente a simili progetti si affiancano strategie di semina mirate e programmate e non solo in Kenya.

Più attenzione al problema da parte di tutti e un maggior numero di progetti simili, saranno indispensabili affinché i futuri Earth Overshoot Day invertano la marcia ed inizino ad allontanarsi nel tempo.

Alessia Melasecche
alessia.melasecche@libero.it

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