Amleto Falcinelli

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Amleto Falcinelli

Un protagonista nel pugilato del secondo dopoguerra

Nel marzo del 1941 si tennero a Terni i campionati italiani di pugilato cui si iscrissero oltre 120 atleti. Sebbene fossimo in guerra, in un sussulto di presunta normalità, ma soprattutto di propaganda di regime, si volle comunque gareggiare. “É significativo –commentava La Stampa– che, anche nel periodo bellico, la massima manifestazione dilettantistica nazionale abbia il suo regolare svolgimento. Il pugilato è sport di combattimento, di coraggio, di potenza, che i ragazzi dell’Italia fascista amano e curano volentieri”. Molti tra i pugili in gara, a fine competizione, tornarono alle loro caserme di appartenenza. Tra le principali sorprese del torneo figurò il ternano Amleto Falcinelli che disputò la finale dei pesi mosca contro il campione in carica, l’esperto pugile romano Paesani.

Nonostante la sconfitta Falcinelli, poco più che ventenne, riscosse unanimi apprezzamenti distinguendosi per tecnica e classe. Da qui parte la luminosa carriera di Amleto Falcinelli, allevato pugilisticamente dal grande maestro di boxe Nello Sabbati: combattè nella nazionale dilettanti dodici incontri vincendone dieci, si classificò secondo ai Campionati Europei a Breslavia in Polonia. Professionista dal settembre 1944, intraprese una lunga carriera, disputando ben 86 match. Tra i suoi successi più significativi ricordiamo i titoli italiani conquistati nei pesi gallo nel 1948-1949 e 1952. Il 24 gennaio 1949 difese proprio a Terni con successo il titolo, contro il veneziano Arturo Paoletti, sconfiggendolo ai punti dopo 12 riprese.

Erano gli anni dell’immediato dopoguerra.
Una intera città trovava la forza di reagire anche attraverso le vittorie di Falcinelli e del centauro Libero Liberati. A Terni c’era una colonia importante di pugili, una vera e propria scuola, che raggiunse risultati importanti a livello nazionale. Falcinelli aveva conquistato la vacante cintura nazionale a Roma, nel settembre dell’anno precedente, superando il pugile di casa Alvaro Nuvoloni. Con la corona da Campione Italiano si esibì in Inghilterra, Spagna e Svizzera, senza ottenere lusinghieri risultati. Nell’aprile 1950, a Firenze, affrontò lo sfidante Tino Cardinale. Il punteggio di parità gli salvò il titolo.
Combatté quindi in Spagna dove incontrò lo spagnolo Louis Romero (campione europeo) davanti a 50.000 persone, e in Francia.

In ottobre a Verona dovette lasciare la cintura italiana al suo vecchio avversario Alvaro Nuvoloni. Nel 1951 altri ingaggi all’estero: Gran Bretagna e Tunisia. Nell’aprile del 1952 di nuovo la sfida per il tricolore: ancora una volta contro Alvaro Nuvoloni, nella sua Terni. Vinse il titolo sostenuto da una intera città. Mantenne il primato per cinque mesi, arrendendosi in settembre a Cagliari, al pugile locale Gianni Zuddas, suo vincitore in due precedenti incontri. Riprese intensa la sua attività all’estero. Sempre nel 1952, nel mese di ottobre, Falcinelli sconfisse in Scozia Peter Keenan, campione British Commonwealth e d’Europa.

Nel 1953 continuò a combattere in Gran Bretagna ed in Belgio. L’anno successivo si trasferì in Australia. Falcinelli terminò gli ultimi spiccioli di carriera tra l’Italia, Francia,Tunisia ed Israele. Il pugilato professionistico nello Stato di Israele è stato quasi sempre una rarità. Il peso leggero David Oved, passato professionista a Brooklyn, New York, nel luglio 1954, tornò nella sua Patria da imbattuto. Il 25 maggio 1955 a Tel Aviv l’israeliano affrontò l’italiano Amleto Falcinelli, ex campione nazionale dei pesi gallo. Oved vinse il confronto con il veterano pugile ternano dopo 8 riprese. Il campione ternano smise di calcare il ring dopo l’ultimo incontro nell’aprile del 1956. Tanti i pugili incontrati, tra questi citiamo: Guido Ferracin (già campione europeo), affrontato la prima volta a Ferrara nel settembre 1946, nel tentativo non riuscito di togliergli il titolo italiano dei pesi gallo, Theo Medina, Danny O’Sullivan, Stan Rowan, Luis Romero, Otello Belardinelli, Altidoro Polidori, Jan Sneyers, Piero Rollo, Cherif Hamza e tanti altri ancora di indiscutibile valore internazionale.

Tante le storie legate ad alcuni suoi avversari: Salamo Arouch era un pugile greco di origine ebraica. Fu campione greco dei pesi medi nel 1938 e campione dei Balcani l’anno successivo. Prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale aveva un record di 24 vittorie su 24 incontri disputati, tutte per KO tecnico. Durante la guerra Arouch fu arruolato nell’esercito greco, dove combatté e vinse altri 3 incontri. Nel 1943 fu catturato insieme a tutta la sua famiglia ed internato nel lager di Auschwitz-Birkenau. Quando i comandanti del campo seppero che Arouch ed altri prigionieri erano pugili, cominciarono ad imporre degli incontri di boxe per il loro intrattenimento, organizzandone due o tre a settimana. Arouch sapeva che chi perdeva l’incontro andava nelle camere a gas o veniva giustiziato subito dopo con un colpo alla testa. Combatté per salvare la propria vita. Per tutta la durata della prigionia rimase imbattuto, combattendo, secondo una sua stima, poco più di 200 incontri e vincendoli tutti, condannando quindi a morte certa altrettante persone, suo malgrado.

Fu liberato dal campo il 17 gennaio 1945. Successivamente, durante una vana ricerca dei suoi familiari (che erano tutti morti) nel campo di Bergen-Belsen, conobbe Marta Yechiel, una sopravvissuta proveniente dalla sua stessa città; i due si trasferirono a Tel Aviv, dove si sposarono nel novembre dello stesso anno ed ebbero due figli. Arouch riprese la sua carriera di pugile e nel 1955 fu sconfitto per la prima ed unica volta nella sua carriera dal pugile italiano Amleto Falcinelli. Nel 1989 venne realizzato un film sulla sua storia, uscito in Italia col titolo “Oltre la vittoria”. Terminata la sua attività di pugile professionista Amleto Falcinelli, divenne istruttore, insegnando la “nobile arte” a tanti ragazzi, dapprima a Terni, poi in Australia, a Melbourne. A ricordare questa splendida figura di sportivo scomparso nel 1996 che negli anni cinquanta ha dato emozioni ad una città intera, c’è la sezione ternana dei Veterani dello sport ed una associazione sportiva pugilistica a lui dedicate. Così come ad Amleto Falcinelli è stato intitolato un asteroide scoperto nel 1995 dal Team Santa Lucia di Stroncone (Tr), Asteroide nr. 7963 A. Falcinelli MPC 33387.

Stefano Lupi
Delegato Coni Terni

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