LA VIOLENZA CONTRO GLI OPERATORI SANITARI E LA VIOLENZA DI GENERE

Il 25 novembre scorso si è celebrata la Giornata Internazionale Contro la violenza sulle Donne, data scelta dalle Nazioni Unite per ricordare l’anniversario dell’uccisione delle sorelle Mirabal, assassinate brutalmente il 25 novembre del 1960.

Non può e non deve essere solo una giornata a sottolineare l’importanza della tematica relativa ai diritti umani e all’uguaglianza, perché ogni giorno dobbiamo prevenire e saper riconoscere cause e radici della violenza, supportando qualsiasi iniziativa finalizzata alla cultura della non violenza fisica, psicologica e verbale.

L’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Terni condanna apertamente ogni episodio di violenza, ed è volontà dell’Ordine consolidare la cultura del rispetto e dell’impegno per incentivare una coscienza sociale promotrice dei valori che la professione Infermieristica dichiara e difende.

Nel corso del 2022, l’INAIL ha registrato un allarmante aumento di oltre 1.600 casi di violenza nei confronti del personale sanitario, rivelando una tendenza in crescita rispetto agli anni precedenti. Uno degli aspetti più inquietanti di questo dato statistico è il fatto che in Sanità il 78% degli Infermieri è donna e le aggressioni sono 5mila ogni anno, sottolineando una disparità di genere nell’ambito delle aggressioni al personale sanitario.

Questo dato allarmante solleva questioni importanti sulla sicurezza e il benessere delle donne che lavorano nel settore sanitario. L’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Terni su un totale di 1750 iscritti ne conta ben 1366 di sesso femminile, ed è questa prevalenza femminile che riceve in assoluto più minacce e aggressioni da parte dell’utenza.
Nella maggior parte dei casi, gli aggressori sono i pazienti o i loro parenti, ciò indica una crescente insicurezza nelle strutture sanitarie. Gli Infermieri sono in prima linea nel garantire le cure, e per tale motivo sono anche i più esposti al rischio di aggressioni.

“La prevenzione degli episodi di violenza sugli operatori sanitari -evidenzia Barbara Mangiacavalli Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI)- richiede che l’organizzazione identifichi i fattori di rischio per la sicurezza del personale e attui le strategie organizzative, strutturali e tecnologiche più opportune, diffonda una politica di tolleranza zero verso atti di violenza nei servizi, incoraggi il personale a segnalare subito gli episodi e a suggerire le misure per ridurre o eliminare i rischi e faciliti il coordinamento con le Forze dell’ordine o altri soggetti che possano fornire un valido supporto per identificare le strategie per eliminare o attenuare la violenza nei servizi sanitari. Solo l’impegno comune può migliorare l’approccio al problema e assicurare un ambiente di lavoro sicuro”.

Nel 2020, la legge n. 113 ha istituito un Osservatorio Nazionale sulla sicurezza degli operatori sanitari e socio-sanitari, insieme a sanzioni più severe per coloro che commettono aggressioni.

Proteggere gli Infermieri e altri professionisti della salute dovrebbe essere una priorità assoluta, con un’attenzione particolare rivolta alla creazione di un ambiente di lavoro sicuro e sostenibile. La comunità sanitaria, insieme alle autorità competenti, deve collaborare per affrontare questo problema e garantire che coloro che dedicano la loro vita a prendersi cura degli altri si sentano sicuri e protetti.

L’ordine delle Professioni Infermieristiche di Terni, il 15 novembre scorso, ha organizzato un evento formativo rivolto agli iscritti, con la consulenza del collega formatore dott. Muzio Stornelli, dal titolo “Possiamo subire violenza, ma attenti alle conseguenze”, incentrato sulla violenza perpetrata ai danni degli operatori sanitari, evento sempre più abituale, tanto da
non costituire oramai più un’eccezione.
La violenza, come è stato magistralmente rilevato ed analizzato dal relatore Dott. Stornelli, mina grandemente la salute e il benessere psico-fisico del personale sanitario, che mai come ora soffre le conseguenze di condizioni lavorative sempre più complesse e rischiose.

Gli operatori sanitari della Regione Umbria si sono trovati in più occasioni a fronteggiare situazioni di rischio e a gestire veri e propri casi di violenza fisica e psicologica ai propri danni, sia nello svolgimento del lavoro in ambito ospedaliero, che nei servizi territoriali.

La proposta dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Terni è quella di inserire personale nelle aree di attesa, poiché spesso a causare la tensione è proprio il non poter sapere, anche per ore, che cosa accade al di là di una porta che divide paziente e familiare. Se ci fosse maggiore informazione, che ad oggi non è possibile a causa dell’esiguità del personale, probabilmente diminuirebbero le tensioni.

Per sensibilizzare la popolazione al problema è stata indetta il 12 marzo (decreto del Ministro della Salute del 27 gennaio 2022), la Giornata Nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari.
Si rafforza il pensiero del Ministro della Salute Orazio Schillaci “Gli operatori sanitari e socio-sanitari lavorano tutti i giorni per la tua salute. Aggredirli verbalmente e fisicamente è un reato e un atto di inciviltà che va contro il tuo stesso interesse e quello della collettività”.

 

UNIPG Laureandi 27 novembre 2023

In merito al recente accaduto e alla giornata contro la violenza sulle donne, i laureandi hanno voluto dedicare un pensiero… La violenza sulle donne è un tema che riguarda la nostra società in modo profondo e diffuso. Noi, come Infermieri, siamo chiamati a ricoprire un ruolo cruciale nel combattere questa piaga. La nostra professione e la nostra presenza possono essere strumenti potenti nel combatterla. Noi Infermieri, oltre ad essere impegnati nella cura della persona, dedichiamo le nostre competenze alla promozione del benessere psico-fisico e alla tutela dei diritti fondamentali di ogni individuo. La nostra voce e la nostra presenza possono essere strumenti potenti per combattere il silenzio che spesso circonda la violenza domestica e di genere.

Questa laurea non è soltanto nostra, ma anche di Giulia, che qualche giorno fa avrebbe dovuto discutere la sua tesi in ingegneria biomedica trattando il tema dell’utilizzo dei biomateriali per la sostituzione di parti della trachea.

Vogliamo dedicare questo nostro traguardo a lei e a tutte le donne, e da Infermieri quali saremo, cercheremo di fare il nostro meglio in questa dura battaglia…

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