ESERCIZI PELVICI: attenzione al fai-da-te!

0
74
Esercizi pelvici

Negli ultimi anni si sta, finalmente, superando il tabù relativo al perineo, all’intimità femminile, al piacere sessuale e alle problematiche che ruotano attorno a questo affascinante mondo.

Ne consegue che le donne cominciano ad essere informate, curiose e, spesso, consapevoli dell’esistenza di un apparato complesso, muscolare e non solo, che è fondamentale rispettare e di cui bisogna prendersi cura onde evitare conseguenze future. Ciò che però viene troppo poco spiegato è che non esistono degli “esercizi universali” per il pavimento pelvico e che i presìdi a disposizione in commercio non sono la risposta ad ogni tipo di problema. L’equilibrio è il primo grande obiettivo da raggiungere quando si parla di pavimento pelvico e di patologie ad esso connesse: incontinenza, prolasso, dolore pelvico, costipazione o altro ancora.

È importante sapere che il pavimento pelvico può essere o molto debole, quindi ipotonico, o molto contratto, quindi ipertonico: non esistono sintomi che possano rivelarci a priori quale sia la natura del nostro squilibrio muscolare.
Per questo motivo, esercitarsi a casa con i famosi esercizi di Kegel (stringendo e rilasciando il muscolo pubococcigeo, quello che circonda ano, vagina e uretra) può rivelarsi più dannoso che costruttivo, qualora -ad esempio- si abbia un perineo troppo contratto senza saperlo.

Allo stesso modo, usare i conetti vaginali in un pavimento molto debole, potrebbe essere prematuro e sfiancare ulteriormente i muscoli pelvici aumentando l’entità del danno. Nondimeno, ci sono condizioni in cui senza un adeguato feedback si rischia di incappare in quella che tecnicamente è chiamata “inversione del comando perineale”, ossia la tendenza a spingere, anziché contrarre, la muscolatura pelvica: questo può essere estremamente rischioso.

La cosa forse più dannosa di tutte è interpretare lo Stop-test minzionale come un esercizio: interrompere il getto urinario e riavviarlo di routine crea enormi danni sia a livello funzionale che a livello meccanico. Questo tipo di attività deve essere limitato ad una sola volta nell’arco della propria vita, per individuare i muscoli pelvici e eventualmente testarne il lavoro, senza ripetere l’attività nel tempo.

La miglior soluzione, in caso si voglia lavorare autonomamente con il proprio perineo, è quella di sottoporsi a una visita pelvica, per capire almeno lo stato di partenza del proprio perineo e la sua condizione. È anche possibile apprendere semplici esercizi finalizzati alla prevenzione dei disturbi che richiederebbero, invece, un percorso riabilitativo.

Dr.ssa Jessica Li Gobbi
Ostetrica, specialista in Riabilitazione del Pavimento Pelvico

LASCIA UN COMMENTO