Bentornata fontana!

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Finalmente è tornata a farsi ammirare.

Mi unisco al coro unanime dei Ternani fieri e orgogliosi di vedere di nuovo la fontana restaurata. Un pezzo di storia.

Un tempo, tanti anni fa, le cartoline che rappresentavano Terni e giravano il mondo riportavano, oltre alla Cascata delle Marmore, l’immagine della fontana. Quindi una rappresentazione emblematica della città.

Tutti conoscono la storia: venne realizzata a partire dal 1933 e terminata nel 1936 su progetto di Mario Ridolfi e Mario Fagiolo, vincitori di un concorso appositamente indetto per tale opera.
I mosaici furono invece disegnati da Corrado Cagli.
Non ha avuto vita facile. Più volte è stata restaurata, inizialmente a causa dei bombardamenti del 1943 che la danneggiarono gravemente, poi a causa dell’usura del tempo e anche dell’incuria cittadina.

La fontana di piazza Tacito, chiamata ormai Fontana dello Zodiaco, ha una sua storia, un suo simbolismo. Nel cuore dei Ternani è ancora “la penna e il calamaio” per quella sua forma che ricorda certamente la gioventù di molti quando non c’erano ancora le penne biro e si dovevano intingere i pennini nell’inchiostro.
Ma la fontana, come dicevo, ha un suo simbolismo che rappresenta la Terni moderna e industriale. 

Ecco dunque l’alto pinnacolo slanciato verso il cielo fatto di quella materia prodotta nelle Acciaierie di Terni. Ecco l’acqua che cade scrosciando dal bacino sovrastante in quello più in basso, quasi a ricordare la Cascata delle Marmore e a rappresentare la forza motrice, l’energia che ha fatto muovere le industrie. Ecco infine i mosaici distribuiti in cerchio nella grande vasca con la raffigurazione dei dodici segni zodiacali che vogliono significare il succedersi ritmato del tempo e quindi del lavoro dell’uomo.

Essa è stata uno spartitraffico e, per molto tempo, una rotatoria. In passato ha rappresentato un luogo di incontro e appuntamenti di giovani e vecchi, che si sedevano volentieri lungo il bordo della vasca a chiacchierare e, come si dice a Terni, “alla sperella”, cioè a godersi i raggi del sole. Inoltre -e questa è un’immagine emblematica– è stato il luogo dell’inevitabile bagno in vasca in occasione delle promozioni della Ternana in serie A o in serie B o la vittoria ai mondiali dell’Italia del 1982 e del 2006. In quelle stesse occasioni sull’alto del pennone sventolava superba la bandiera della Squadra.

La piazza ove sorge la fontana rappresenta anch’essa un pezzo importante della storia di Terni. Questa piazza fu, fino alla seconda metà dell’800, uno spazio aperto percorso dalle mura e dalle torri che racchiudevano l’antico centro storico. Poi sorse la stazione ferroviaria (attivata nel 1966) e fu aperto corso Tacito, completato nel 1879. Con l’espansione della città all’indomani della nascita delle industrie, con il nuovo piano urbanistico di Benedetto Faustini, questo spazio divenne uno spazio organizzato in piazza, centro nevralgico della nuova Terni e punto di raccordo tra i nuovi assi viari di Corso Tacito, viale Brin, via Cesare Battisti e via della Stazione. Vennero abbattute le mura e le torri, eliminata la barriera doganale e al centro venne innalzato il Monumento dei Caduti (opera di Giuseppe Guastalla) spostato all’ingresso della Passeggiata nel 1932 proprio per far posto alla fontana. Nel perimetro esterno della piazza, ai quattro angoli, vi erano dei giardini e alberi di leccio. Intorno sorsero edifici importati come il monumentale Palazzo del Governo realizzato da Cesare Bazzani, l’elegante Foresteria commissionata dalla SAFFAT e poi la Banca d’Italia e la Banca Nazionale del Lavoro. Sul sito di quest’ultima, come si vede in foto d’epoca, vi era la Palazzina Manni, pure del Bazzani, adibita a “Nuovo Albergo con stabilimento bagni termali” e, dopo demolizioni e trasformazioni, la sede dell’Inam. 

Una lunga storia accompagna dunque la piazza e la fontana che oggi è tornata a stupirci al centro di essa. 

La bella fontana, metafora della Terni moderna, dell’acqua dell’energia, dell’industria, dello scorrere del tempo. Ancora una volta simbolo della storia di Terni, della città dinamica e operosa ma, soprattutto, carica di ricordi che la rendono cara al cuore dei Ternani. Ora possiamo di nuovo spedire, da Terni, una cartolina al mondo.
Bentornata fontana!

Loretta Santini

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