Costruiamo la matematica
Giampiero Raspetti
L’assenza della matematica è la tua prigionia.
Nel nostro Bel Paese, in molti disdegnano la matematica. Non pochi indietreggiano davanti a logica e scienza, categorie indispensabili per sconfiggere demagogia e cialtroneria.
Si danno un gran daffare con superstizioni in tutte le salse, gossip al galoppo, esposizione martellante del modello vivi da velina e con sport narcotizzante. S’industriano per ridurre il vero apprendimento (mathesis) a mera tecnica di calcolo, funzionale al trionfo del dogma. Ne occultano così l’umanità, i caratteri cioè della natura umana, e condizionano brutalmente il sano fiorire delle risorse intellettive dei giovani.
La matematica non è una materia che studia un insieme di oggetti, seppur ideali, come i numeri e le figure. Non è come la botanica, la zoologia, l’astronomia che studiano degli oggetti quali: i vegetali, gli animali, i corpi celesti. Non è una disciplina. E’ un metodo: il metodo che porta da situazioni fisiche a situazioni mentali, da strutture reali a strutture astratte che le rappresentano e che ne costituiscono perfezionamento. Occorre allora che il processo di apprendimento-ricerca si svolga non come assunzione di conoscenze in modo passivo, come sapere codificato, ma come acquisizione attraverso una scoperta personale a partire da situazioni problematiche. E’ motivazione la matematica, voglia cioè di essere protagonista del proprio sapere. E’ insieme di metodi da costruire in prima persona.
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