Discorsi sovvertitori
Giampiero Raspetti
Protagora di Abdera nei suoi Discorsi sovvertitori sentenzia:
di tutte le cose misura è l’uomo: di quelle che sono per ciò che sono, di quelle che non sono, per ciò che non sono.
Per il sofista l’uomo crea, interpreta, inventa: è faber di tutto. Diogene di Sinope cercava l’Uomo, ben sapendo che la ricerca sarebbe stata eterna. Tutti noi invece, per le amministrative, dobbiamo non solo cercare e trovare, ma anche scegliere! Cercate l’uomo allora o, ancor meglio, memori di Dumas padre: Cherchez la femme!
L’umanità si divide in cultori di privilegi e uomini liberi. I primi sempreproni al potere, comunque esso sia, i secondi intenzionati a vivere con la sola industria di se stessi. Da una parte coloro che, sapendo solo brigare, usano il partito per fini personali o di conventicola.
Lo servono, ma sol perché se ne vogliono servire. Sai riconoscerli. Evitali.
L’uomo libero si pone invece dalla parte di tutti i cittadini, non mangia con la politica, non aspira a privilegi per se stesso o per i suoi votanti. Sa che un vantaggio per taluni comporterebbe fatalmente danno per altri.
E’ coraggioso, si batte esclusivamente con i soli mezzi che si è guadagnato onestamente. Parteggia per chi è meno protetto. In qualunque lista elettorale figuri, votalo.
Alcuni sanno solo offendere e fanno leva sull’odio di parte. Non seguirli, mai. Alle amministrative, poi, si deve puntare sulla persona. Su chi ha dato mostra di sé ed ha saputo donare, non già a se stesso, che non ha alcuna rilevanza dal punto di vista politico, ma al bene comune, e disinteressatamente.
C’è poi, perfino, chi è allergico al pensiero. Nessuno ha mai sospettato una sua presenza nell’agone culturale. Ammicca dai muri e spande santini e slogan patetici, per il cui conio è ormai sfiancato e sfibrato.
Non puoi chiedergli di più, non lo disturbare. Ascolta invece coloro che parlano poco ma pensano molto, in grado di disegnare, con grande tensione ideale e culturale, progetti per la città.
Si nutrono di sogni e di speranze, sanno emanare forti cariche emozionali: fidati di costoro, se li trovi.
Chi invece non ha mai fatto niente, se non sfruttare il lavoro di altri, parenti o non, come potrebbe realizzare qualcosa di buono per la comunità? Non essere credulone.
Abbiamo bisogno di intelligenza, di aristocrazia culturale e morale, di meritocrazia, di solidarietà, di alto senso della responsabilità personale, di assenza di interessi privati.
Princìpi, sentimenti e ideali non figurano in un elenco per essere scelti qua e là, magari a caso: vanno presi tutti e testimoniati ogni giorno, non solo ai dì di festa, da uomini, non da pecore matte.
Il paese del sole esiste: nei tanti progetti che i politicanti mai riusciranno a comprendere, nelle cittadelle di filosofi e poeti, nei cuori e nei sogni di tantissimi di noi. Chi si accinge a scegliere sia allora degno dell’Uomo.
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