Le cicatrici in ambito osteopatico

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Le cicatrici perché è importante trattarle e come condizionano la postura

Una delle cause meno conosciute e troppo spesso trascurate di squilibrio posturale è rappresentata dagli esiti cicatriziali di interventi chirurgici.
Le cicatrici, sia superficiali che profonde, sono uno dei fattori che contribuiscono maggiormente a determinare squilibri e modificazioni nell’assetto posturale. Il meccanismo tramite cui tutto ciò avviene è relativamente semplice.

La cicatrice è formata da tessuto tendenzialmente anelastico che va a crearsi all’interno di strutture ad alta elasticità e contrattilità (muscoli e fasce), sulle quali esercita una vera e propria trazione. Se immaginiamo il nostro corpo come una struttura di tensegrità, in cui le varie parti modificano i loro rapporti per rispondere ad un trauma o ad un insulto meccanico, è facile capire come una trazione o un’aderenza cicatriziale possano determinare un fulcro di tensioni all’interno del nostro corpo, generando anche dolori in sedi apparentemente molto lontane dalla cicatrice stessa. Di solito le cicatrici più importanti, quelle che possono creare i maggiori disordini posturali, sono localizzate a livello del tronco, tra queste: le cicatrici per appendicectomia, taglio cesareo, tiroidectomia, mastectomia, laparoscopie addominali, discectomia, laminectomia, interventi cardiaci con accesso sternale o intercostale, interventi gastrici o intestinali o da trauma.
Per comprendere quanto una cicatrice (anche “vecchia”) possa avere una grande importanza per noi e per il nostro equilibrio generale è fondamentale spiegare il concetto di “fascia”.

La fascia si trova sotto il derma e la possiamo immaginare come un grande lenzuolo di tessuto connettivo che ricopre tutti i differenti compartimenti del nostro corpo. Quindi tutto è collegato dalla fascia e un’alterazione di questa in un punto può provocare un sintomo non solo nel punto stesso ma anche a distanza.

CICATRICI E POSTURA
Durante un taglio cesareo vengono incisi la cute e il sotto cute vascolarizzato fino al derma. Si raggiunge la fascia muscolare che viene tagliata e allargata (adesso si cerca di non tagliare lo strato muscolare ma di “separarlo”) e si incide l’utero per far nascere il neonato. Tutti questi strati poi, vengono suturati. La cicatrice che vediamo esternamente è solo una parte del tessuto cicatriziale che si trova anche nei tessuti sottostanti. Possono nascere delle aderenze. Un’aderenza consiste nella formazione di tessuto fibroso fra tessuti, organi o articolazioni a seguito di un trauma o a un intervento chirurgico.

Ogni aderenza può creare delle tensioni e trazioni fasciali che possono provocare delle interferenze con le catene muscolari che col tempo si ripercuote a livello generale (postura). Il comportamento di una cicatrice è differente da quello del tessuto circostante. Una cicatrice non fisiologica e in tensione può entrare in una condizione di irritazione cronica o di perdita di sensibilità. A causa delle aderenze possono nascere dolori a distanza (lombalgia, cefalea, ad esempio); a livello psicologico, invece, possiamo aspettarci stati di ansia, depressione e stress generalizzato.

COME AGISCE L’OSTEOPATA DI FRONTE AD UNA CICATRICE “PROBLEMATICA”?
L’osteopata valuterà inizialmente la postura del soggetto eseguendo dei test di mobilità viscerale, tissutale e articolare. L’intervento sarà esclusivamente manuale con tecniche di rilasciamento del tessuto connettivo, della fascia e della cicatrice stessa ripristinando un equilibrio tensionale e conseguentemente un corretto assetto posturale. Il fine del trattamento osteopatico non è quello di far sparire la cicatrice, ma quello di renderla più leggera, meno reattiva.

Spesso i risultati in termini di recupero di mobilità e riduzione del dolore possono esserci già dopo il primo trattamento o comunque nel breve termine. Potranno anche associarsi sensazioni di maggior elasticità della porzione trattata, regolarizzazione dell’attività digestiva e intestinale. Questo tipo di approccio ha un’importante evidenza nella pratica clinica anche rispetto a cicatrici datate di anni.

Marzia Martellotti
Osteopata D.O. Osteopata della Federazione Italiana di Canottaggio
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