Dipartimento Emergenza Accettazione

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Dipartimento-Emergenza-Accettazione terni

AZIENDA OSPEDALIERA SANTA MARIA DI TERNI

Il Dipartimento Emergenza e Accettazione (Dea) dell’Azienda Ospedaliera di Terni, diretto dal dottor Amilcare Parisi, è stato istituito a metà degli anni 90’, ed è una struttura che ha lo scopo di fornire una risposta assistenziale nell’ambito dell’urgenza-emergenza, configurandosi come struttura altamente specializzata e basata su un modello organizzativo multidisciplinare, con il compito di affrontare h24 i problemi diagnostici e terapeutici del cittadino. Questo Dipartimento svolge la sua funzione in sinergia con la rete dell’emergenza territoriale e dispone di posti letto per il trattamento di pazienti in emergenza-urgenza, con lo scopo di ottimizzare il percorso di ricovero dei pazienti con patologie acute. Il Dipartimento e le strutture che lo compongono formano un’ampia rete ospedaliera che fornisce, 7 giorni su 7 ed h24, le attività di pronto soccorso, anestesia e rianimazione, medicina e chirurgia d’urgenza e del trauma. Afferiscono infatti al Dipartimento Emergenza-Accettazione la Struttura complessa di Pronto Soccorso ed Accettazione, diretta dal dottor Giorgio Parisi, la S.C. di Anestesia e Rianimazione diretta dalla dottoressa Rita Commissari, la Struttura Semplice Dipartimentale di Medicina d’Urgenza diretta dalla dottoressa Alessandra Ascani e la S.C. di Chirurgia Digestiva e di urgenza, diretta dal dottor Amilcare Parisi. Il Dipartimento Emergenza Urgenza, attraverso le Strutture che lo compongono e, soprattutto, il Pronto Soccorso, rappresenta il primo punto di contatto tra il paziente cittadino e l’Azienda Ospedaliera, elemento questo che lo rende ancor più importante. In era pre-Covid, nell’anno 2019 questo Dipartimento ha complessivamente gestito il ricovero in regime di Urgenza-Emergenza di una grande mole di pazienti, pari ad oltre 5.000 ricoveri nelle strutture afferenti al Dipartimento.
Nel 2019 si sono avuti circa 45.000 accessi al Pronto Soccorso (ridotti nel 2020, causa covid, di 13.000 unità), oltre 2.500 i pazienti curati nella Struttura di Medicina d’Urgenza, oltre 700 nella Struttura di Rianimazione, mentre nella Struttura di Chirurgia Digestiva e di Urgenza sono stati sottoposti ad intervento chirurgico circa 2.000 pazienti. Questi numeri testimoniano il ruolo centrale e di spicco di questo Dipartimento all’interno dell’organizzazione aziendale. Tuttavia, nell’ultimo anno, il Dipartimento di Emergenza Urgenza è stato il Dipartimento dell’Azienda Ospedaliera di Terni che maggiormente si è dovuto adattare ai bisogni organizzativi ed assistenziali causati dalla pandemia Covid, che ha richiesto una profonda e complessa riorganizzazione del Dipartimento stesso e quindi di ogni struttura ad esso afferente. Tale riorganizzazione è stata mirata sì a fronteggiare le criticità legate alla gestione acuta dei pazienti affetti dalla Covid19, ma anche a mantenere invariata l’offerta delle cure in area critica per i pazienti affetti dalle patologie non Covid19. In tal senso, afferma il dottor Amilcare Parisi, “va sottolineata e lodata la grande abnegazione e dedizione profuse dal dottor Giorgio Parisi, dalla dottoressa Rita Commissari e dalla dottoressa Alessandra Ascani che dirigono rispettivamente il Pronto Soccorso, la Rianimazione e la Medicina d’Urgenza, afferenti al Dipartimento per aver efficacemente e tempestivamente riorganizzato ed adattato queste strutture allo scopo di affrontare, con successo, le difficoltà imposte della pandemia e garantendo quindi ai pazienti affetti da Covid e non, le migliori cure seppur in un momento di grande difficoltà per la sanità nazionale”.

Pronto Soccorso

Il Pronto Soccorso (PS) dell’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni è inserito, nel contesto del sistema regionale per l’emergenza-urgenza, in un Dea (Dipartimento di Emergenza e Accettazione) di II livello (DGR 970/2012) in ragione della appartenenza ad una azienda ospedaliera di alta specialità e rilievo nazionale con caratteristiche di ospedale di riferimento per i centri limitrofi (centro Hub). Dal 2015 è stato intrapreso un programma di miglioramento generale della struttura in termini di logistica, organizzazione, formazione e tecnologia. L’epidemia da Covid19 se da un lato ha provocato una netta riduzione del numero degli accessi (circa 13.000 in meno rispetto allo scorso anno), dall’altro ha determinato una profonda riorganizzazione di tutta la struttura alla luce dell’importanza che ha assunto l’Azienda Ospedaliera come struttura regionale di riferimento (insieme a PG) per il trattamento dell’emergenza pandemica. Già dai primi di Febbraio il Pronto Soccorso ha elaborato una procedura interna per consentire il trattamento ottimale dei pazienti Covid + o sospetti tali.
– Area Covid: acquisizione di un container per ambulatori visita, collegato a quello già esistente, con relativo arredamento e presenza di monitor, bombole O2 e carrelli. Acquisizione dei locali dell’ex Endoscopia Digestiva con creazione di prese per ossigeno e vuoto allo scopo di poter trattare anche casi a più alta intensità di cura in collaborazione con i colleghi rianimatori.
Utilizzo della sala ex ambulatorio oculistico come camera di degenza oppure, all’occorrenza, come sala radiografica tradizionale. L’acquisizione di un nuovo ecografo ha consentito di eseguire esami ecografici in quell’area senza dover ricorrere a quello in dotazione della radiologia.
– Percorso pulito-sporco nel “Box Ebola” per la vestizione e la svestizione del personale operante in area Covid;
– Creazione di un Pretriage esterno con infermiere dedicato e personale della Croce Rossa in supporto;
– Dal periodo estivo l’impiego dei tamponi molecolari ci ha consentito di individuare ulteriormente i pazienti portatori del virus nell’ambito della zona non Covid;
– Nel mese di Ottobre è stato eseguito l’ampliamento e l’ammodernamento dell’ex area 118 con creazione di 6 postazioni con Ossigeno e vuoto da impiegare come eventuale area di osservazione, Oss Breve, Sub intensiva oppure Intensiva.
– Nello stesso mese si è ulteriormente perfezionato il percorso sporco-pulito con la creazione di una farmacia Covid nell’area precedentemente occupata dalla Polizia di Stato e la creazione di una farmacia centrale pulita all’interno di un locale ad hoc accessibile attraverso una porta presente all’interno della camera calda. Con l’acquisizione di un nuovo frigorifero per la sala emergenza, se ne è anche potuto dedicare un altro dedicato all’area covid.

Medicina d’Urgenza

La Medicina d’Urgenza per sua missione istituzionale ricovera solo pazienti da PS con una durata media del ricovero presunta di tre giorni. Dall’inizio della pandemia COVID l’attività del reparto è cambiata, riadattandosi alle esigenze del momento. A marzo, nella FASE 1 della pandemia, al fine di liberare posti letto al quinto piano, destinato a trasformarsi in Area COVID, la Medicina d’Urgenza, dotata di 39 posti letto al piano terra, ha riassorbito gradualmente tutti i pazienti della Medicina Interna, della Clinica Medica, della Geriatria e infine delle Malattie Respiratorie, cambiando completamente la tipologia dei pazienti trattati e del livello assistenziale richiesto.

Anestesia e Rianimazione

La S.C. Anestesia-Rianimazione riveste un ruolo strategico nella gestione dell’emergenza COVID. Attraverso un processo di riorganizzazione del personale e degli spazi ha potuto e continua a fronteggiare la pandemia con coraggio e professionalità. La necessità crescente di posti letto di Terapia Intensiva per pazienti covid ha richiesto la trasformazione di tutta la Terapia Intensiva no-covid e, successivamente, dell’ex-obi e dell’area ex-118 in Terapia Intensiva covid per complessivi 24 posti letto. A tale riorganizzazione degli spazi per pazienti critici, si è aggiunta la riorganizzazione di tutto il personale necessario.

Chirurgia Digestiva e di Urgenza

La Struttura Complessa di Chirurgia Digestiva e di Urgenza diretta dal Dr. Amilcare Parisi ha, nonostante le limitazioni imposte all’attività chirurgica in elezione dalla pandemia COVID, continuato ad eseguire interventi chirurgici oncologici di elevata complessità oltre all’attività chirurgica in urgenza-emergenza anche per pazienti affetti dalla COVID19.

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