|
Giampiero Raspetti
Elezione, nel nostro bel Paese, significa spesso, purtroppo, modalità, di natura la più disparata e disperata, di accaparrare voti, qualunque sia la loro provenienza. Le formazioni partitiche non sono tanto interessate a trovare persone perbene da inserire nelle liste, quanto invece ad inseguire gli arraffatori di voti, qualunque possa essere il loro spessore intellettivo e morale. Così, i criteri per essere inseriti in lista (più propriamente per essere nominati perché le liste, ancor oggi, sono completamente bloccate ed impermeabili alla volontà dell’elettore) sono: avere un volto noto, essere giullare del satrapo, doversi mettere al riparo dalla giustizia, appartenere a qualche conventicola di potere occulto, essere disposti ad obbedire sempre al boss... avere chiappe e tette belle! Solo un capobastone può accettare, nelle elezioni politiche nazionali, la lista dei nominati perché così ha un suo esercito di mercenari da tenere in pugno (a meno che poi, però, non si vendano ad un migliore offerente).
In questo caso chi ha più potere e più denaro impera.
84 parlamentari, tra Montecitorio e Palazzo Madama, sono sotto inchiesta, già con sentenze di condanna, in attesa di processo oppure rinviati a giudizio.
Un’accolita di filibustieri è assiepata nei gangli vitali delle Istituzioni.
A piede libero, nel resto del Paese, solo qualche untorello senza pretese dedito agli affari rimanenti, quelli di piccolo cabotaggio!
Sembra che la politica stia diventando porto sicuro per il malaffare; infatti è ormai prassi, consueta e consolidata, che le Istituzioni non vengano nobilitate esclusivamente da cittadini con fedina penale immacolata, ma siano frequentate anche da zozzoni qualsivoglia. Questo vulnus morale, vera rovina del Paese, dovrà essere smaltito negli anni (moltissimi) e con difficoltà (tantissima). Oggi si sente anche dire che il premier Monti non ha legittimazione elettorale! Ma guarda! Hanno forse legittimazione popolare i nominati, visto che nemmeno uno è stato eletto? O hanno legittimazione popolare quelli che saltando a pié pari in campo opposto hanno rubacchiato incarichi, ministeri, sottosegretariati (tutti pagati da noi cittadini!), promesse di rinomina?
Ci aspettano, nell’anno in corso, celebrazioni di processi (in elenco solo i nomi più eclatanti, ma c’è poi tutto un fiorito sottobosco che lo eleva all’ennesima potenza) relativi a: Berlusconi, Bertolaso, Bisignani, Caltagirone, Carboni, Consorte, Cosentino, Cristiani, Dell’Utri, De Luca, Fazio, Fitto, Frisullo, Lavitola, Ligresti, Mastella, Menarini, Milanese, Minzolini, Papa, Penati, Ricucci, Sala, Scajola, Tarantini, Tedesco, Verdini. E chi più ne ha più ne metta!
Processi per gente da suburra, vien da pensare. Nient’affatto! Moltissimi di costoro hanno le mani in pasta in affaracci, nel nostro paese, sia come parlamentari sia rivestendo incarichi di assoluta rilevanza.
Ma non dovrebbero esserci, in Parlamento, persone al di sopra del benché minimo sospetto?
Il problema dunque non investe nemmeno la diade destra-sinistra. È che viviamo ormai in un clima generalizzato di corruzione, clientelismo, mafia! C’è, inoltre, il Pinco che difende gli evasori e si ostina a pretendere ispezioni della finanza a Cortina, in ferragosto, a Porto Cervo, quando la neve danza e avanza.
Pallino, addirittura, difende anche i colpevoli conclamati, non solo gli inquisiti!
Lo chiamano garantismo che significa ormai omertà e complicità assoluta!
Qualcuno, poi, pretende di contestualizzare addirittura le bestemmie! Via, questo è il Paese di Chicchinella!
(Sempre che Chicchinella non se la prenda a male!).
Una lurida gestione del Paese è alla sbarra!
E’ una vera e propria emergenza nazionale.
Dovrebbe costituire uno dei punti fondamentali dell’azione del governo Monti: colpire con durezza e determinazione la corruzione che strozza il Paese proveniente, in grandissima parte, da politici, manager, amministratori locali.
Spazzate via dignità e correttezza da moderni barbari, l’élite di una comunità è stata trasformata nella zavorra più pesante, nell’Italia peggiore. |